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Roma, 28.4.06
La
crescita costante e ormai strutturale del prezzo del petrolio, nonostante il
parziale assorbimento di questa componente da parte del sistema distributivo,
si sta inevitabilmente scaricando sui prezzi: questo il commento del Centro
Studi Confcommercio ai dati diffusi oggi dall’Istat sui prezzi alla produzione
e al consumo.
I dati
odierni, pur segnalando una situazione che continua a rimanere sostanzialmente
sotto controllo, non possono non destare preoccupazione in considerazione del
permanere di una elevata dipendenza del nostro sistema dei prezzi dagli
andamenti delle materie prime petrolifere. Alla produzione, infatti, la voce
energia segnala un aumento del +1,3% su base mensile e del +17,5% in termini
tendenziali, mentre al consumo gli aumenti più elevati si registrano per
abitazione, acqua elettricità, combustibili e trasporti.
A preoccupare maggiormente – conclude Confcommercio - è il
fatto che una situazione di elevata instabilità dei prezzi del petrolio, con
una progressiva tendenza all’aumento delle quotazioni, rischia di compromettere
la fragile tendenza al recupero dell’economia italiana, agendo sia sui consumi
delle famiglie sia sulle imprese che ormai da un biennio stanno assorbendo i
maggiori costi sopportati per l’incremento dell’energia e del trasporto. Per
questo, è ormai improcrastinabile l’adozione di una politica energetica di
carattere strutturale che, anche attraverso una diversificazione delle fonti di
approvvigionamento, riduca la dipendenza del nostro paese dall’olio
combustibile.