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Roma, 3.2.06
Confcommercio
su inflazione:
DATO
FACILMENTE PREVEDIBILE
Un dato
facilmente prevedibile per due motivi, da un lato il riacutizzarsi del problema
dei costi energetici (la componente più corposa) già segnalato dai prezzi alla
produzione di dicembre, dall’altro gli aumenti registrati da alcune voci dei
servizi di pubblica utilità (pedaggi e servizi finanziari) e del settore
dell’alimentazione a causa di condizioni metereologiche poco favorevoli: questo
il commento del Centro Studi Confcommercio ai dati preliminari sui prezzi al
consumo nel mese di gennaio 2006.
Infatti – prosegue la nota - se parte delle variazioni dei
prezzi registrate a gennaio sono da considerarsi occasionali, resta la
preoccupazione “strutturale” per la componente energetica che ha contribuito
nell’ultimo anno e mezzo in misura molto rilevante nella determinazione delle
dinamiche inflazionistiche. Come già accaduto nel 2005 anche nel mese di
gennaio il divario tra indice generale e indice al netto della componente
energetica è di un certo rilievo (2,2% a fronte dell’1,6%).
Alla luce di quanto accade sui mercati internazionali, sia
sul fronte petrolifero che sul versante dell’approvvigionamento del gas, si può
ritenere che l’andamento dei prezzi dell’energia continuerà a condizionare
ancora a lungo le dinamiche inflazionistiche, incidendo in misura sempre più
rilevante sui bilanci delle famiglie, con inevitabili effetti sui consumi di
altri beni, e delle imprese, che si potrebbero trovare costrette a traslare
parte degli aumenti dei costi sul prezzo finale.
Sulla
base di queste considerazioni – conclude il Centro Studi - è pertanto sempre
più urgente che nel nostro paese si cominci a pensare ed attuare una più efficace
politica energetica in grado di ridurre la nostra dipendenza e di esporre in
misura meno rilevante il sistema all’aumento dei costi provenienti da questa
componente.