
196/2011
Roma,
4 ottobre 2011
COMUNICATO
STAMPA
MERCATO DEL LAVORO
Rete Imprese Italia:
“Contro la disoccupazione non
esistono ricette facili. Occorrono immediatamente politiche del lavoro efficaci
e moderne, formazione professionale, istruzione tecnica, flessibilità”
“Non
esistono ricette facili per risolvere l’emergenza della disoccupazione,
soprattutto giovanile, nel nostro Paese: l’unica strada seria è attivare
immediatamente politiche del lavoro efficaci e moderne, costruite sulla
formazione professionale, sull’istruzione tecnica, basate sul rapporto
stretto scuola lavoro, e sulla flessibilità. C’è bisogno di un
lavoro duro e dell’impegno di tutti per ottenere risultati concreti e non
abbandonare definitivamente un’intera generazione di giovani. Accanto a ciò
la riduzione del costo del lavoro è una operazione imprescindibile se
vogliamo tornare ad essere competitivi e a crescere".
E’
questo l’allarme lanciato da Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna,
Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) in
occasione dell’audizione presso l’XI Commissione della Camera (Lavoro
pubblico e privato), nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul mercato del
lavoro.
Per Rete
Imprese Italia oggi assistiamo ad una divaricazione profonda e crescente tra
sistema educativo e sistema produttivo. Il tasso di attività dei giovani in
Italia con alta istruzione è molto basso rispetto alla media europea e
altrettanto bassa risulta essere anche la media dei nostri laureati: il 20%
rispetto alla media del 32% nell’Europa a 27. A questo va aggiunto che cresce
il numero dei laureati, ma non altrettanto l’offerta di impiego che, in un
tessuto costituito soprattutto da Pmi, richiede profili tecnici e
specialistici.
Una
ulteriore spia del peggioramento della condizione occupazionale dei giovani –
sottolinea Rete Imprese Italia – è il gravissimo fenomeno dei Neet (not in
education or training or employment), cioè dei ragazzi che non studiano,
non lavorano e non seguono alcun percorso di formazione professionale. Si stima
che siano circa 2 milioni i giovani fuori dal circuito scolastico, formativo e
lavorativo, una zona grigia che tende in maniera preoccupante ad aumentare,
soprattutto nel Mezzogiorno dove, tra i maschi, tocca punte dell’80%.