43/06
Roma, 08.06.06
Preoccupazione per i conti pubblici, crescita
modesta dei consumi
L’ECONOMIA ITALIANA SI RISVEGLIA
MA L’EUROPA E’ ANCORA LONTANA
L’economia italiana è ripartita in questo primo
scorcio di 2006. Il nostro Paese riprende, quindi, a crescere anche se ad un
ritmo più lento rispetto sia al dato medio dell’eurozona che ai principali
partner europei. Restano, comunque, sul tappeto i nodi strutturali che
condizionano pesantemente l’andamento della nostra economia e penalizzano la ripresa:
la forte dipendenza dal petrolio e le alte quotazioni dei prodotti petroliferi,
la situazione critica dei conti pubblici, la debolezza della domanda interna.
Sembrano allontanarsi, a causa della manovra correttiva, gli interventi
annunciati per la riduzione del cuneo fiscale e per il rilancio dei consumi,
mentre sull’occupazione potrebbero incidere le incognite legate ad una
possibile riforma della legge Biagi. Questa è la valutazione del Centro Studi
di Confcommercio sulle dinamiche in atto nell’economia italiana e sulle
prospettive 2006-2007.
In sintesi, i principali elementi che scaturiscono
dall’ultimo numero dell’Osservatorio Economico del Centro Studi Confcommercio:
-
dopo
un 2005 caratterizzato dalla stagnazione (Pil 0,0%), economia italiana in
graduale miglioramento nel 2006 (Pil +1,3) e nel 2007 (Pil + 1,1%) anche se a
“scartamento ridotto” rispetto al dato medio dell’eurozona (Pil +2,1% nel
2006);
-
consolidamento
della ripresa delle esportazioni nel 2006 (+2,8%) e nel 2007 (+2,6%) in
previsione di un euro che ridimensiona il suo apprezzamento sul dollaro e di un
tasso di sviluppo del commercio mondiale ancora positivo;
-
sul
versante della domanda interna, una contenuta evoluzione del reddito
disponibile dovrebbe determinare una crescita modesta dei consumi delle
famiglie per il biennio 2006-2007 di poco inferiore all’1,0%.
-
dal
lato dell’offerta, il miglioramento dell’attività produttiva e la necessità di
aumentare il grado di competitività sui mercati dovrebbero, invece, spingere la
domanda d’investimento delle imprese (+1,4% nel 2006 e +2,4% nel 2007);
-
inflazione
sostanzialmente sotto controllo nonostante il permanere delle incertezze sui
mercati petroliferi: +2,2% nel 2006 e +2,1% del 2007;
-
previsioni
poco rosee nel mercato del lavoro con un ridimensionamento dei tassi di
sviluppo dell’occupazione (+91mila unità nel 2006 e +85mila unità nel 2007);
-
segnali
di criticità sul fronte della finanza pubblica con l’incognita delle misure che
saranno adottate dal Governo per ridimensionare i rapporti deficit/Pil e
debito/Pil.
Dati non corretti per i giorni
lavorativi - variazioni percentuali sull'anno precedente
|
|
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
2007 |
|
PIL |
0,0 |
1,1 |
0,0 |
1,3 |
1,1 |
|
Importazioni di beni e servizi |
0,8 |
2,5 |
1,4 |
3,1 |
2,9 |
|
Consumi finali interni |
1,2 |
0,6 |
0,3 |
0,9 |
0,8 |
|
- Spesa delle famiglie residenti |
1,0 |
0,5 |
0,1 |
0,9 |
0,8 |
|
- Spesa delle AP e delle ISP |
2,1 |
0,6 |
1,2 |
1,0 |
0,8 |
|
Investimenti fissi lordi |
-1,7 |
2,2 |
-0,6 |
1,4 |
2,4 |
|
Esportazioni di beni e servizi |
-2,4 |
3,0 |
0,3 |
2,8 |
2,6 |
|
|
|
|
|
|
|
|
INFLAZIONE |
2,7 |
2,2 |
1,9 |
2,2 |
2,1 |
|
OCCUPATI (Migliaia - Var.
Assolute) |
328 |
164 |
158 |
91 |
85 |
|
Per memoria: previsioni di
Primavera della Commissione UE |
|
|
|
|
|
|
PIL Area Euro |
|
|
|
2,1 |
1,8 |
|
PIL Francia |
|
|
|
1,9 |
2,0 |
|
PIL Germania |
|
|
|
1,7 |
1,0 |
|
PIL Spagna |
|
|
|
3,1 |
2,8 |
FONTE:
elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT.
IL
CONTESTO INTERNAZIONALE
A livello mondiale l’attività economica che si è registrata nei primi mesi del 2006 è stata caratterizzata dal permanere di una elevata dinamicità ed è stata particolarmente vigorosa negli Usa e in Cina i principali motori dell’espansione mondiale.
L’interscambio
a livello mondiale di beni e servizi è rimasto elevato, pur con tassi di
sviluppo ridimensionati rispetto a recente passato, e nella parte finale del
2005 ha evidenziato un rafforzamento che si prevede proseguirà nel corso del
2006 beneficiando del contesto internazionale più dinamico.
FONTE: elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO su dati OCSE.
Il Pil
americano, dopo il rallentamento provocato dagli effetti delle recenti calamità
naturali, è cresciuto nel primo trimestre dell’anno (+1,2% rispetto al
trimestre precedente) grazie soprattutto al buon andamento della domanda
interna, in particolare della spesa per consumi da parte delle famiglie e degli
investimenti delle imprese.
E’
proseguita a ritmi abbastanza sostenuti la crescita del Pil della Cina che nel
primo trimestre del 2006 ha registrato una crescita tendenziale superiore al
10%, il tasso più elevato degli ultimi tre anni; segnali di forte ripresa
provengono anche dall’economia del Giappone che dovrebbe continuare ad
espandersi con ritmi sostenuti per via della forte crescita della domanda
interna e del recupero in atto delle esportazioni.
Per
quanto riguarda l’economia europea il quadro che si è delineato nei primi tre
mesi del 2006 ha segnalato un recupero della crescita rispetto agli ultimi mesi
del 2005.
