95/06
Roma, 18.10.06
Con una manovra
da 24 mld di maggiori entrate, Pil all’1,2% nel 2007
e aumento della
pressione fiscale al 42,3%
ECONOMIA ITALIANA IN RALLENTAMENTO, TASSE E INCERTEZZA
FRENANO I CONSUMI DELLE FAMIGLIE
L’economia italiana consolida la ripresa nella prima metà del 2006 ma si
prevede un rallentamento a fine anno e nel 2007. La crescita del Pil nei primi
sei mesi dell’anno, pur registrando valori migliori rispetto agli anni
precedenti, non recupera il gap di sviluppo che il nostro paese ancora sconta
rispetto sia all’eurozona che ai principali partner europei, Francia e Germania
in particolare. E, alle positive dinamiche dell’export e degli investimenti si
contrappone una sostanziale debolezza della domanda interna, caratterizzata da
un andamento altalenante dei consumi delle famiglie. Sul versante prezzi, si
assiste ad un’evoluzione sostanzialmente sotto controllo, ma che risente ancora
delle recenti tensioni registrate sui mercati petroliferi, mentre appare non
molto positivo il quadro della finanza pubblica legato anche agli effetti delle
recenti misure contenute nella Finanziaria. In particolare, si evidenziano gli
effetti depressivi sull’economia in generale, e sui consumi in particolare,
derivanti dall’aumento della pressione fiscale che torna ai livelli più alti
degli ultimi 15 anni. Queste le valutazioni del Centro Studi di Confcommercio
sulle dinamiche in atto nell’economia italiana e sulle prospettive 2006-2007
contenute nell’Osservatorio Economico di ottobre.
In sintesi, ecco i principali elementi che emergono dal rapporto del
Centro Studi:
-
dopo
un 2005 caratterizzato da una stagnazione (Pil 0,0%) e la “ripresina†dei primi
mesi del 2006 che porterà a fine anno il Pil a un +1,6%, è prevista sin dal
quarto trimestre dell’anno un’attenuazione che si protrarrà fino al 2007 con un
Pil al +1,2%;
-
graduale
contenimento della domanda estera per esportazioni (principale elemento di
sostegno alla ripresa italiana nel primo semestre con un +5,5% rispetto ai
primi due trimestri del 2005) nel 2006 con un +4,3% e nel 2007 +3,1% anche a
causa della scarsa competitività innovativa dei nostri prodotti;
-
sul
versante della domanda interna, l’incertezza sulle prospettive di sviluppo del
Paese, gli effetti sul reddito delle famiglie degli interventi fiscali del
Governo e le dinamiche di costo dei servizi pubblici locali, determina un
generale contenimento dei consumi che si manterranno al di sotto dei livelli
del Pil crescendo del +1,1% nel 2006 e di un +0,8% nel 2007;
-
dal
lato dell’offerta, ad un recupero dei livelli della domanda di investimento da
parte delle imprese nei primi mesi dell’anno, si attende un ulteriore
rallentamento, inadeguato a sostenere la crescita, che si attesterà nel 2006 al
+2,5% e nel 2007 al +2,1%, anche a causa di alcune misure della Finanziaria,
quali il trasferimento del 50% del Tfr;
Questo
documento è presente sul sito di Confcommercio all’indirizzo
www.confcommercio.it/home/sala-stamp/comunicati/index.htm
00153 – P.zza G.G.Belli 2,
telefono 06.5866228/299 fax 06.5812880, e-mail:stampa@confcommercio.it
-
inflazione
sostanzialmente stabile nonostante le forti pressioni dal lato delle materie
prime energetiche: +2,2% nel 2006 e +1,9% nel 2007;
-
molti
gli elementi di preoccupazione sul fronte della finanza pubblica legati
soprattutto agli effetti di alcune misure contenute nella Legge Finanziaria: in
particolare, l’eccessivo sbilanciamento sul versante delle entrate (oltre 24
mld) rispetto ai tagli di spesa e gli interventi in campo fiscale che
porteranno, nel 2007, la pressione fiscale ad un livello superiore al 42%.
