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Roma, 14.10.06
CONFCOMMERCIO REPLICA A VISCO:
PAGARE TUTTI PER PAGARE MENO, SI’ MA ANCHE PAGARE MENO PER PAGARE TUTTI
Avevamo già assistito, questa estate, a una campagna di
diffusione di statistiche fiscali e ad una serie di prese di posizione, che
preparavano il campo al “combinato disposto” delle misure che, con la manovra
finanziaria per il 2007, chiedono alle piccole e medie imprese e al lavoro
autonomo di staccare un assegno da 6/7 miliardi di euro.
Puntualmente, questa campagna viene riproposta all’avvio
del percorso di discussione parlamentare della finanziaria per il 2007.
Sulla capziosità della lettura di queste statistiche ci
sarebbe molto da dire. Ma il punto fondamentale è che si tenta di riproporre
una lettura della patologia dell’evasione fiscale, che vuole rintracciare nel
lavoro autonomo e nelle piccole imprese i suoi protagonisti di riferimento.
A questa lettura non ci
stiamo. Perché poste le dimensioni quantitative del fenomeno – almeno 200
miliardi di euro di base imponibile occultata – ci sembra più corretto dire,
come peraltro aveva recentemente riconosciuto anche il Viceministro Visco, che
l’evasione fiscale è un fenomeno che attraversa tutta l’economia e tutta la
società italiana.
Proprio per questo abbiamo chiesto
studi di settore più selettivi, cioè capaci di meglio indagare andamenti
differenziati di costi e ricavi nelle imprese, ma non più automatici, cioè
destinati comunque a chiedere di più anche a chi è in regola.
E, per
questo, chiediamo attenzione anche al contrasto della tecnica più raffinata
dell’elusione, che, non meno dell’evasione, erode la base imponibile del Paese.
In ogni caso, proprio per contrastare e recuperare
evasione ed elusione, sarebbe necessario affrontare contestualmente anche il
problema della pressione fiscale complessiva e della riduzione delle aliquote.
Perché una pressione fiscale in aumento dell’1,3%, tra
quest’anno e il prossimo, non aiuta né i contribuenti in regola, né il recupero
di evasione ed elusione.