L’ultimo
dato dell’Eurostat ha indicato che il Pil dell’area dell’euro e quello della
UE25 sono cresciuti rispettivamente nel primo trimestre dello 0,6% rispetto al
trimestre precedente; a livello di singoli stati Spagna e Italia hanno registrato risultati superiori o in linea alla media
(rispettivamente +0,8% e +0,6%) mentre
per la Francia e la Germania l’andamento è stato inferiore alle attese
(rispettivamente +0,5% e +0,4%).
Secondo i
risultati delle indagini congiunturali la tendenza positiva sembra procedere
anche nel secondo trimestre dell’anno in corso avvalorando l’ipotesi di
prospettive di sviluppo nel complesso significativamente migliori rispetto al
2005; in base alle previsioni di Primavera della Commissione l’economia
dell’area euro crescerà del 2,1% nel 2006 mentre il Pil della UE25 del 2,3%.

FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
Eurostat e BCE.
Pur in un
quadro di forte crescita globale, la stabilità nel breve/medio periodo di
questo scenario è condizionata da alcuni elementi di incertezza rappresentati
dai movimenti dei tassi di cambio e dai rischi derivanti dall’andamento dei
prezzi delle materia prime petrolifere contraddistinti recentemente da una
elevata variabilità che può rappresentare un freno all’espansione economica e
dare origine a tensioni inflazionistiche in molti paesi industrializzati.
Occorre
tener conto, inoltre, degli effetti della politica monetaria della FED che dopo
il recente rialzo dei tassi di
interesse interbancario non ha escluso ulteriori interventi restrittivi e delle
politiche delle altre banche centrali.
L’ECONOMIA
ITALIANA
La
crescita
Complice un confronto statistico favorevole con il 2005, caratterizzato da assoluta stagnazione, l’economia italiana nel primo trimestre dell’anno in corso è tornata su un sentiero espansivo. Ciò è dimostrato dalla crescita congiunturale del PIL stimata intorno allo 0,6%. Conseguentemente, il dato tendenziale, cioè rispetto al primo trimestre dello scorso anno, si attesta ad un +1,5%.
CONTO ECONOMICO RISORSE E IMPIEGHI: SCOMPOSIZIONE DEL CICLO
Variazioni % su dati trimestrali
corretti per i giorni lavorativi
|
|
2005 |
2006 |
||||
|
|
Trascinamento 2004 (a) |
Ciclo (b) |
Var. % anno (c)=(a)+(b) |
Trascinamento 2005 (a) |
Crescita RPP 2006 (b) |
Prev. Ciclo (c)=(b)-(a) |
|
PIL |
-0,10 |
0,21 |
0,11 |
0,32 |
1,50 |
1,18 |
|
IMPORTAZIONI |
1,47 |
0,37 |
1,84 |
0,90 |
2,70 |
1,80 |
|
CONSUMI FINALI NAZIONALI |
0,07 |
0,28 |
0,36 |
0,20 |
0,80 |
0,60 |
|
- Spesa delle famiglie
residenti |
0,04 |
0,03 |
0,07 |
0,14 |
1,10 |
0,96 |
|
- Spesa della P.A. e delle
I.S.P. |
0,18 |
1,01 |
1,19 |
0,36 |
0,00 |
-0,36 |
|
INVESTIMENTI FISSI LORDI |
-0,63 |
0,25 |
-0,38 |
-0,37 |
2,30 |
2,67 |
|
- Macchine, attrezzature e
prodotti vari |
-0,62 |
-0,10 |
-0,72 |
-0,92 |
2,50 |
3,42 |
|
- Mezzi di trasporto (*) |
-3,72 |
-0,71 |
-4,43 |
-2,19 |
2,65 |
4,84 |
|
- Costruzioni |
0,00 |
0,76 |
0,76 |
0,51 |
2,00 |
1,49 |
|
ESPORTAZIONI |
0,02 |
0,64 |
0,66 |
0,70 |
2,80 |
2,10 |
(*) Stima del dato previsionale
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISTAT e Relazione Previsionale e Programmatica 2006 (ed. settembre 2005).
In
realtà, già nel corso del 2005 si era manifestato qualche segnale di ripresa,
soprattutto nei trimestri centrali dell’anno. Ma il saldo finale della crescita
è risultato pari a zero in quanto il 2005 scontava l’eredità negativa del 2004
e quindi il contributo ciclico vero e proprio dell’anno, che pure è risultato
pari a due decimi di punto, è stato controbilanciato, negativamente, dal «trascinamento»
dell’anno precedente pari a –0,1%.
In
particolare, l’eredità negativa del 2004 ha pesato sulla componente degli
investimenti, fondamentali, peraltro, per riavviare la crescita. Il gap
iniziale da recuperare, infatti, era pari allo 0,6% circa nella media delle
diverse branche, con un picco negativo del 3,7% nella componente mezzi di
trasporto.
FONTE:
elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Per le
altre componenti della domanda interna, cioè consumi delle famiglie e consumi
pubblici, il trascinamento è stato lievemente positivo, così come quello
dell’export.
Il ciclo del 2005 è risultato, comunque, debole, come dimostra il profilo delle variazioni da un trimestre all’altro, denotando un progressivo esaurimento nel terzo e nel quarto trimestre per i consumi delle famiglie (+0,4% e –0,3%, rispettivamente) e per gli investimenti, che hanno chiuso con una pesante flessione congiunturale dell’1,7% che vale in media d’anno un –0,4% .
