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Roma, 26.8.11
CONFCOMMERCIO SU AUMENTO
IVA:
PREVEDIBILI EFFETTI
RECESSIVI
Ribadiamo
la nostra totale contrarietà all’ipotesi di un aumento dell’Iva, una misura che
comporterà inevitabili effetti depressivi sui consumi in quanto l’incremento
dei prezzi che da essa deriverebbe ridurrà non solo i redditi ma anche lo stock
di risparmi accumulato dalle famiglie. Inoltre, e conseguentemente, ci sarà un
impatto negativo anche sul Pil che, in assenza di una compensazione Irpef,
potrebbe ridursi di oltre 1 punto percentuale. E’ facilmente prevedibile,
dunque, che da tale ipotesi non possano che scaturire effetti recessivi e
penalizzanti per famiglie e imprese e, quindi, sull’intera economia. E’ quanto
osserva in una nota l’Ufficio Studi di Confcommercio-Imprese per l’Italia.
Tra
l’altro – prosegue la nota - va tenuto presente che degli attuali oltre 93
miliardi complessivi di gettito Iva, 90 derivano dall’aliquota ordinaria e da
quella intermedia e più del 70%, cioè quasi 66 miliardi, viene proprio dai
consumi delle famiglie. Pertanto, un eventuale inasprimento delle aliquote -
anche solo di quella al 20% relativa, peraltro, a molti beni di largo e
generale consumo - di fatto, “taglierebbe le gambe” alla componente che
“produce” la principale quota di gettito. Senza considerare poi che le maggiori
riduzioni dei consumi si avrebbero in particolare su alcuni comparti - turismo,
informatica domestica, telecomunicazioni, mobilità - che da soli rappresentano
oltre un quarto della spesa complessiva delle famiglie italiane.
In ogni
caso – conclude l’Ufficio Studi – al di là delle valutazioni sugli effetti
recessivi della manovra e della riduzione del Pil, l’aumento delle aliquote Iva
metterà in discussione anche le previsioni di gettito, che secondo i nostri calcoli
sarà inferiore di oltre 1 miliardo a quello stimato, e con un minor gettito
anche i saldi di finanza pubblica saranno disattesi. Con buona pace di chi
continua ad avere la certezza che la manovra possa essere approvata a saldi
invariati.