Roma, 16.12.06
Nel
Nord-Ovest le famiglie più “spendaccione”, al Sud si predilige l’alimentare,
nel
Nord-Est la maggiore spesa per i prodotti non alimentari
NATALE
2006: CRESCE LA TRADIZIONE GASTRONOMICA, A DICEMBRE SPESI 750 EURO A FAMIGLIA
Gli italiani non rinunciano alle
tradizioni gastronomiche natalizie, soprattutto nel Mezzogiorno, e, tra il
pagamento dell’ICI e delle rate per acquisti già effettuati nei mesi scorsi che
complessivamente assorbono quasi un quarto delle tredicesime, emergono, a livello
territoriale, comportamenti di consumo differenziati e legati alle tradizioni
locali.
In particolare:
Questi i principali elementi che
emergono dalle previsioni del Centro Studi Confcommercio sulle spese di Natale
per categorie di prodotti e sul territorio.
Gli effetti della
tredicesima
La “tredicesima” contribuisce a
spiegare la stagionalità positiva nella spesa per i consumi natalizi in quanto
integra, in alcuni casi in modo cospicuo, il reddito disponibile corrente.
Degli oltre 47miliardi di euro percepiti, sotto tale forma, nel 2006 come
retribuzioni da lavoro dipendente e pensioni, le famiglie destineranno a spesa
aggiuntiva accertabile per i consumi e altri impieghi poco più di 25,5 miliardi
di euro.
Dei rimanenti 22 miliardi circa,
quasi 17 (il 35% del totale delle tredicesime) potrebbero rimanere sotto forma
di risparmio e/o di impieghi non classificabili, mentre poco più di 5 miliardi
(l’11%) sono rivolti a coprire gli impegni assunti per acquisti già effettuati,
soprattutto di beni durevoli, attraverso formule di pagamento differito o
dilazionato, una voce che ha visto un trend crescente negli ultimi anni per
effetto dei bassi tassi d’interesse praticati.
LA
“TREDICESIMA” DEGLI ITALIANI NEL 2006
|
RIPARTIZIONE PER IMPIEGO |
milioni
di euro |
composizione |
|
Pagamento saldo ICI |
5.139 |
10,8% |
|
Spesa carburanti e parcheggio
per lo shopping |
1.043 |
2,2% |
|
Accantonamenti per scadenze
(*) |
4.135 |
8,7% |
|
Pagamenti rateali per acquisti
già effettuati |
5.200 |
11,0% |
|
Spese presso esercizi
commerciali al dettaglio |
15.201 |
32,0% |
|
Risparmio e/o altre spese non
classificabili |
16.712 |
35,2% |
|
Totale |
47.431 |
100,0% |
(*) Tassa di proprietà veicoli,
canone radio-TV, imposte di bollo
FONTE: elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO.
Scomponendo la parte della
“tredicesima” che verrà spesa in consumi e impieghi vari (pari a 25,5
miliardi), poco più di 15 miliardi di euro, corrispondenti al 32% delle
“tredicesime”, sarà disponibile per i consumi effettuati nel periodo natalizio,
presso gli esercizi commerciali al dettaglio.
Meno dell’11%, oltre 5 miliardi,
sarà utilizzato invece per il pagamento del saldo dell'ICI, in scadenza il
prossimo 20 dicembre. Si tratta di un esborso ragguardevole, soprattutto se si
considera che il gettito complessivo di questa imposta è diventato una delle
principali fonti di entrata dei bilanci comunali.
Una quota inferiore al 9% è
lasciata dalle famiglie sotto forma di accantonamento per fronteggiare le
scadenze dei primi mesi del prossimo anno (imposte di bollo, abbonamento Rai,
tassa di proprietà dei veicoli, ecc) ed in parte per i normali motivi
precauzionali che inducono tutti gli operatori a detenere liquidità.
Appena più del 2%, cioè oltre 1
miliardo, sarà rappresentato dalle spese per gli spostamenti ed il parcheggio
connessi allo shopping.
Cosa acquisteranno le
famiglie nel Natale 2006…
Nonostante il clima generale di
prudenza e cautela negli atteggiamenti di consumo delle famiglie, sul quale un
ulteriore elemento di freno potrebbe derivare dall’incertezza sugli effetti
della riforma fiscale che nelle ultime settimane ha visto un susseguirsi di
modifiche in Parlamento rispetto all’originario disegno di legge Finanziaria
varato dal Governo, la tradizione natalizia degli acquisti risente solo in
parte della congiuntura sfavorevole della domanda denotando una qualche
vivacità in più rispetto all’anno scorso.
