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Roma, 4.1.06
Confcommercio su inflazione:
prezzi in discesa per incentivare i consumi
Prezzi
in discesa per favorire gli acquisti a dicembre e durante le festività e
l’incognita energia, petrolio e gas, sono i due elementi per interpretare
correttamente il dato odierno sull’andamento dei prezzi al consumo. In presenza
di una attenuazione delle dinamiche delle materie prime petrolifere sui mercati
internazionali l’inflazione ha, infatti, mostrato una stabilità su base mensile
ed un ridimensionamento della crescita su base annua: questo il commento del
Centro Studi Confcommercio ai dati preliminari sui prezzi al consumo nel mese
di dicembre 2005.
Questo andamento – prosegue la nota - è favorito dal permanere
di un comportamento del sistema della distribuzione e dei servizi molto
responsabile ed attento in materia di prezzi - come conferma il +1,9%
registrato dall’inflazione nella media del 2005, il miglior risultato dal 1999,
ottenuto nonostante i forti aumenti riscontrati sul versante dei combustibili -
anche per cercare di non deprimere ulteriormente una domanda per consumi che,
presumibilmente, anche nel mese di dicembre si è mostrata molto contenuta.
D’altra parte anche l’aumento registrato su base mensile
dal comparto degli alimentari (+0,3%) riflette sostanzialmente gli aumenti
registrati per la componente fresca, derivanti anche dalla presenza di
condizioni atmosferiche non favorevoli alla produzione sia dal punto di vista
della quantità, che della qualità, e si inserisce in un contesto che ha visto
nell’ultimo anno aumenti molto contenuti (+0,8% rispetto a dicembre del 2004)
per questa importante componente della spesa della famiglie.
Nonostante la relativa calma registrata negli ultimi mesi
sul versante dei prezzi – conclude il Centro Studi - permangono molte incognite
sulla evoluzione nel breve periodo dell’inflazione legate al permanere di
elementi di criticità sul versante dell’energia, forte volatilità delle
quotazioni del petrolio sui mercati e crisi Russo-Ucraina sul versante del gas,
ed agli aumenti già decisi di alcune tariffe (energia) e servizi di pubblica
utilità (autostrade, servizi bancari, ecc.) che potrebbero incidere non solo
sulle famiglie, ma anche sui costi gestionali delle imprese.