CONTO ECONOMICO RISORSE E IMPIEGHI
Variazioni
congiunturali (in %)
|
|
2004 |
2005 |
||||||
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim |
III Trim. |
IV Trim. |
|
P.I.L |
0,5 |
0,3 |
0,3 |
-0,4 |
-0,4 |
0,6 |
0,3 |
0,0 |
|
IMPORTAZIONI |
-0,3 |
0,7 |
0,2 |
1,6 |
-1,1 |
1,8 |
0,1 |
0,6 |
|
CONSUMI FINALI |
0,6 |
-0,2 |
-0,2 |
0,3 |
-0,2 |
0,5 |
0,3 |
-0,1 |
|
Spesa delle
famiglie residenti |
0,6 |
-0,2 |
-0,2 |
0,3 |
-0,5 |
0,6 |
0,4 |
-0,3 |
|
Spesa della
P.A. e ISP |
0,3 |
-0,2 |
-0,1 |
0,4 |
0,7 |
0,2 |
0,2 |
0,2 |
|
INVESTIMENTI |
1,9 |
0,8 |
-0,8 |
-0,6 |
-1,2 |
2,0 |
0,9 |
-1,7 |
|
ESPORTAZIONI |
-0,8 |
2,7 |
0,0 |
-0,8 |
-1,0 |
2,4 |
-0,4 |
0,5 |
Variazioni tendenziali (in %)
|
|
2004 |
2005 |
||||||
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
|
P.I.L |
0,7 |
1,1 |
1,1 |
0,6 |
-0,3 |
0,1 |
0,1 |
0,5 |
|
IMPORTAZIONI |
0,6 |
2,3 |
2,4 |
2,2 |
1,4 |
2,4 |
2,3 |
1,3 |
|
CONSUMI FINALI |
1,1 |
0,6 |
0,0 |
0,4 |
-0,3 |
0,4 |
0,9 |
0,5 |
|
Spesa delle famiglie residenti |
1,0 |
0,6 |
0,0 |
0,5 |
-0,7 |
0,1 |
0,7 |
0,2 |
|
Spesa della P.A. e ISP |
1,4 |
0,7 |
-0,1 |
0,3 |
0,7 |
1,2 |
1,5 |
1,4 |
|
INVESTIMENTI |
0,6 |
3,4 |
2,1 |
1,3 |
-1,8 |
-0,7 |
1,0 |
-0,1 |
|
ESPORTAZIONI |
1,0 |
5,1 |
2,9 |
1,0 |
0,8 |
0,5 |
0,0 |
1,3 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISTAT
La situazione congiunturale italiana continua anche ad essere caratterizzata da una evoluzione dell’inflazione sostanzialmente sotto controllo, e fortemente condizionata dagli effetti dei rincari delle materie prime petrolifere, e dai persistenti squilibri sul versante della finanza pubblica.
Stante
questa situazione ed il quadro internazionale di riferimento, le previsioni
per il prossimo biennio pur caratterizzate dalla presenza di un graduale
miglioramento nei tassi di sviluppo dell’economia italiana, stimati attestarsi
nel 2006-2007 su valori di poco superiori all’1,0%, segnalano il permanere di
un differenziale rispetto a quanto atteso per la media della UEM.
In
effetti, il 2006 ha beneficiato, a differenza dello scorso anno, di una eredità
positiva di circa tre decimi di punto complessivamente, che tocca lo 0,7% nel
caso dell’export. Il ciclo di quest’anno quindi, se l’economia italiana saprà
cogliere le opportunità offerte dalla domanda mondiale, potrebbe portare la
crescita su valori non troppo lontani da quelli indicati nell’ultima Relazione
Previsionale del precedente Governo, elaborata alla fine del 2005, sebbene le
maggiori preoccupazioni permangano relativamente alla debolezza degli
investimenti, che dovrebbero sperimentare una crescita ciclica sostenuta, pari
a quasi il 5% per la componente dei mezzi di trasporto.
Su queste
prospettive, che tengono conto da un lato del miglioramento indotto sul nostro
export da un rapporto di cambio meno penalizzante e di una politica monetaria
meno accomodante da parte della BCE a partire dal primo semestre del 2006,
gravano le molte incognite legate alle misure di finanza pubblica che
potrebbero essere attuate in corso d’anno, in considerazione di possibili
scostamenti rispetto a quanto fino ad oggi indicato e dalla necessità di
raggiungere gli obiettivi concordati in sede europea.
In ogni
caso, la crescita italiana del 2006 risulterà ben al di sotto del
dato medio sia dell’eurozona (+2,1%), sia dei principali partner
europei e, in particolar modo, della Spagna che continua ad evidenziare tassi
di sviluppo in termini reali intorno al 3% annuo. Il differenziale di crescita,
anche se leggermente attenuato, si manifesterà anche per il 2007.
Dati non
corretti per i giorni lavorativi - variazioni percentuali sull'anno precedente
|
|
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
2007 |
|
PIL |
0,0 |
1,1 |
0,0 |
1,3 |
1,1 |
|
Importazioni di beni e servizi |
0,8 |
2,5 |
1,4 |
3,1 |
2,9 |
|
Consumi finali interni |
1,2 |
0,6 |
0,3 |
0,9 |
0,8 |
|
- Spesa delle famiglie residenti |
1,0 |
0,5 |
0,1 |
0,9 |
0,8 |
|
- Spesa delle AP e delle ISP |
2,1 |
0,6 |
1,2 |
1,0 |
0,8 |
|
Investimenti fissi lordi |
-1,7 |
2,2 |
-0,6 |
1,4 |
2,4 |
|
Esportazioni di beni e servizi |
-2,4 |
3,0 |
0,3 |
2,8 |
2,6 |
|
|
|
|
|
|
|
|
INFLAZIONE |
2,7 |
2,2 |
1,9 |
2,2 |
2,1 |
|
OCCUPATI (Migliaia - Var. Assolute) |
328 |
164 |
158 |
91 |
85 |
|
Per memoria: previsioni di Primavera della
Commissione UE |
|
|
|
|
|
|
PIL Area Euro |
|
|
|
2,1 |
1,8 |
|
PIL Francia |
|
|
|
1,9 |
2,0 |
|
PIL Germania |
|
|
|
1,7 |
1,0 |
|
PIL Spagna |
|
|
|
3,1 |
2,8 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISTAT.
La
domanda estera
Come influirà
l’andamento passato del 2005 sull’anno in corso, relativamente alla dinamica
dell’export italiano?