Dal punto di vista dei prodotti sui
quali si concentreranno gli acquisti, quasi il 40% della spesa riguarderà i
prodotti alimentari, in leggero aumento rispetto all’anno scorso, e il restante
60% sarà destinato al comparto non alimentare. All’interno di quest’ultimo, la
voce più consistente è rappresentata dagli articoli di abbigliamento e
pelletteria con una quota del 14%, mentre il restante 46% si ripartirà tra
articoli di arredamento, informatica ed elettronica, utensileria per la casa,
prodotti di profumeria e cura della persona, libri e abbonamenti a riviste,
giochi e giocattoli, per citare i più importanti.
Analizzando le singole voci
merceologiche si riscontrano alcune differenze rispetto al Natale del 2005, con
spostamenti, sebbene in alcuni casi marginali, della quota di ciascuna voce
rispetto al totale della spesa.
L’«Effetto
Natale» nel mese di dicembre per gruppi di prodotto
(milioni
di euro a prezzi correnti)
|
Settori |
2005 |
2006 |
Var.* |
||
|
Alimentari e bevande |
5.706 |
39,3% |
6.073 |
40,0% |
é |
|
Non alimentari |
8.826 |
60,7% |
9.128 |
60,0% |
ê |
|
·
Prodotti farmaceutici |
892 |
6,1% |
854 |
5,6% |
ê |
|
·
Abbigliamento e pellicceria |
2.108 |
14,5% |
2.135 |
14,0% |
ê |
|
·
Calzature, articoli in cuoio e da viaggio |
472 |
3,2% |
481 |
3,2% |
= |
|
·
Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa |
891 |
6,1% |
898 |
5,9% |
ê |
|
·
Elettrodomestici, radio, tv e registratori |
479 |
3,3% |
511 |
3,4% |
é |
|
·
Dotazioni per l'informatica, telecomunicazioni e
telefonia |
575 |
4,0% |
629 |
4,1% |
é |
|
·
Foto-ottica e pellicole |
105 |
0,7% |
106 |
0,7% |
= |
|
·
Generi casalinghi durevoli e non durevoli |
266 |
1,8% |
275 |
1,8% |
= |
|
·
Utensileria per la casa e ferramenta |
587 |
4,0% |
600 |
3,9% |
ê |
|
·
Prodotti di profumeria e cura della persona |
457 |
3,1% |
498 |
3,3% |
é |
|
·
Cartoleria, libri, giornali e riviste |
493 |
3,4% |
511 |
3,4% |
= |
|
·
Supporti magnetici audio-video, strumenti musicali |
211 |
1,5% |
235 |
1,5% |
= |
|
·
Giochi, giocattoli, articoli per sport e campeggio |
467 |
3,2% |
502 |
3,3% |
é |
|
·
Altri prodotti |
824 |
5,7% |
893 |
5,9% |
é |
|
Totale |
14.532 |
100,0% |
15.201 |
100,0% |
|
FONTE: elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO.
*N.B.: le variazioni si
riferiscono unicamente alla quota percentuale di ciascuna voce sul totale
rispetto all’anno scorso e non agli importi di spesa.
Questo aspetto appare spiegabile
con il fatto che sulle intenzioni di spesa pesano in modo determinante le
iniziative promozionali praticate dalle imprese commerciali, che dovranno in
qualche modo stimolare e rivitalizzare una domanda in torpore.
Ciò sarà possibile certamente
nel comparto degli elettrodomestici, dell’elettronica di consumo, dell’hardware
telefonico e per l’informatica, dell’audio-video e dell’home-theatre, che da
sempre rappresentano i settori dove si concentra un picco di domanda in
corrispondenza del periodo natalizio, anche in virtù dell’ampiezza della gamma
dei prodotti offerti e delle strutturali flessioni dei prezzi per effetto della
continua innovazione tecnologica.
Apprezzabili margini di manovra
si avranno anche nel settore alimentare, dove si registra una sempre maggiore
attenzione delle imprese al rapporto qualità/prezzo e dove comunque gioca molto
l’elemento della tradizione che induce ad acquistare prodotti tipici del periodo.
…e come spenderanno le famiglie
italiane nel Nord, nel Centro, nel Sud e Nelle Isole
Gli acquisti effettuati dalle
famiglie nel mese di dicembre presso la rete distributiva dovrebbero
evidenziare, a livello generale, un contenuto miglioramento rispetto al
deludente Natale del 2005, con andamenti diversificati sul territorio.
