
132/11
Roma, 11 luglio 2011
COMUNICATO
STAMPA
Manovra economica
Il presidente di Rete Imprese Italia Ivan Malavasi:
“Questa manovra è necessaria, ma tutti dobbiamo
lavorare per migliorarla”.
“L’Italia è di fronte ad un bivio tra il
ritorno alla crescita e il rischio di recessione. Gli impegni assunti in sede
europea e il severo giudizio dei mercati finanziari, sempre pronti a mettere
sotto pressione la solidità della nostra finanza pubblica, come è accaduto
venerdì scorso e come sta accadendo in queste ore, ci impongono di perseguire
senza indugio un rigoroso percorso di controllo dei conti pubblici. Non
possiamo, tuttavia, correre il rischio di perdere di vista l’obiettivo dello
sviluppo che è l’unico in grado di garantire il benessere dei cittadini, la
sostenibilità del modello di welfare e il futuro delle giovani generazioni”. Lo
ha affermato Ivan Malavasi, presidente di Rete Imprese Italia (Casartigiani,
Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) nel corso dell’audizione
sulla manovra economica presso le Commissioni congiunte Bilancio del Senato e
della Camera.
Per Malavasi “la manovra economica,
correttamente impostata in una ottica pluriennale, per dare chiari segnali
sulle linee di intervento future, e costruita con il rigore e la severità
imposta dai vincoli europei, difficilmente potrà assicurare il raggiungimento
di questo duplice obiettivo. Troppo timido è il taglio ai costi della politica,
troppo ampio il peso del prelievo fiscale addizionale”.
“Dall’insieme degli interventi previsti
dalla manovra, dal Decreto sullo sviluppo, dalla legge delega per la riforma
fiscale e dal disegno di legge sulla semplificazione - a giudizio di Rete
Imprese Italia - non emerge una spinta sufficiente per intraprendere un
percorso di crescita virtuoso e duraturo. Quel percorso fatto di immediate
riforme strutturali e credibili liberalizzazioni, le uniche che possano
rafforzare, nella valutazione degli investitori, la sensazione che l'Italia
abbia recuperato le condizioni per risolvere i suoi problemi di crescita”.
“Le mutate condizioni dell’economia
globale - ha sottolineato Malavasi -
e la forte competizione con le piattaforme produttive emergenti ci
obbligano, invece, ad un cambio di fase che permetta al Paese di agganciare in
modo solido il trend di crescita mondiale. A questo fine servono la coesione e
il contributo di tutte le componenti sociali ed economiche del Paese che si
devono impegnare per un nuovo e strategico progetto di sviluppo”.
