103/11
Roma, 7.6.2011
Ma è ancora presto per parlare
di ripresa
INDICATORE CONSUMI CONFCOMMERCIO:
DOPO UN ANNO TORNA POSITIVO AD APRILE
Dopo la
netta contrazione di marzo, l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC)
segnala ad aprile – ed è la prima volta da dodici mesi a questa parte - un
aumento dell’1,1% in termini tendenziali (tab. 2), anche se i dati grezzi degli
ultimi due mesi, in parte influenzati dalla diversa collocazione delle
festività pasquali e dal venir meno dell’effetto statistico sugli acquisti di
autovetture, vanno interpretati con una certa prudenza. In termini
congiunturali, e al lordo della vendita di automobili, l’ICC mostra un
incremento dello 0,4% (tab. 4), variazione che, in termini di media mobile a
tre mesi, ha determinato un modesto recupero (fig. 2). L’indice, al netto delle
autovetture, si è portato sul valore più elevato degli ultimi due anni.
La
situazione generale continua comunque ad essere caratterizzata da un insieme
disomogeneo di elementi positivi e negativi che contribuiscono al permanere di
un clima di incertezza sulle prospettive a breve dell’economia. Infatti, se da
un lato i timidi segnali di miglioramento sul versante dei consumi, che
attendono conferma nei prossimi mesi, sembrano avvalorati dal recupero
registrato a maggio dal clima di fiducia delle famiglie, dall’altro, le
prospettive sul versante delle imprese, visto il deterioramento del sentiment
degli operatori di tutti i settori produttivi, risultano meno favorevoli
lasciando ipotizzare un’ulteriore perdita di slancio della ripresa nel secondo
e terzo trimestre dell’anno. Tendenza che sembra confermata anche dai risultati
dell’indagine rapida di Confindustria che segnala a maggio, in termini
congiunturali, un incremento dello 0,1% della produzione industriale e dello
0,4% degli ordinativi.

Fig.
1
La
dinamica tendenziale dell’ICC di aprile riflette un ulteriore aumento della
domanda relativa ai servizi (+2,5%) ed un miglioramento, il primo da aprile
2010, della spesa per i beni (+0,6%).
I
prezzi dei beni e dei servizi che compongono l’indicatore hanno evidenziato ad
aprile una modesta accelerazione del tasso di crescita tendenziale (+1,3% a
fronte del +1,2% di marzo) (tab. 3).

Fig. 2
Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
La
domanda per i beni ed i servizi ricreativi ha mostrato, rispetto ad aprile
dello scorso anno, un incremento dell’1,4% a cui ha contribuito un larga misura
il permanere di un trend espansivo delle spese per giochi, lotterie e
scommesse.
La
spesa per i servizi di ristorazione e d’alloggio ha evidenziato una crescita in
termini tendenziali del 2,0%, dato influenzato dal diverso periodo in cui è
caduta la Pasqua.
I
consumi per i beni ed i servizi per la mobilità hanno mostrato una diminuzione
in termini tendenziali dell’1,3%, confermando come, nonostante il venir meno
dell’effetto statistico dato dal confronto tra periodi in cui erano o meno in
essere gli incentivi, questo segmento di consumo sia ancora interessato da
elementi di criticità. Solo per il trasporto aereo la domanda continua ad
essere caratterizzata da una tendenza espansiva, accentuata ad aprile dal
confronto con un mese in cui lo scorso anno il traffico aereo subì alcuni
giorni di fermo.
Nel
mese di aprile la domanda di beni e servizi per le comunicazioni e per l’ICT
domestico ha registrato, rispetto allo scorso anno, un incremento del 6,5%
consolidando il trend già emerso nei mesi più recenti. A tale andamento
continua a contribuire essenzialmente la componente relativa ai beni.
I
volumi acquistati dalle famiglie per i beni e servizi per la cura della persona
hanno mostrato, ad aprile, un incremento dello 0,5%.
Gli
articoli di abbigliamento e le calzature hanno registrato una riduzione dello
0,5%, dato che segue le ampie fluttuazioni dei mesi precedenti.
La domanda
di beni e servizi per la casa ha mostrato, ad aprile, un aumento dello 0,1%,
confermando il periodo non particolarmente brillante dei consumi.
Infine,
per quanto concerne la spesa delle famiglie per i prodotti alimentari, le
bevande e i tabacchi la stima di aprile segnala un ulteriore ridimensionamento
della domanda (-0,9%), dato che segue la sensibile riduzione di marzo (-4,3%).
I dati degli ultimi due mesi, letti nel complesso, evidenziano come, al di là
di fattori contingenti, il settore alimentare continui ad essere interessato da
elementi di criticità, che coinvolgono ormai tutte le formule distributive.
TAB. 1
- DINAMICA DELL’ICC IN VALORE - VARIAZIONI TENDENZIALI