Le differenze, che rappresentano
una costante nel tempo, sono imputabili sia ai diversi livelli di reddito delle
singole ripartizioni ed al loro andamento, sia alle diverse tradizioni locali
che svolgono un ruolo non secondario nelle abitudini di acquisto delle famiglie
in questo particolare momento.
COME È
CAMBIATO L’«EFFETTO NATALE» PER UNA FAMIGLIA MEDIA SUL TERRITORIO
(euro a
prezzi correnti)
|
NORD OVEST |
|||
|
|
Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
1.397 |
656 |
2.053 |
|
2003 |
1.391 |
661 |
2.052 |
|
2004 |
1.379 |
677 |
2.055 |
|
2005 |
1.375 |
709 |
2.084 |
|
2006 |
1.378 |
746 |
2.124 |
|
NORD EST |
|||
|
|
Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa totale in
dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
1.436 |
571 |
2.007 |
|
2003 |
1.423 |
615 |
2.038 |
|
2004 |
1.395 |
621 |
2.016 |
|
2005 |
1.372 |
631 |
2.003 |
|
2006 |
1.383 |
654 |
2.037 |
|
CENTRO |
|||
|
|
Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
1.272 |
673 |
1.945 |
|
2003 |
1.257 |
675 |
1.932 |
|
2004 |
1.238 |
659 |
1.898 |
|
2005 |
1.224 |
646 |
1.870 |
|
2006 |
1.230 |
659 |
1.888 |
SUD E ISOLE
|
|||
|
|
Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
1.264 |
505 |
1.768 |
|
2003 |
1.249 |
504 |
1.753 |
|
2004 |
1.219 |
509 |
1.728 |
|
2005 |
1.189 |
513 |
1.702 |
|
2006 |
1.184 |
520 |
1.705 |
|
ITALIA |
|||
|
|
Spesa media
mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
1.337 |
593 |
1.930 |
|
2003 |
1.325 |
604 |
1.929 |
|
2004 |
1.303 |
608 |
1.911 |
|
2005 |
1.285 |
618 |
1.903 |
|
2006 |
1.288 |
638 |
1.926 |
Fonte: elaborazioni Centro Studi
Confcommercio.
A livello generale dei 15,2
miliardi di spesa aggiuntiva stimati per il mese di dicembre 2006 8,1 (pari al
53,6 %) sono imputabili alle regioni del Nord, poco più di 3 (il 20,1%) alle
regioni centrali e 4,1 (il 26,3%) al Sud e alle isole.
Questa situazione sottintende
nel confronto con il 2005 un aumento più sensibile degli acquisti nelle regioni
del Nord, dove la spesa complessiva imputabile all’«effetto Natale» mostra un
incremento del 5,6% rispetto a quanto registrato nel 2005, a fronte di
variazioni del 3,0% nelle regioni del Centro e del 2,5% nel Mezzogiorno e nelle
isole.
Le differenze appaiono
abbastanza marcate anche in riferimento al comportamento delle singole
famiglie.
A livello nazionale si prevede,
rispetto a quanto registrato lo scorso anno, un incremento generalizzato della
spesa destinata a consumi di beni presso la rete distributiva nel mese di
dicembre (dai 1.903 euro a famiglia del 2005 ai 1.926 stimati per quest’anno),
di questi circa 638 sono imputabili all’«effetto Natale» a fronte dei 618 del
2005.
Relativamente agli andamenti sul
territorio si riscontra come, in linea con quanto si registra nella media
dell’intero anno, anche nel periodo natalizio la spesa aggiuntiva del
Mezzogiorno risulta più contenuta, sia nei livelli che in termini di incidenza,
rispetto a quanto si riscontra nelle altre aree e presenta tra l’altro minori
differenze nel confronto con dicembre del 2005.
Tra gli altri fenomeni che
sembrano emergere nel Natale 2006 si evidenzia come, proseguendo in una
tendenza di lungo periodo che ha visto progressivamente aumentare nelle regioni
del Nord-Ovest «l’effetto Natale», nel mese di dicembre del 2006 nel complesso
delle regioni che compongono la ripartizione si dovrebbe registrare un
incremento della spesa di oltre il 54% rispetto al valore medio dell’anno, da
1.378 euro a famiglia a 2.124. Evoluzione che dovrebbe portare il Nord-Ovest a
superare le regioni del Centro nelle quali tradizionalmente si registrava
nell’ultimo mese dell’anno l’aumento più sensibile rispetto al dato medio.