Valori
concatenati - variazioni percentuali sull'anno precedente
|
|
2003 |
|
2004 |
|
2005 |
|
2006 |
|
2007 |
|
|
PIL |
0,0 |
|
1,1 |
|
0,0 |
|
1,6 |
|
1,2 |
|
|
Importazioni di beni e servizi |
0,8 |
|
2,5 |
|
1,4 |
|
4,0 |
|
3,3 |
|
|
Consumi finali interni |
1,2 |
|
0,6 |
|
0,3 |
|
1,0 |
|
0,8 |
|
|
- Spesa delle famiglie residenti |
1,0 |
|
0,5 |
|
0,1 |
|
1,1 |
|
0,8 |
|
|
- Spesa delle AP e delle ISP |
2,1 |
|
0,6 |
|
1,2 |
|
0,9 |
|
0,8 |
|
|
Investimenti fissi lordi |
-1,7 |
|
2,2 |
|
-0,6 |
|
2,5 |
|
2,1 |
|
|
Esportazioni di beni e servizi |
-2,4 |
|
3,0 |
|
0,3 |
|
4,3 |
|
3,1 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
OCCUPATI (FFLL Migliaia - Var.
Ass.) |
328 |
|
164 |
|
158 |
|
277 |
|
220 |
|
|
INFLAZIONE |
2,7 |
|
2,2 |
|
1,9 |
|
2,2 |
|
1,9 |
|
FONTE: elaborazioni
Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
IL
CONTESTO INTERNAZIONALE
Nel corso del primo semestre del 2006 l’economia mondiale ha continuato a registrare una sostanziale dinamicità favorendo il permanere di tassi di sviluppo del commercio mondiale su valori prossimi al 10%.

Il dato è sintesi di un parziale riallineamento dei tassi di crescita registrati dai Paesi OCSE e dai paesi non OCSE sintomo di una tendenza alla parziale riduzione degli squilibri regionali che avevano caratterizzato gli ultimi anni.
Il quadro più recente presenta peraltro alcuni segnali di inversione rispetto alle tendenze registrate nei mesi precedenti:
Ø lieve decelerazione dell’economia americana, su cui probabilmente cominciano ad esplicarsi gli effetti della stretta monetaria;
Ø ripresa dell’economia europea al cui interno anche i Paesi come Francia e Germania che avevano vissuto negli ultimi anni periodi di accentuata difficoltà evidenziano un miglioramento;
Ø attenuarsi delle pressioni sulle materie prime petrolifere, con il prezzo del petrolio sceso a settembre a 64 dollari al barile a fronte dei 74,6 di luglio.

In particolare sul versante delle riduzione nei divari di crescita tra le economie più avanzate si segnala come nel secondo trimestre del 2006 gli USA abbiano registrato, in termini congiunturali, una variazione del PIL del +0,6% (+3,5% in termini tendenziali) a fronte di un aumento del +0,9% nell’euro area (+2,7% rispetto all’analogo periodo del 2005), evidenziando, per la prima volta dalla metà del 2001, una maggior dinamicità dell’economia del vecchio continente.
Tale
andamento è sintesi dei primi effetti sull’economia USA, in particolare sul
mercato immobiliare, della politica monetaria più restrittiva associata ad un
consolidarsi della ripresa nella UEM, soprattutto in Francia, Germania ed
Italia paesi che avevano segnalato particolari difficoltà negli ultimi anni.

Stante le
dinamiche più recenti, che lasciano intuire come il ciclo mondiale sia giunto
ad un punto di svolta, le prospettive per il breve medio periodo risultano
caratterizzate da molte incertezze. Il 2007 dovrebbe, infatti, prefigurarsi
come un anno di transizione caratterizzato da un rallentamento delle dinamiche
mondiali e da un ulteriore riallineamento nei tassi di sviluppo delle economie
più avanzate, anche se al momento è difficile ipotizzare se questa fase sia
sintomatica solo di una breve periodo di assestamento, dopo anni di crescita
elevata, o rappresenti l’inizio di una ciclo di sviluppo internazionale meno
favorevole.
