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Roma, 29.08.11
CONFCOMMERCIO SU LIBERO GRASSI: COMBATTERE LA MAFIA DEVE ESSERE UN
IMPEGNO PER TUTTI
“Confcommercio Imprese per
l’Italia ricorda la figura di Libero Grassi che, dichiarando pubblicamente la sua volontà di non piegarsi al racket e
alle logiche mafiose, ha affermato un principio fondamentale: dignità e libertà
individuale da qualsiasi condizionamento sono i presupposti per una compiuta
democrazia economica”. Queste le dichiarazioni di Luca Squeri, Presidente della
Commissione Sicurezza e Legalità di Confcommercio, nel ventesimo anniversario
dell’assassinio dell’imprenditore palermitano da parte della mafia per essersi
ribellato all’imposizione del pizzo.
“Un messaggio, quello di Libero
Grassi, nel quale Confcommercio crede fermamente. Per questo motivo,
coinvolgendo anche il Ministero dell’Istruzione, abbiamo sostenuto e promosso,
insieme alla Camera di Commercio di Palermo, le ultime tre edizioni del Premio
Libero Grassi, dedicato alle scuole di ogni ordine e grado, ideato dalla c.s.
Solidaria in accordo con la famiglia Grassi”.
In questa ultima edizione del
Premio sono state oltre 100 le scuole di tutta Italia iscritte al concorso
“Liberiamoci dal racket”, che hanno contribuito con 335 elaborati
(sceneggiature di spot audio e video, lettere al “caro estortore”, banner per
internet): un record rispetto agli anni scorsi, a testimonianza anche
dell’attenzione crescente su questi temi da parte delle diverse articolazioni
del sistema imprenditoriale, che hanno contribuito alla promozione del concorso
insieme alle numerose associazioni aderenti al Premio, quali Transparency
International Italia, il Consorzio Romero di Reggio Emilia, il Coordinamento
Libero Grassi di Salerno, il Festival dell'Impegno civile – Terre di Don Peppe
Diana di Castel di Principe, l’Associazione Con le Armi della Cultura di Roma,
Telejato di Partinico, Pentapolis di Milano.
“Confcommercio – conclude Squeri
– proseguirà, come ha sempre fatto, senza clamore ma con determinazione, nella
suo impegno per l’affermazione della legalità: insieme alle forze dell’ordine,
le associazioni, le istituzioni e la magistratura, si possono e si devono
contrastare tutti quei fenomeni, oggi sempre più complessi e articolati, che
inquinano il mercato attraverso infiltrazioni mafiose nel tessuto economico, di
cui il racket rappresenta solo la punta di un iceberg”.