Questa tendenza si spiega con il fatto che i consumi sembrano seguire la
“geografia della ripresa” che partirebbe prima nelle regioni settentrionali per
estendersi poi alle altre aree del Paese.
Le regioni del Nord-Ovest presentano
tra l’altro l’aumento più sensibile in termini di spesa per singola famiglia
rispetto a quanto registrato nel dicembre del 2005: da 2.084 euro a 2.124
(+1,9%). Per contro nelle regioni meridionali la variazione dovrebbe risultare
sostanzialmente minima da 1.702 euro a 1.705 (+0,2%).
Le differenze che già emergono a
livello di spesa totale per i beni risultano ancora più evidenti se si
considerano i diversi aggregati di beni alimentari e non alimentari. Sulla base
di questa articolazione emergono, infatti, in misura più sensibile i diversi
comportamenti di consumo da parte delle famiglie sul territorio.
Relativamente agli alimentari,
dei circa 6,1 miliardi di euro stimati, a livello nazionale, come spesa
aggiuntiva nel mese di dicembre del 2006, circa 2,9 (pari al 47,5%) sono da
ricondursi alle famiglie residenti nel Nord, poco meno di 1,2 (il 19,1%) a
quelle del Centro e 2 (circa il 33,4%) a quelle residenti nel Sud e nelle
isole.
Per quanto concerne i
comportamenti delle singole famiglie nel mese di dicembre 2006, la spesa per
gli acquisti di beni alimentari è stimata, a livello nazionale, pari a circa
750 euro con un incremento del 2,1% rispetto al 2005 (735 euro a famiglia).
Tale andamento, pur riflettendo
una situazione sostanzialmente omogenea sul territorio, sottintende peraltro
comportamenti articolati, soprattutto in relazione «all’effetto Natale» nelle
singole aree geografiche.
In particolare, si sottolinea
come rispetto a quanto registrato nel 2005 l’aumento più contenuto di spesa sia
ascrivibile alle regioni del Centro (da 729 euro a 737 pari al +1,1%), mentre
la variazione più significativa sia attesa nel Nord-Ovest (da 784 euro a 797).
COME È CAMBIATO L’«EFFETTO NATALE» ALIMENTARE PER UNA FAMIGLIA MEDIA SUL TERRITORIO
(euro a
prezzi correnti)
|
NORD OVEST |
|||
|
|
Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
507 |
238 |
745 |
|
2003 |
519 |
257 |
776 |
|
2004 |
512 |
269 |
781 |
|
2005 |
509 |
275 |
784 |
|
2006 |
508 |
290 |
797 |
|
NORD EST |
|||
|
|
Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
474 |
153 |
627 |
|
2003 |
485 |
162 |
647 |
|
2004 |
475 |
167 |
643 |
|
2005 |
467 |
175 |
642 |
|
2006 |
472 |
194 |
666 |
|
CENTRO |
|||
|
|
Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
471 |
238 |
709 |
|
2003 |
480 |
255 |
735 |
|
2004 |
479 |
244 |
723 |
|
2005 |
482 |
247 |
729 |
|
2006 |
487 |
250 |
737 |
|
SUD E ISOLE |
|||
|
|
Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
507 |
229 |
736 |
|
2003 |
513 |
240 |
753 |
|
2004 |
506 |
250 |
756 |
|
2005 |
498 |
252 |
750 |
|
2006 |
503 |
264 |
767 |
|
ITALIA |
|||
|
|
Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
494 |
219 |
713 |
|
2003 |
503 |
233 |
735 |
|
2004 |
497 |
238 |
735 |
|
2005 |
492 |
243 |
735 |
|
2006 |
495 |
255 |
750 |
Fonte: Elaborazioni Centro Studi
Confcommercio su dati ISTAT.
Va peraltro sottolineato come
nelle regioni del Centro solo una parte dell’aumento atteso in dicembre sia
ascrivibile «all’effetto Natale», in considerazione di una moderata tendenza al
recupero dei valori di spesa già registrata nel corso dell’intero anno.
La ripartizione che segnala, anche
nel 2006, una differenza più sensibile nel mese di dicembre rispetto ai
comportamenti normalmente tenuti nel corso dell’anno è il Nord-Ovest area nella
quale si passa dai 508 euro a famiglia spesi mediamente negli altri mesi a 797.
Per contro l’area geografica
nella quale le festività di fine anno determinano un minor incremento, in
termini di incidenza, rispetto ai comportamenti normalmente tenuti nel corso
dell’intero anno è il Nord-Est, area in cui la spesa passa da 472 euro a 666.
