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Roma, 23.9.11
CONFCOMMERCIO
SU VENDITE AL DETTAGLIO:
FINE
ANNO SICURAMENTE PEGGIORE
I dati di oggi, pur evidenziando lo stato di difficoltà
della domanda, vanno letti con una certa attenzione. Infatti, la diminuzione
congiunturale dello 0,1%, alla luce delle sensibili riduzioni dei prezzi che
hanno interessato nello stesso mese alimentari, abbigliamento e calzature, si
traduce in un modesto aumento delle quantità acquistate; più preoccupante, invece,
appare la situazione se si guarda al dato tendenziale che, per il terzo mese
consecutivo, registra una diminuzione sia dei valori che delle quantità
vendute, fenomeno che non si registrava da un biennio: questo il commento
dell’Ufficio Studi Confcommercio ai dati sulle vendite al dettaglio diffusi
oggi dall’Istat.
Questa situazione – prosegue la nota - interessa, tra
l’altro, e in misura sempre più frequente, sia la grande che la piccola
distribuzione anche se questo indicatore coglie solo una parte delle dinamiche
in atto sul versante dei consumi essendo esclusi i servizi, che in molti casi
segnalano una dinamica positiva, e gli acquisti effettuati al di fuori dei
negozi in sede fissa.
E’
dunque evidente che la situazione è caratterizzata da poche luci e molte ombre
e che, peraltro, “fotografa” un quadro antecedente alle turbolenze che hanno
investito i mercati ed all’acuirsi della crisi dei debiti sovrani.
In
questo contesto – conclude l’Ufficio Studi – si innestano le misure di finanza
pubblica, in particolare l’aumento dell’Iva, che rischiano seriamente di
bloccare qualsiasi tentativo delle famiglie di reagire alla crisi. E’ dunque
prevedibile per i consumi un peggioramento nel terzo e quarto trimestre che
comporterà un ulteriore indebolimento delle prospettive di sviluppo
dell’economia.