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Roma, 6 ottobre 2011
Riforma fiscale e assistenziale
Ivan Malavasi, presidente di Rete Imprese Italia:
”Per tornare a crescere il Paese ha bisogno di una
redistribuzione del carico fiscale a favore del lavoro e delle imprese”
“Siamo pienamente e totalmente convinti che la riforma fiscale
rappresenti il passaggio fondamentale per ricostruire il patto di fiducia fra
lo Stato e i cittadini. Per Rete Imprese Italia questo patto deve essere
costruito su una convergenza di interessi esplicita e dichiarata, per condurre
all’emersione progressiva della base imponibile attraverso una sensibile
riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese. Tutto ciò si può
fare intensificando l’utilizzo di strumenti di indagine, controllo e accertamento
pienamente condivisi”. Lo ha dichiarato Ivan Malavasi, presidente di Rete
Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e
Confesercenti), nel corso dell’audizione che si è tenuta oggi alla Camera dei
Deputati davanti alle Commissioni riunite Finanze e Affari Sociali.
Il disegno di
legge di riforma fiscale. “Il disegno di legge di riforma fiscale, nato per diminuire il
prelievo sui redditi da lavoro e per semplificare i tributi e i relativi
adempimenti, oggi sembra piuttosto destinato a ridurre, insieme alla due
manovre che lo hanno preceduto, l'indebitamento attraverso la ricerca di
maggiori entrate" ha sottolineato Malavasi. “Per tornare a
crescere il Paese ha, invece, bisogno di una redistribuzione del carico
fiscale, sia a livello nazionale che locale, a favore del lavoro e delle
imprese. Le risorse per farlo vanno trovate nella lotta all’evasione fiscale e
in una riduzione forte e significativa degli sprechi di denaro pubblico”.
Premi, stimoli
e agevolazioni. “Dobbiamo prevedere – ha detto il presidente di Rete Imprese Italia - un
sistema che premi, stimoli e agevoli l’efficienza produttiva delle imprese.
Dobbiamo anche poter arrivare, per la singola impresa, a ridurre il carico
fiscale sugli incrementi di reddito dichiarati conseguenti ad una maggiore
efficienza aziendale."
Economia
sommersa. “La grave
situazione economica impone un cambiamento culturale che riporti al centro il
lavoro, la fedeltà fiscale e la responsabilità. Gli oltre 250 miliardi di sommerso rappresentano un “cancro”
per le imprese fedeli, che dobbiamo impegnarci ad eliminare.
Questo profondo
cambiamento non può avvenire esclusivamente inasprendo i controlli fiscali e le
sanzioni. E’ evidente a tutti che i controlli sono necessari per rendere
credibili le regole, ma non possono e non devono diventare strumenti per
reperire maggiori risorse per il bilancio dello Stato”.
Assistenza e spesa sociale. “L’armonizzazione dei
diversi trattamenti previdenziali e assistenziali per sostenere i cittadini più
bisognosi è condivisibile. Ma se non viene effettuata secondo criteri ben
definiti può tradursi in una riduzione delle tutele minime garantite dalla
Costituzione, e questo vale soprattutto per le prestazioni socio-assistenziali.
Per questo motivo – ha concluso Malavasi – prima di mettere in cantiere una riforma di portata così
ampia è necessario pervenire alla separazione tra la spesa
previdenziale e la spesa assistenziale”.