Fonte:
elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
TAB. 2
- DINAMICA DELL’ICC IN QUANTITA’ - VARIAZIONI TENDENZIALI

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi
Confcommercio
TAB. 3
- DINAMICA DEI PREZZI ICC - VARIAZIONI TENDENZIALI

Fonte:
elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
I dati destagionalizzati e corretti per i valori erratici
mostrano ad aprile un aumento dell’ICC, rispetto a marzo, dello 0,4%,
consolidando la moderata tendenza al miglioramento emersa nel mese precedente
(tab. 4). Nell’ultimo trimestre a media mobile l’indicatore segnala, al lordo
ed al netto delle autovetture, un recupero (fig. 2).
Il contenuto miglioramento di aprile è sintesi di una
crescita (+0,8%) della domanda di beni e di una flessione di quella relativa ai
servizi (-0,5%).
Tra i diversi aggregati che compongono l’indicatore la crescita
più significativa ha interessato i beni e i servizi per le comunicazioni
(+2,7%) ed i beni e servizi per la mobilità (+1,3%).
Un andamento debolmente positivo si è registrato anche per
i beni e servizi per la cura della persona (+0,5%) e per gli alimentari, le
bevande ed i tabacchi (+0,3%).
Per gli altri beni e servizi il quadro continua ad essere
caratterizzato da una tendenza alla riduzione della domanda con una flessione
di un certo rilievo per gli alberghi ed i pasti e consumazioni fuori casa (-1,1%),
a sottolineare come l’aumento registrato in termini tendenziali sia derivato da
fattori stagionali e non da una ripresa dei consumi.

TAB. 4 - ICC IN QUANTITA’
- VARIAZIONI CONGIUNTURALI
(DATI
DESTAGIONALIZZATI)
Fonte: elaborazioni
Ufficio Studi Confcommercio
PRODOTTI E SERVIZI CONSIDERATI
Beni e servizi ricreativi
|
Servizi postali |
|
Cinema, sport e altri spettacoli |
Servizi per le comunicazioni |
|
Concorsi e pronostici |
Beni e servizi per la cura
della persona
|
|
Cartoleria, libri, giornali e riviste |
Sanità |
|
Compact disk, supporti magnetici audio, video e |
Prodotti farmaceutici e terapeutici |
|
strumenti musicali |
Prodotti di profumeria e cura della persona |
|
Giochi, giocattoli, articoli per lo sport ed il
campeggio |
Abbigliamento e calzature
|
|
Altri prodotti |
Abbigliamento, pellicce e pelli per pellicceria |
Alberghi, pasti e consumazioni
fuori casa
|
Calzature, articoli in pelle e da viaggio |
|
Alberghi |
Beni e servizi per la casa
|
|
Pubblici esercizi |
Affitti |
Beni e servizi per la mobilità
|
Energia elettrica |
|
Motocicli |
Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa |
|
Automobili |
Elettrodomestici, radio, tv, registratori |
|
Carburanti |
Generi casalinghi durevoli e non durevoli |
|
Pedaggi |
Utensileria per la casa e ferramenta |
|
Trasporti aerei |
Alimentari, bevande e tabacchi
|
Beni e servizi per la
comunicazione
|
Alimentari e bevande |
|
Telecomunicazioni, telefonia e dotazioni per
l’informatica |
Tabacchi |
|
Foto-ottica e pellicole |
|
|
|
|
CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che
Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che
sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle
famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.
Per
raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da
istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse
indagini congiunturali condotte dall’ISTAT.
I
gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 30 pari, nell’anno
2010, al 58,2% del valore dei consumi effettuati sul territorio. Escludendo le
spese relative ai fitti imputati la rappresentatività sale, sempre nel 2010 al
67,1%. Per i servizi l’incidenza è del 34,0%, dato che sale al 46,0% escludendo
i fitti figurativi dal totale dei servizi di Contabilità Nazionale. Per i beni
l’incidenza è dell’83,5%.
Tra
il 2000 e il 2010 la variazione in quantità registrata dal paniere di beni e
servizi utilizzati in CONSUMI & PREZZI è del
6,5% a fronte del 3,2% rilevato sulla base dei consumi sul territorio di
Contabilità nazionale. Nell’ultimo biennio le variazioni sono risultate pari
rispettivamente a –0,6% ed a –1,0%.
La
banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei
livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di
prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all’interpolazione
dei dati mancanti.
La
base per i livelli in volume è rappresentata dall’anno 2000. Come indici di
prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC riportato a base
2000. Per l’abbigliamento e le calzature le serie elementari sono deflazionate
con l’IPCA riportato a base 2000.
Le
serie sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS.
Per
ulteriori informazioni sulla metodologia si rimanda alla nota pubblicata il 28
marzo 2011.
PROSSIMA USCITA: 5 luglio 2011