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Roma, 02.10.06
CONFCOMMERCIO SU FINANZIARIA: IL
LAVORO AUTONOMO “STACCA UN ASSEGNO” DA 5 MILIARDI DI EURO
Una finanziaria da
bocciare perché, anziché agire sul piano dei tagli, è tutta imperniata sul
piano delle entrate ribaltando la logica iniziale. Un’operazione che, per
coprire i 33 miliardi di euro, ne reperisce 22 attraverso entrate aggiuntive
che rischiano di arrivare a 28 miliardi in considerazione del ricorso alla leva
fiscale da parte di regioni ed Enti Locali: questo il commento di Confcommercio
alla luce di una lettura più approfondita sulla finanziaria 2007.
Ma oltre ad una
impostazione che non aiuta la crescita – prosegue la nota - per far quadrare i
conti dello stato viene richiesto alle piccole imprese e al lavoro autonomo di
“staccare un assegno” di circa 5 miliardi di euro, attraverso gli studi di
settore e l’innalzamento della contribuzione previdenziale.
Le Pmi risultano, inoltre, penalizzate dalla richiesta di
conferimento di una quota rilevante dei flussi del TFR all’Inps, dalla
riduzione degli sgravi contributivi per l’apprendistato, dall’introduzione
della tassa di soggiorno. Insomma, tutte misure che vanno in controtendenza
rispetto alla necessità di valorizzare il contributo dell’economia dei servizi
alla crescita del paese.
Per questo, Confcommercio è pronta ad ogni iniziativa
perché maggioranza e opposizione intervengano, in Parlamento, su provvedimenti
che non possono essere accettati a scatola chiusa.