Dopo la
flessione congiunturale del terzo trimestre, le esportazioni sono tornate al
segno più nell’ultimo periodo del 2005, con una crescita delle quantità
dell’1,3% in termini tendenziali. Ciò è stato possibile grazie al progressivo
indebolimento dell’euro nei confronti della valuta americana, con un rapporto
di cambio euro/dollaro passato dall’1,32 di marzo all’1,17 di novembre-dicembre
Questa
tendenza alla ripresa dei flussi esportativi dovrebbe consolidarsi nei prossimi
mesi, qualora permanesse una situazione di debolezza dell’euro sui mercati e un
tasso di sviluppo ancora positivo del commercio mondiale, determinando nella
media del 2006 una crescita apprezzabile (+2,8), che dovrebbe pressoché
ripetersi anche nel 2007 (+2,6%).
Su queste
performance pesano, tuttavia, due incognite: da un lato il minor effetto,
rispetto al passato, della svalutazione, in considerazione del fatto che gran
parte degli scambi sono interni all’euro area ed il vantaggio competitivo
all’esterno è complessivo e non del singolo Paese con una distribuzione più
diffusa, ma meno intensa, dei benefici; dall’altro, il permanere di alcuni
elementi di debolezza strutturale dei nostri prodotti e servizi legati ai noti
problemi di carenza di innovazione.
Il
migliorato contesto produttivo è atteso determinare un incremento anche sul
versante delle importazioni, stimate aumentare del +3,1% nel 2006 e del +2,9%
nel 2007.
La
domanda interna
Complessivamente,
nel corso del 2005, la domanda interna è risultata molto debole, sia nella
componente dei consumi delle famiglie, sia, come già accennato, nella
componente degli investimenti. L’eredità del 2004, infatti, è stata pressoché
trascurabile per i primi, senza quindi alcun effetto propulsivo, e addirittura
negativa per i secondi, contribuendo così ad attenuare un ciclo già di per sé
insufficiente ai fini della crescita.
I
consumi
In
particolare, è stato l’ultimo trimestre del 2005 ad evidenziare una flessione
congiunturale dei consumi, in particolare nella componente dei beni (-0,6%),
molto più acuta per durevoli e semidurevoli (-0,7% e –1,0%, rispettivamente),
compensata da una discreta crescita dei semidurevoli (+0,7%), che dovevano tuttavia
recuperare le contrazioni registrate nel primo semestre dell’anno.
Riguardo
alle prospettive dell’anno in corso e del 2007, occorre sottolineare che
l’eredità del 2005 si presenta meno penalizzante di quella del 2004,
considerando che l’acquisto congiunturale è dell’ordine dello 0,2%-0,3% per i
consumi delle famiglie.
Inoltre,
i dati di questi primi mesi del 2006 sulle immatricolazioni di autoveicoli
denotano un buon andamento, anche in virtù di una ripresa produttiva forte
dell’industria nazionale che, tuttavia, copre meno del 30% ormai delle
immatricolazioni nazionali, in quanto la propensione all’import nel settore dei
mezzi di trasporto ha raggiunto livelli molto elevati.
C’è,
dunque, da attendersi una ripresa consistente nei consumi di beni durevoli ed
una sostanziale tenuta dei beni semidurevoli e dei consumi di servizi.
Sulla
base di queste ipotesi, la crescita dei consumi delle famiglie per il biennio
2006-07 dovrebbe attestarsi poco al di sotto dell’1,0%.
SPESA SUL TERRITORIO ECONOMICO
Variazioni
congiunturali (in %)
|
|
2004 |
2005 |
||||||
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
|
CONSUMI INTERNI |
0,7 |
0,0 |
-0,4 |
0,1 |
-0,5 |
0,5 |
0,4 |
-0,2 |
|
BENI |
0,8 |
-0,1 |
-0,8 |
0,1 |
-0,7 |
1,0 |
0,4 |
-0,6 |
|
Durevoli |
3,5 |
1,9 |
-0,7 |
-0,6 |
-1,6 |
2,1 |
2,7 |
-0,7 |
|
Non durevoli |
0,2 |
-1,0 |
-0,3 |
0,9 |
0,2 |
1,1 |
-0,6 |
-1,0 |
|
Semidurevoli |
0,1 |
0,4 |
-2,3 |
-1,2 |
-2,3 |
-0,2 |
0,8 |
0,7 |
|
SERVIZI |
0,6 |
0,1 |
0,0 |
0,2 |
-0,3 |
0,0 |
0,6 |
0,2 |
Variazioni
tendenziali (in %)
|
|
2004 |
2005 |
||||||
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
|
CONSUMI INTERNI |
1,1 |
1,0 |
0,1 |
0,4 |
-0,8 |
-0,3 |
0,6 |
0,3 |
|
BENI |
0,8 |
1,0 |
-0,4 |
0,1 |
-1,5 |
-0,3 |
0,8 |
0,1 |
|
Durevoli |
2,3 |
8,2 |
4,8 |
4,2 |
-1,0 |
-0,8 |
2,7 |
2,5 |
|
Non durevoli |
0,8 |
-1,2 |
-1,3 |
-0,2 |
-0,2 |
1,9 |
1,5 |
-0,3 |
|
Semidurevoli |
-0,6 |
0,4 |
-2,9 |
-2,9 |
-5,3 |
-5,8 |
-2,9 |
-1,1 |
|
SERVIZI |
1,4 |
1,1 |
0,8 |
0,8 |
-0,1 |
-0,2 |
0,4 |
0,5 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISTAT
Si
tratta, comunque, di una crescita modesta, appena superiore a quelle
debolissime registrate nel biennio 2004-05, ma in linea con la dinamica molto
contenuta che sta caratterizzando i consumi degli anni duemila.
A
mantenere basso il profilo della domanda di consumo da parte delle famiglie
potrebbe contribuire il permanere di numerosi elementi di incertezza, quali:
Gli
investimenti
Per
questa fondamentale componente della domanda interna, il 2005 è stato un anno
negativo, con una flessione in quantità dello 0,6% rispetto al 2004. In
particolare, è nell’ultimo trimestre del 2005 che si è registrata una vera è
propria caduta verticale, con flessioni congiunturali pesanti per macchine,
attrezzature e prodotti vari (-3,0%) e per mezzi di trasporto (-2,8%), che
evidenziano anche nel confronto sul trimestre corrispondente, una riduzione
significativa (-2,9%).
