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Roma, 30.11.06
Sostanziale stabilità dell’inflazione ma possibili
tensioni sul petrolio, possibili aumenti sui prezzi dei servizi di pubblica
utilità e l’aumento di alcuni prezzi alla produzione registrati ad ottobre
potrebbero determinare un incremento dei prezzi al consumo dei prossimi mesi:
questo il commento del Centro Studi di Confcommercio sui dati diffusi oggi
dall’Istat.
La dinamica più recente oltre a riflettere gli effetti
delle riduzioni registrate dai prezzi dei prodotti petroliferi negli ultimi
mesi sottolinea anche un andamento dei prezzi di molti beni di largo e generale
consumo molto contenuto, come nel caso dell’abbigliamento e dei mobili per i
quali nonostante i tradizionali rinnovi dei listini i tassi di crescita
tendenziali si mantengono alcuni decimi di punto al di sotto del dato generale.
Diverse invece le dinamiche registrate sul capitolo
alimentazione. Infatti si sottolinea come l’ulteriore incremento riscontrato in
termini tendenziali dai prezzi al consumo riflette essenzialmente gli aumenti
in atto da alcuni mesi sul versante dei prezzi alla produzione, per i quali si
è passati da incrementi tendenziali dell’1,0% a febbraio al 3,2% di ottobre
2006.
Nonostante il quadro attuale sia improntato alla relativa
stabilità dei prezzi le prospettive per i prossimi mesi sul versante
dell’inflazione continuano ad essere improntate all’estrema cautela, perché due
sono – conclude il Centro studi - le
preoccupazioni di fondo: la prima il riacutizzarsi di elementi di instabilità sui mercati petroliferi, la seconda i
possibili aumenti che si dovrebbero registrare nei prossimi mesi sul versante
dei prezzi di molti servizi di pubblica utilità legati alle misure contenute
nella Legge finanziaria.