Su queste
prospettive pesano le incognite relative:
Ø
alla
tenuta dell’economia americana, legata agli effetti della politica monetaria e
al permanere dei deficit gemelli;
Ø
alla
effettiva ripresa dell’economia della UEM ed al consolidamento del
miglioramento delle finanze pubbliche interne all’area;
Ø
alla
politica monetaria della FED e della BCE che potrebbero scontare un andamento
divergente, in conseguenza di un allentamento da parte della banca centrale
americana e di un moderato ed ulteriore inasprimento di quella europea;
Ø
ai
tassi di cambio;
Ø
alla
stabilizzazione del prezzo del petrolio su quotazioni prossime ai 55-60
dollari.
L’ECONOMIA
ITALIANA
La
crescita
In linea
con quanto si è registrato nell’ambito della UEM anche l’economia italiana ha
evidenziato nel corso del 2006 un sostanziale consolidamento della tendenza
alla ripresa dell’attività produttiva registrando, in termini congiunturali,
incrementi del PIL del +0,7% nel primo trimestre e del +0,5% nel periodo
aprile-giugno.

Tali andamenti hanno determinato una variazione del PIL italiano del +1,6% nella media del primo semestre dell’anno, valore che seppure meno negativo rispetto a quanto registrato negli ultimi anni continua ad evidenziare un sensibile gap di sviluppo del nostro paese rispetto a quanto registrato non solo dal complesso della UEM, ma anche da altre economie europee, quali Francia e Germania, che nei periodi più recenti avevano evidenziato forti difficoltà .
Al miglioramento del quadro congiunturale italiano hanno contribuito, nel corso dell’anno, tutte le componenti, anche se le dinamiche più favorevoli si sono registrate sul versante dell’export e degli investimenti. Per contro, la domanda per consumi delle famiglie continua ad evidenziare un andamento altalenante, sintomo delle difficoltà che ancora interessano questa fondamentale variabile dell’economia italiana.
CONTO ECONOMICO RISORSE E IMPIEGHI
Variazioni congiunturali (in %)
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim |
|
PIL |
-0,4 |
0,6 |
0,3 |
0,0 |
0,7 |
0,5 |
|
IMPORTAZIONI |
-1,9 |
2,4 |
0,1 |
0,9 |
1,4 |
1,0 |
|
CONSUMI FINALI |
-0,3 |
0,5 |
0,3 |
0,0 |
0,7 |
0,2 |
|
 Spesa delle
famiglie residenti |
-0,7 |
0,7 |
0,4 |
-0,1 |
0,9 |
0,3 |
|
 Spesa della
P.A. e ISP |
0,9 |
0,1 |
0,1 |
0,1 |
0,2 |
0,2 |
|
INVESTIMENTI |
-1,4 |
1,9 |
1,1 |
-1,5 |
2,1 |
1,2 |
|
ESPORTAZIONI |
-1,6 |
2,3 |
-0,2 |
1,3 |
2,3 |
1,7 |
Variazioni tendenziali (in %)
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
2005 |
2006 |
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
I Sem. |
I Sem. |
|
PIL |
-0,3 |
0,0 |
0,1 |
0,5 |
1,6 |
1,5 |
-0,1 |
1,6 |
|
IMPORTAZIONI |
1,1 |
2,6 |
2,3 |
1,4 |
4,7 |
3,4 |
1,9 |
4,1 |
|
CONSUMI FINALI |
-0,4 |
0,4 |
0,9 |
0,5 |
1,6 |
1,3 |
0,0 |
1,4 |
|
 Spesa delle
famiglie residenti |
-0,8 |
0,1 |
0,7 |
0,3 |
2,0 |
1,5 |
-0,4 |
1,7 |
|
 Spesa della
P.A. e ISP |
1,0 |
1,2 |
1,4 |
1,1 |
0,4 |
0,6 |
1,1 |
0,5 |
|
INVESTIMENTI |
-1,7 |
-0,9 |
1,0 |
0,1 |
3,7 |
2,9 |
-1,3 |
3,3 |
|
ESPORTAZIONI |
0,7 |
0,3 |
-0,1 |
1,8 |
5,9 |
5,2 |
0,5 |
5,5 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISTAT
Sono proprio le incertezze che si registrano ancora sul versante dei
comportamenti delle famiglie e l’assenza di indicazioni certe relativamente ad
una ripresa strutturale del nostro export, legata ad un effettivo miglioramento
della competitività dei nostri prodotti più che a fattori congiunturali, a
determinare un quadro di sostanziale incertezza sulla tenuta della ripresa
italiana.