Per
queste due componenti degli investimenti, il trascinamento dal 2005 è, dunque,
segnatamente negativo, corrispondente a quasi un punto percentuale per macchine
e attrezzature e ad oltre il 2% per i mezzi di trasporto. È evidente, pertanto,
che il ciclo del biennio 2006-07 dovrà essere fortemente espansivo, al fine di
recuperare un gap di partenza così consistente e dare un contributo
soddisfacente alla domanda interna e quindi al Pil.
INVESTIMENTI PER TIPOLOGIA
Variazioni
congiunturali (in %)
|
|
2004 |
|
|
|
2005 |
|
|
|
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim |
III Trim. |
IV Trim. |
|
INVESTIMENTI |
1,9 |
0,8 |
-0,8 |
-0,6 |
-1,2 |
2,0 |
0,9 |
-1,7 |
|
-
Macch. attr. e prod. vari |
2,0 |
2,2 |
-1,4 |
-0,6 |
-2,0 |
2,6 |
1,5 |
-3,0 |
|
-
Mezzi di trasporto |
3,9 |
0,7 |
-6,7 |
-0,6 |
1,6 |
-3,1 |
1,4 |
-2,8 |
|
-
Costruzioni |
1,3 |
-0,5 |
1,2 |
-0,6 |
-1,0 |
2,3 |
0,2 |
-0,2 |
Variazioni
tendenziali (in %)
|
|
2004 |
|
|
|
2005 |
|
|
|
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
|
INVESTIMENTI |
0,6 |
3,4 |
2,1 |
1,3 |
-1,8 |
-0,7 |
1,0 |
-0,1 |
|
-
Macch. attr. e prod. vari |
2,3 |
6,6 |
3,6 |
2,2 |
-1,9 |
-1,5 |
1,4 |
-1,0 |
|
-
Mezzi di trasporto |
-0,1 |
4,6 |
-3,9 |
-2,9 |
-5,1 |
-8,6 |
-0,7 |
-2,9 |
|
-
Costruzioni |
-0,9 |
0,2 |
1,8 |
1,4 |
-1,0 |
1,8 |
0,9 |
1,3 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi Confcommercio
su dati Istat
Per gli
investimenti in mezzi di trasporto, si può ritenere che il dato confortante
sulle immatricolazioni si possa in parte tradurre in una ripresa di questo
segmento degli investimenti. Anche il miglioramento dell’export, che si sta
verificando in questi primi mesi del 2006, dovrebbe fornire alle imprese che
lavorano su commessa, ma anche in via mediata a quelle che operano sul mercato
domestico, l’opportunità di programmare l’adeguamento e l’ampliamento del
capitale tecnico impiegato nei processi produttivi.
La
tendenza ad un graduale miglioramento della domanda di investimenti da parte
delle imprese dovrebbe, quindi, consolidarsi nel breve medio periodo, traducendosi
in prospettive più favorevoli per il prossimo biennio.
Il
miglioramento dell’attività produttiva e la necessità di aumentare il grado di
competitività sui mercati dovrebbero spingere ad una crescita dell’attività di
investimento da parte delle aziende, soprattutto per la componente relativa
alle macchine. A questo andamento dovrebbe associarsi il permanere di un tasso
positivo degli investimenti in costruzioni.
Nella
media del 2006 la crescita viene stimata nell’ordine del +1,4% e nel 2007 del
+2,4%. La contenuta decelerazione è da imputarsi essenzialmente agli effetti
che potrebbe avere una politica di aumento dei tassi su questa variabile. Ed è
proprio l’elemento politica monetaria a rappresentare l’incognita più rilevante
riguardo l’aumento dell’attività di investimento, anche se è presumibile che la
BCE nel caso decida di attivare una politica monetaria meno accomodante lo
faccia con modalità meno stringenti rispetto a quanto fatto dalla FED.
La
presenza di un quadro produttivo sostanzialmente stagnante nel corso del 2005
ha determinato un ulteriore rallentamento nelle dinamiche del mercato del
lavoro soprattutto nella seconda parte dell’anno.
I dati
relativi al IV trimestre mostrano una crescita dell’occupazione su base annua
dello 0,2% (pari a 56mila unità), il valore più basso dal 1998.
L’andamento
del mercato del lavoro sembra dunque essersi riallineato alla debole
performance del Pil, contrariamente a quanto è avvenuto negli ultimi anni, in
cui l’occupazione è cresciuta nonostante un contesto economico decisamente in
affanno.
Questo
risultato è probabilmente riconducibile anche all’affievolirsi degli effetti
della regolarizzazione della manodopera straniera avvenuta nel 2002, che ha
sicuramente influito sulle precedenti rilevazioni delle forze lavoro.
FORZE DI
LAVORO
Variazioni
assolute sul periodo corrispondente (dati in migliaia)
|
|
2004 |
|
|
|
2005 |
|
|
|
|
|
Gen. |
Apr. |
Lug. |
Ott. |
Gen. |
Apr. |
Lug. |
Ott. |
|
OCCUPATI |
230 |
163 |
93 |
168 |
308 |
213 |
57 |
56 |
|
Maschi |
72 |
50 |
92 |
95 |
197 |
136 |
58 |
74 |
|
Femmine |
158 |
112 |
2 |
73 |
111 |
77 |
-1 |
-18 |
|
DISOCCUPATI |
-87 |
-123 |
-138 |
-4 |
-88 |
-86 |
-74 |
-39 |
|
Maschi |
-27 |
-13 |
-31 |
27 |
15 |
-29 |
-29 |
-47 |
|
Femmine |
-59 |
-110 |
-106 |
-31 |
-105 |
-57 |
-45 |
8 |
|
FORZE DI LAVORO |
143 |
40 |
-44 |
163 |
219 |
127 |
-18 |
17 |
|
Maschi |
45 |
38 |
61 |
122 |
212 |
107 |
29 |
27 |
|
Femmine |
100 |
2 |
-105 |
41 |
6 |
20 |
-46 |
-10 |
FONTE:
Elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Oltre
alla forte decelerazione della crescita occupazionale registrata nell’ultima
parte del 2005, è importante mettere in evidenza l’andamento delle singole
componenti che hanno caratterizzato la sia pur debole performance positiva
dell’occupazione a livello aggregato.
