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Roma, 23.02.2006
Cresce il comparto alimentare,
fermo il comparto non alimentare
segnali
di “risveglio” dei consumi
Risultano evidenti alcuni segnali di “risveglio”
dei consumi anche se è prematuro parlare di ripresa. Infatti, le vendite del
commercio al dettaglio in sede fissa evidenziano un incremento dello 0,5%
rispetto allo stesso mese del 2004, interamente determinato dal comparto
alimentare (+2,0% tendenziale), che, pesando per circa il 40% sul totale delle
vendite, bilancia più che positivamente la contenuta flessione del comparto non
alimentare (-0,2% tendenziale): questo il commento del Centro studi di
Confcommercio sulle vendite al dettaglio diffuse oggi dall’Istat.
Il dato, ancora poco significativo,
potrebbe riflettere un effetto più accentuato della stagionalità connessa con
le spese natalizie del periodo e occorrerà attendere i prossimi mesi per
verificare se l’inversione di tendenza sia destinata a consolidarsi.
Risultano, inoltre, penalizzate
le imprese operanti su piccole superfici, che accusano una flessione nel
segmento non food dello 0,6% tendenziale, a cui si contrappone la
crescita piuttosto sostenuta della grande distribuzione, +2,0% rispetto a
dicembre 2004.
Per il settore alimentare, le
vendite in volume delle grandi superfici crescono del 2,5% rispetto allo stesso
mese del 2004, ritornando sui livelli del loro trend storico, mentre le piccole
superfici e i negozi di prossimità sembrano aver beneficiato dell’effetto
stagionale, registrando un incremento dello 0,1% rispetto a dicembre 2004.
Nonostante questi dati
decisamente positivi di dicembre relativi alle grandi superfici di vendita -
conclude il Centro Studi - il confronto sulla media dell’intero anno mostra un
bilancio non brillante, con una variazione positiva delle vendite in quantità
di appena tre decimi di punto rispetto al 2004.