Nel
complesso la situazione congiunturale del nostro Paese continua ad essere
contrassegnata da una evoluzione dell’inflazione sostanzialmente sotto
controllo, e che ancora risente degli effetti delle turbolenze che si sono
registrate negli anni più recenti dal lato delle materie prime petrolifere, e
dal permanere di un quadro non favorevole sul versante della finanza pubblica,
nonostante alcuni segnali di miglioramento registrati nei mesi più recenti.
Valori
concatenati - variazioni percentuali sull'anno precedente
|
|
2003 |
|
2004 |
|
2005 |
|
2006 |
|
2007 |
|
|
PIL |
0,0 |
|
1,1 |
|
0,0 |
|
1,6 |
|
1,2 |
|
|
Importazioni di beni e servizi |
0,8 |
|
2,5 |
|
1,4 |
|
4,0 |
|
3,3 |
|
|
Consumi finali interni |
1,2 |
|
0,6 |
|
0,3 |
|
1,0 |
|
0,8 |
|
|
- Spesa delle famiglie residenti |
1,0 |
|
0,5 |
|
0,1 |
|
1,1 |
|
0,8 |
|
|
- Spesa delle AP e delle ISP |
2,1 |
|
0,6 |
|
1,2 |
|
0,9 |
|
0,8 |
|
|
Investimenti fissi lordi |
-1,7 |
|
2,2 |
|
-0,6 |
|
2,5 |
|
2,1 |
|
|
Esportazioni di beni e servizi |
-2,4 |
|
3,0 |
|
0,3 |
|
4,3 |
|
3,1 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
OCCUPATI (FFLL Migliaia - Var.
Ass.) |
328 |
|
164 |
|
158 |
|
277 |
|
220 |
|
|
INFLAZIONE |
2,7 |
|
2,2 |
|
1,9 |
|
2,2 |
|
1,9 |
|
FONTE: elaborazioni Centro
Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Stante
questa situazione ed il quadro internazionale di riferimento, caratterizzato da
incognite sulle effettive dimensioni del ridimensionamento del ciclo economico
mondiale e sugli andamenti delle quotazioni petrolifere, è presumibile che giÃ
a partire dalla fine dell’anno in corso si attenui la tendenza al miglioramento
del quadro economico italiano, ipotesi che porta a stimare una crescita del PIL
del +1,6% nella media del 2006 e del +1,2% nel 2007.
Queste
prospettive che tengono conto di un ridimensionamento delle dinamiche
esportative, conseguenza di una minor crescita del commercio mondiale, scontano
solo in parte gli effetti delle misure attuate per il risanamento dei conti
pubblici, il cui impatto potrebbe risultare, dopo l’iter parlamentare, più
consistente sulle possibilità di acquisto delle famiglie e sui comportamenti di
investimento delle imprese, riducendo di circa 2 decimi di punto le prospettive
di sviluppo.
A queste
si aggiungono le incognite sui possibili andamenti della politica monetaria, in
quanto la BCE potrebbe decidere, in presenza di una ripresa produttiva più
consistente nell’area, di mantenere una politica restrittiva al fine di
limitare eventuali tensioni inflazionistiche.
La
domanda estera
A
sostenere la ripresa italiana nel primo semestre del 2006 è stata soprattutto
la componente estera che ha segnalato nella media del periodo una crescita
rispetto a quanto registrato nei primi due trimestri del 2005 del +5,5%.