La
crescita occupazione è interamente imputabile alla componente maschile
(+74mila): l’occupazione femminile infatti dopo un periodo di deciso
rallentamento della crescita, nell’ultima parte del 2005 ha registrato
addirittura una flessione (-19mila), contrariamente a quanto avvenuto negli
ultimi anni in cui il maggior contributo al positivo andamento del mercato del
lavoro è stato “rosa”.
In linea
con quanto già registrato nei trimestri precedenti l’aumento ha riguardato
esclusivamente la componente alle dipendenze (429mila), il cui aumento in
valori assoluti ha più che compensato la riduzione dell’occupazione
indipendente (-372mila).
All’interno
della componente dipendente, inoltre, le forme contrattuali più flessibili
hanno registrato gli incrementi più consistenti soprattutto nel IV trimestre
dello scorso anno (+7,1% il tempo parziale e 8,1% il lavoro a termine),
innalzando l’incidenza di tali tipologie (rispettivamente 13% e 12,3%). Tra le
donne le posizioni part time hanno superato il 25% delle posizioni sul totale
degli occupati alle dipendenze.
Il dato
che desta qualche preoccupazione è che quasi il 60% delle posizioni a termine
alle dipendenze è costituita da lavoratori “giovani” (in età compresa tra i 15
e 34 anni), che hanno contribuito per oltre il 40% alla crescita di questa
componente nel IV trimestre del 2005: se da un lato dunque lo sviluppo di
queste forme di impiego è un dato positivo per l’indubbio contributo che
fornisce alla crescita dell’occupazione, dall’altro potrebbe trasformarsi in un
elemento di “freno” se non costituisse solo una fase di passaggio nell’attività
lavorativa verso forme di impiego più stabili.
A livello
settoriale agricoltura e industria in s.s. hanno registrato nel IV trimestre
del 2005 una contrazione dell’occupazione (–35mila e –12mila), mentre
costruzioni e servizi hanno mostrato un trend di crescita positivo, anche se il
terziario continua a registrare un rallentamento nel ritmo di crescita già
manifestato nelle precedenti rilevazioni.
In tutti
i settori, ad eccezione delle costruzioni, si è registrato un calo della
componente indipendente, particolarmente consistente nel settore del commercio
(-83mila) anche se meno accentuato rispetto ai trimestri precedenti.
A livello
territoriale il rallentamento della crescita occupazionale ha interessato tutte
le aree, ed il nord ovest in particolare, mentre nel Mezzogiorno nella seconda
metà dello scorso anno si è registrata nuovamente una flessione degli occupati
dopo il lieve recupero messo in evidenza dalle prime due rilevazioni del 2005.
Ciò ha determinato per il terzo anno consecutivo un andamento negativo
dell’occupazione in questa area del paese, dopo le positive performance della
seconda metà degli anni ’90, che non sono state tuttavia sufficienti a colmare
il gap esistente con le regioni centro-settentrionali.
Il
permanere di una certa dinamicità del mercato del lavoro ha contribuito a
ridurre ulteriormente, anche se in misura meno consistente, il numero delle
persone in cerca di occupazione con una diminuzione nel IV trimestre su base
annua di 39mila unità, coinvolgendo soprattutto la componente femminile delle
regioni meridionali. Nelle altre aree, specie nel nord est, il numero di
disoccupati è invece aumentato nell’ultima parte dell’anno.

Le
dinamiche registrate dalle singole componenti delle forze lavoro hanno
determinato un ulteriore ridimensionamento del tasso di disoccupazione
nazionale, sceso all’8% rispetto all’8,2% del IV trimestre del 2004, flessione
che risulta particolarmente significativo nel mezzogiorno (14.2% contro il
15%).
Il dato
sia pur positivo va tuttavia letto alla
luce dell’aumento degli inattivi, ovvero di coloro che sono senza lavoro e che
smettono di cercarne uno: nel solo periodo ottobre-dicembre dello scorso anno
sono aumentati di 125mila unità, concentrati esclusivamente nel mezzogiorno.
Nel
prossimo biennio la moderata tendenza espansiva del sistema economico attesa
non dovrebbe produrre effetti significativi sul mercato del lavoro, la cui
evoluzione dovrebbe essere improntata ad un ridimensionamento dei tassi di
sviluppo (+91 mila unità nel 2006 e +85 mila unità nel 2007).
La
crescita dei livelli occupazionali dovrebbe continuare a concentrarsi in misura
molto accentuata nel settore dei servizi e tra i dipendenti, mentre nel settore
manifatturiero potrebbero esserci difficoltà a mantenere i livelli
occupazionali soprattutto nelle grandi industrie, interessate da tempo da
processi strutturali di ridimensionamento della forza lavoro.
Un
ulteriore elemento che potrebbe nel breve/medio periodo frenare la crescita
occupazionale è l’attendismo delle imprese
in attesa di capire come il governo si muoverà riguardo l’annunciata
riforma della “legge Biagi” e gli interventi sul costo del lavoro.
A livello
territoriale la moderata crescita dell’occupazione dovrebbe continuare ad interessare in misura lievemente più
significativa il centro-nord, anche se il permanere di flussi migratori interni
e del cosiddetto effetto scoraggiamento potrebbero contribuire ad accentuare la
tendenza al ridimensionamento del tasso di disoccupazione nel mezzogiorno.
I
prezzi
Nonostante
il permanere di accentuate tensioni sul versante delle materie prime
petrolifere, l’inflazione italiana continua ad evidenziare una dinamica, che
seppure in moderata accelerazione, può definirsi sostanzialmente sotto
controllo.
La
sensibile tendenza espansiva dei prezzi dei beni energetici, il cui tasso di
crescita tendenziale al consumo si è attestato ad aprile del 2006 sul +9,4%
(+10,2% nella media del primo quadrimestre), continua ad essere fortemente
controbilanciata da una evoluzione decisamente contenuta degli altri beni, in
particolare quelli di largo consumo (+1,0% la variazione rispetto ad aprile del
2005).