Ciò potrebbe riflettere la tendenza più spiccata nel Nord-Est a trascorrere il
Capodanno fuori casa.
Ancora più marcate appaiono sul
territorio le differenze di termini di comportamenti di acquisto dei beni non
alimentari nel periodo di dicembre.
Degli oltre 9,1 miliardi di euro
di spesa aggiuntivi nel mese di dicembre 2006 poco meno di 5,3 (pari al 57,6%
del totale) dovrebbero essere imputabili alle famiglie del Nord, 1,9 (20,8%) a
quelle del Centro e poco meno di 2 (21,6%) a quelle del meridione.
A livello di singole famiglie la
stima di una aumento sia pure contenuto della spesa a livello nazionale dai
1.168 euro dello scorso anno ai 1.176 del 2006 sottintende comportamenti non
omogenei.
In particolare si segnala come
le famiglie meridionali dovrebbero registrare, in controtendenza con il dato
generale, una diminuzione della spesa nel mese di dicembre 2006 rispetto a
quanto registrato nel 2005 (da 951 euro a 938).
Solo una minima parte di questa
diminuzione è peraltro imputabile agli acquisti «aggiuntivi» del mese di
dicembre, ma riflette più in generale una situazione di contenimento della
spesa per i non alimentari già manifestatasi nei mesi precedenti.
Questa evoluzione si inserisce
in un quadro che vede già strutturalmente più debole «l’effetto Natale» sui
consumi non alimentari del Mezzogiorno, area nella quale il valore della spesa
per questi beni risulta normalmente più contenuto, e riflette presumibilmente
condizioni economiche di maggiore difficoltà che portano a privilegiare in
occasione delle festività gli acquisti per beni alimentari più legati alla
tradizione.
Per quanto concerne le altre
ripartizioni si sottolinea come in termini di valore l’area in cui gli acquisti
imputabili al Natale risultano più elevati è quella relativa alle regioni del
Nord-Est nelle quali la spesa sostenuta da ogni famiglia passa da 910 euro
mediamente sostenuta nell’anno a 1.370 del mese di dicembre, con un «effetto
Natale» pari a circa 460 euro.
Va peraltro sottolineato come,
anche in occasione delle festività del 2006, la ripartizione in cui «l’effetto
Natale» gioca un ruolo più rilevante per gli acquisti dei beni non alimentari è
quella del centro, in cui la spesa sostenuta mediamente da ogni nucleo
familiare per questo gruppo di beni aumenta di oltre il 55% rispetto ai valori
registrati normalmente nel corso dell’anno passando da 742 euro a 1.151.
COME È CAMBIATO L’«EFFETTO NATALE» NON ALIMENTARE PER UNA FAMIGLIA MEDIA SUL TERRITORIO
(euro a
prezzi correnti)
|
NORD OVEST |
|||
|
|
Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
891 |
417 |
1.308 |
|
2003 |
872 |
405 |
1.277 |
|
2004 |
866 |
408 |
1.274 |
|
2005 |
866 |
434 |
1.300 |
|
2006 |
870 |
457 |
1.327 |
|
NORD EST |
|||
|
|
Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
962 |
418 |
1.380 |
|
2003 |
938 |
453 |
1.391 |
|
2004 |
920 |
453 |
1.373 |
|
2005 |
905 |
456 |
1.361 |
|
2006 |
910 |
460 |
1.370 |
|
CENTRO |
|||
|
|
Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
801 |
434 |
1.235 |
|
2003 |
777 |
419 |
1.197 |
|
2004 |
760 |
415 |
1.174 |
|
2005 |
742 |
399 |
1.140 |
|
2006 |
742 |
409 |
1.151 |
|
SUD E ISOLE |
|||
|
|
Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
757 |
276 |
1.032 |
|
2003 |
737 |
264 |
1.001 |
|
2004 |
713 |
259 |
972 |
|
2005 |
691 |
260 |
951 |
|
2006 |
682 |
256 |
938 |
ITALIA |
|||
|
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Spesa
media mensile
(a) |
«Effetto
Natale» (b) |
Spesa
totale in dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
2002 |
843 |
375 |
1.218 |
|
2003 |
823 |
372 |
1.194 |
|
2004 |
806 |
370 |
1.176 |
|
2005 |
793 |
375 |
1.168 |
|
2006 |
792 |
383 |
1.176 |
Fonte: Elaborazioni Centro Studi
Confcommercio su dati ISTAT.