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Roma,
5 luglio 2011
COMUNICATO STAMPA
Federalismo fiscale
Ivan Malavasi, presidente di Rete Imprese
Italia:
“Il Federalismo occasione per ridurre la
pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese”.
“Rete
Imprese Italia esprime un sostanziale apprezzamento sull’impianto complessivo della legge n. 42 del 2009
contenente i principi guida in materia di federalismo fiscale”,tenendo presente
che "deve essere innnanzitutto l'occasione per ridurre la pressione
fiscale, che ha ormai raggiunto livelli insostenibili per le imprese e per i
cittadini". Lo ha affermato Ivan Malavasi, presidente di Rete Imprese
Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti), nel
corso dell’Audizione sullo stato di attuazione della legge delega.
Malavasi ha posto
l'accento "sulla necessità che l’attuazione del federalismo
rappresenti l’occasione per
raggiungere ambiziosi obiettivi di riduzione e
riqualificazione della spesa delle regioni e degli enti locali” e
contemporaneamente “di riorganizzazione
e razionalizzazione delle funzioni e dei ruoli dei diversi livelli di
governo locale, tenendo presente che la spesa delle amministrazioni locali (regioni,
province e comuni) rappresenta circa un terzo del totale della
spesa pubblica".
La pressione fiscale sulle
imprese
“Tenuto conto degli obiettivi di
pareggio del bilancio che dovrà essere conseguito entro il 2014 e dei sacrifici
a cui le diverse componenti della società saranno chiamate, è indispensabile –
ha sottolineato Malavasi - che dall’attuazione
del federalismo non derivino aumenti della pressione fiscale per le famiglie e
per le imprese”. E’ invece è necessario "che lo Stato dia un
forte segnale di credibilità ridimensionando e contenendo i propri costi
soprattutto sul versante della spesa improduttiva e degli
sprechi”.
Un nuovo patto fiscale
Rete Imprese Italia ribadisce la
necessità di accompagnare l’attuazione del federalismo con la costruzione di un
nuovo patto fiscale che, attraverso l’attribuzione di maggiore responsabilità
nella gestione della spesa pubblica ai diversi livelli di governo, crei le
premesse per una riduzione della pressione fiscale nel suo complesso in un
quadro di sostanziale coordinamento con la imposizione fiscale statale. Deve
essere questo il criterio guida del lavoro nei prossimi mesi, ma non si può non
sottolineare che “i primi decreti legislativi di attuazione
del fisco municipale (per quanto riguarda l’IMU e l’addizionale IRPEF), di
quello provinciale (per quanto concerne l’imposta sulle assicurazione RCA) e di
quello regionale (in relazione al possibile aumento dal 2013 dell’addizionale
regionale all’IRPEF) sembrano non andare in questa direzione".
Rete Imprese Italia sottolinea
che la realizzazione dell’impianto federalista “dovrà incentrarsi sul principio
cardine rappresentato dai costi standard. Condizione imprescindibile per
scongiurare che la maggiore autonomia finanziaria attribuita a regioni ed enti
locali si tramuti in sostanziale
incremento della pressione fiscale”.
Il fisco fattore di
competitività per le imprese
L’obiettivo per il nostro Paese
deve essere l’allineamento ai livelli medi di pressione fiscale europea - nel 2009 pari al 40,5% (EURO 16) e al
39,5% se si considerano i 27 Paesi
appartenenti alla UE -, anche per poter competere in termini di attrattività
delle attività economiche