Tra
questi si segnala come gli alimentari continuino a rimanere attestati su di un
tasso di crescita tendenziale prossimo all’1,0%. All’interno di questo comparti
si va peraltro ampliando il differenziale tra i tassi di crescita degli
alimentari lavorati, che nell’ultimo mese scontano un incremento tendenziale
del +1,8% e degli alimentari freschi che evidenziano una sia pur contenuta
riduzione dei prezzi rispetto ad aprile del 2005.
Tale
dinamica riflette sostanzialmente quanto accaduto nelle fasi precedenti il
consumo che segnalano negli ultimi mesi una decisa ripresa dei prezzi alla
produzione industriale degli alimentari ed una dinamica molto contenuta per i
prodotti di origine agricola.
A fronte
di una evoluzione sostanzialmente contenuta per tutte le tipologie di beni si
segnala nel primo quadrimestre del 2006 il permanere di una tendenza espansiva
dei prezzi dei servizi a regolamentazione locale, il cui tasso di crescita
tendenziale è risultato anche ad aprile pari al +4,1%.
In
prospettiva sono proprio il prezzo delle materie prime energetiche, anche se al
momento sembrano essersi attenuate le tensioni che avevano portato il petrolio
a superare nelle scorse settimane i 70 dollari al barile, e gli andamenti dei
prezzi dei servizi pubblici soprattutto locali a rappresentare le incognite
maggiori.
E’
presumibile, infatti, che anche nei prossimi mesi si susseguano sui mercati
internazionali fasi di accelerazione repentina del prezzo del petrolio seguite
da un periodo di stabilizzazione con una progressiva tendenza all’aumento delle
quotazioni.
Analogamente
è probabile che nella seconda parte dell’anno si registrino aumenti dei prezzi
dei servizi locali per contenere i deficit di molte amministrazioni.
Questa
situazione porta a ritenere come, pur in presenza di una evoluzione contenuta
dei prezzi degli altri beni e servizi, l’inflazione italiana continui a
rimanere attestata sui livelli attuali segnalando nella media dell’anno una
crescita del 2,2%. Situazione che non dovrebbe subire sostanziali modifiche nel
2007, anno in cui si stima un tasso di inflazione del 2,1%, a meno di repentine
riduzioni delle quotazioni internazionali del petrolio o di modifiche
sostanziali nelle politiche di prezzo dei servizi pubblici locali o nazionali.
Versante sul quale persistono molte incognite legate ad eventuali manovre
correttive per le quali al momento non è possibile indicare entità e modalità.

INDICE
DEI PREZZI AL CONSUMO PER L'INTERA COLLETTIVITA' PER TIPOLOGIA
Variazioni percentuali sul
periodo corrispondente
|
|
2006 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
Feb |
Mar |
Apr |
Gen- Apr |
|
Indice generale |
2,2 |
2,1 |
2,1 |
2,2 |
2,2 |
|
Beni alimentari |
1,1 |
0,9 |
1,1 |
0,9 |
1,0 |
|
Alimentari lavorati |
1,1 |
1,3 |
1,5 |
1,8 |
1,4 |
|
Alimentari non lavorati |
0,9 |
0,5 |
0,1 |
-0,2 |
0,3 |
|
Beni energetici |
10,8 |
10,8 |
9,7 |
9,4 |
10,2 |
|
Energetici regolam. |
9,1 |
9,5 |
10,0 |
11,4 |
10,0 |
|
Altri energetici |
12,2 |
11,8 |
9,3 |
8,1 |
10,3 |
|
Tabacchi |
3,7 |
6,4 |
6,7 |
6,6 |
5,8 |
|
Altri beni |
1,1 |
1,2 |
1,1 |
1,1 |
1,1 |
|
Beni durevoli |
0,8 |
1,0 |
0,9 |
1,1 |
1,0 |
|
Beni non durevoli |
0,9 |
1,0 |
0,8 |
0,5 |
0,8 |
|
Beni semidur. |
1,3 |
1,2 |
1,3 |
1,2 |
1,2 |
|
Beni |
2,1 |
2,2 |
2,1 |
2,0 |
2,1 |
|
Beni di largo consumo |
0,9 |
0,9 |
0,9 |
1,0 |
0,9 |
|
Beni non di largo consumo |
2,7 |
3,0 |
2,6 |
2,5 |
2,7 |
|
Servizi |
2,3 |
2,2 |
2,1 |
2,4 |
2,2 |
|
Servizi non regolam. |
2,2 |
2,3 |
2,2 |
2,5 |
2,3 |
|
Servizi regolam. |
1,3 |
1,4 |
1,4 |
1,4 |
1,4 |
|
Servizi a regolam. locale |
4,0 |
4,2 |
4,1 |
4,1 |
4,1 |
|
Servizi a regolam. nazionale |
0,1 |
0,2 |
0,1 |
0,1 |
0,1 |
|
Indice generale Netto Energetici |
1,6 |
1,7 |
1,7 |
1,7 |
1,7 |
FONTE: elaborazioni Centro
Studi Confcommercio su dati Istat
La
finanza pubblica
In un quadro macroeconomico, caratterizzato da diversi elementi che indicano un miglioramento dell’attività produttiva interna rispetto a quanto registrato nei mesi precedenti, ma in cui permangono molte incertezze sull’entità e durata della ripresa, le preoccupazioni maggiori sono legate agli andamenti di finanza pubblica che continuano ad evidenziare il permanere di una situazione sostanzialmente critica.
Pur in
presenza di una evoluzione delle spese per consumi in quantità della P.A.
sostanzialmente contenuta, anche nel quarto trimestre del 2005 si è continuata
a registrare una evoluzione tendenziale abbastanza sostenuta con una variazione
del +1,4%.
Questo
dato non riflette in pieno gli elementi di criticità presenti sul versante dei
conti pubblici. Analizzando i dati relativi all’andamento trimestrale del conto
economico delle amministrazioni pubbliche nel corso del 2005 emerge un quadro
caratterizzato da:
Sulla base dei conti economici trimestrali si riscontra come nella media dell’intero 2005 le uscite complessive abbiano segnalato un incremento del +3,1%, nonostante nella parte finale dell’anno si sia registrata una decisa tendenza alla diminuzione della spesa relativa agli interessi. Tale andamento è da ricondursi sia alla sostenuta crescita registrata nel quarto trimestre dell’anno per la voce relativa alle retribuzioni (+11,3% nell’ultimo trimestre +4,0% nel complesso del 2005), sia all’aumento registrato per le altre uscite in conto capitale, che segnalano nella media del 2005 un aumento dell’11,0%.
A questi andamenti si è contrapposta una evoluzione delle entrate complessive più contenuta (+1,5%nell’intero 2005) nonostante la ripresa registrata nella seconda parte dell’anno.
ENTRATE ED USCITE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
Variazioni
sul periodo corrispondente in percentuale
|
|
2004 |
2005 |
2004 |
2005 |
||||||
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim |
III Trim. |
IV Trim. |
Anno |
Anno |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Uscite
correnti |
3,9 |
4,7 |
1,3 |
4,4 |
3,8 |
1,5 |
1,6 |
4,3 |
3,6 |
2,9 |
|
Interessi |
-11,3 |
-5,0 |
0,9 |
1,7 |
4,5 |
5,4 |
-6,1 |
-3,9 |
-3,4 |
-0,2 |
|
Uscite in conto capitale |
1,6 |
-7,4 |
-14,8 |
2,9 |
-2,6 |
0,0 |
9,8 |
9,5 |
-4,5 |
4,7 |
|
USCITE TOTALI |
3,8 |
3,6 |
-0,2 |
4,3 |
3,4 |
1,4 |
2,3 |
4,8 |
2,9 |
3,1 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Entrate correnti |
4,3 |
8,0 |
1,7 |
4,9 |
3,2 |
0,8 |
3,8 |
2,2 |
4,8 |
2,4 |
|
Entrate in conto capitale |
-27,5 |
-65,9 |
36,1 |
51,0 |
52,0 |
-86,4 |
240,8 |
-54,4 |
-47,4 |
-49,1 |
|
ENTRATE TOTALI |
4,0 |
-0,4 |
1,8 |
5,6 |
3,5 |
-2,6 |
4,8 |
1,0 |
2,8 |
1,5 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISTAT
Tale andamento è stato determinato non solo da una evoluzione più modesta rispetto a quanto registrato nel 2004 dalle imposte dirette ed indirette e dai contributi sociali, ma essenzialmente dalle minori entrate derivanti dalle imposte sul capitale, fenomeno da collegarsi al venir meno degli effetti delle una tantum.
Queste dinamiche hanno determinato nell’intero 2005 un rapporto tra le uscite delle A.P. ed il PIL pari al 48,2%, in crescita rispetto al dato del 2004, valore significativamente più elevato rispetto a quanto registrato dal lato delle entrate (44,0%).
Questa situazione ha determinato nel complesso del 2005 un rapporto indebitamento netto/PIL, calcolato sulla base della contabilità trimestrale, pari al 4,2% (4,1% considerando le operazioni di swap in detrazione dell’ammontare degli interessi passivi) in deciso aumento rispetto al 3,5% (3,4% includendo le operazioni di swap) del 2004.
A questo dato si è accompagnato un valore del debito pari a oltre 1.507 miliardi di euro, in deciso aumento rispetto ai poco meno di 1.442 del 2004, che ha determinato un rapporto debito/PIL del 106,4% (103,8% nel 2004).
La tendenza al deterioramento del quadro di finanza pubblica sembra permanere nei primi mesi del 2006, in cui il debito ha toccato a febbraio il livello record di oltre 1.551 miliardi di euro ed il fabbisogno segnala, nei primi cinque mesi, un disavanzo per circa 49 mila miliardi.
Il quadro dei conti pubblici italiano rappresenta sicuramente una delle principali criticità del prossimo biennio. La situazione attuale lascia presupporre come nel 2006 il rapporto indebitamento netto/PIL si attesti sul 4,1%, in considerazione delle difficoltà di contenere le spese e di un impatto negativo sugli interessi derivante dall’inasprimento della politica monetaria della BCE, ed il rapporto debito/PIL segnali un ulteriore innalzamento portandosi su valori prossimi al 108%.
Tali cifre sono state indicate come ipotesi minimali nella verifica sui conti pubblici effettuata dalla «commissione Faini», che ha anche indicato come possibile un peggioramento con un rapporto deficit/PIL attestato sul 4,6%.
Stante questa situazione e la necessità di riportare il rapporto deficit/PIL su valori via via più vicini al 3% e di riavviare il percorso di tendenziale ridimensionamento del rapporto debito/PIL, in linea con gli impegni presi in sede europea, è ormai quasi certa l’attuazione di una manovra per 7-10 miliardi di euro la cui tempistica e modalità di realizzazione sono tutte da definire e per la quale non è possibile stimare l’impatto sul sistema economico.
E’ evidente che in un contesto di sia pur moderata ripresa dell’attività produttiva ed in presenza di una domanda delle famiglie che permane ancora su tassi di sviluppo contenuti, interventi che abbiano come conseguenza una riduzione del reddito disponibile, attraverso un aumento delle imposte dirette od indirette, avrebbero la sola conseguenza di indebolire il ciclo economico lasciando irrisolti i problemi della finanza pubblica.
INDICATORI DI FINANZA PUBBLICA
Valori
percentuali
|
|
2004 |
2005 |
2004 |
2005 |
||||||
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim |
III Trim. |
IV Trim. |
Anno |
Anno |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
USCITE TOTALI/PIL |
46,0 |
45,9 |
44,2 |
54,4 |
47,0 |
45,8 |
44,4 |
55,2 |
47,8 |
48,2 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
ENTRATE TOTALI/PIL |
38,5 |
45,3 |
40,6 |
51,9 |
39,4 |
43,4 |
41,8 |
50,8 |
44,3 |
44,0 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
INDEBITAMENTO/PIL |
-7,5 |
-0,6 |
-3,6 |
-2,5 |
-7,6 |
-2,4 |
-2,6 |
-4,4 |
-3,5 |
-4,2 |
|
SALDO PRIMARIO/PIL |
-2,9 |
4,1 |
1,2 |
2,5 |
-2,8 |
2,5 |
1,8 |
0,2 |
1,3 |
0,5 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO
su dati ISTAT

FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO
su dati Ministero Economia