Tale
andamento è sintesi di una evoluzione
sostanzialmente positiva sia nel periodo gennaio-marzo (+2,3% congiunturale),
che nel secondo trimestre dell’anno (+1,7% nei confronti del periodo
precedente) ed è conseguenza del permanere di elevati tassi di sviluppo del
commercio mondiale e della ripresa produttiva in Europa, che rimane il nostro
principale partner commerciale, a cui si è associata una sostanziale stabilitÃ
nel tasso di cambio.
La
tendenza al recupero dei livelli produttivi ha comportato anche un
miglioramento della domanda verso l’estero con una crescita, nel primo
semestre, delle importazioni in quantità del +4,1% rispetto all’analogo periodo
del 2005. Anche in questo caso si è registrata una evoluzione positiva in
entrambi i trimestri (+1,4% congiunturale nel primo e del +1,0% nel secondo).
La
tendenza alla ripresa dei flussi esportativi dovrebbe registrare nei prossimi
mesi una contenuta attenuazione, in considerazione del fatto che non sembrano
esservi elementi per considerare strutturale l’inversione di tendenza registrata
degli ultimi mesi dato il permanere di elementi di scarsa competitivitÃ
innovativa di molti nostri prodotti, che continuano ancora ad essere
concentrati in settori maturi dove la competizione dei Paesi emergenti è
particolarmente accentuata.
Elementi
di debolezza accentuati dalla forte dipendenza delle nostre performance
esportative dagli andamenti di Francia e Germania.
Stante
questa situazione è presumibile che nella media del 2006 la domanda proveniente
dall’estero registri una crescita del +4,3%, con un ridimensionamento dei tassi
di sviluppo nel 2007 al 3,1%.
L’attenuarsi
delle dinamiche produttive interne dovrebbe peraltro determinare un moderato
ridimensionamento anche dal lato delle importazioni stimate aumentare del 4,0%
nel 2006 e del 3,3% nel 2007.
La
domanda interna
Anche sul
versante della domanda interna si è registrata, nel corso della prima parte del
2006 una tendenza al miglioramento, evoluzione che ha interessato in misura più
significativa gli investimenti, la cui domanda era stata fortemente compressa
nei periodi precedenti.
I
consumi
La tendenza al recupero dell’attività economica sembra aver interessato
in misura meno significativa rispetto a quanto registrato da altre variabili i
consumi delle famiglie che, dopo aver registrato un aumento nel primo trimestre
del +0,9% in termini congiunturali, hanno segnalato nel periodo aprile-giugno
2006 una variazione del +0,3% rispetto al periodo precedente.
Tale
andamento continua a riflettere una fase di forte incertezza nei comportamenti
delle famiglie, situazione che determina ormai da alcuni anni l’alternarsi di
brevi periodi di moderata espansione con fasi di stagnazione che in alcuni
momenti hanno anche assunto toni recessivi.
Va anche
considerato che soprattutto nei primi mesi dell’anno un ruolo non secondario
sull’andamento dei consumi delle famiglie è stato svolto dal forte recupero
della domanda per autoveicoli.
Nella media dei primi sei mesi dell’anno la spesa delle famiglie
residenti ha registrato un incremento del +1,7% rispetto all’analogo periodo
del 2005, dato che deve essere letto con estrema cautela in quanto fortemente
condizionato da quanto accaduto nel periodo gennaio-marzo dei rispettivi anni,
in considerazione del fatto che la crescita del +0,9% registrata nel primo trimestre
2006 si confrontava con una riduzione del –0,7% del 2005.
In
moderato miglioramento è risultata, nel primo semestre dell’anno, anche la
dinamica relativa ai consumi effettuati sul territorio (+1,9% nella media del
periodo), che segnalano, in linea con la spesa delle famiglie residenti, una
evoluzione caratterizzata da fasi molto ravvicinate di stop and go.
SPESA SUL TERRITORIO ECONOMICO
Variazioni
congiunturali (in %)
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
|
CONSUMI INTERNI |
-0,6 |
0,5 |
0,5 |
0,0 |
0,9 |
0,4 |
|
BENI |
-0,8 |
1,0 |
0,5 |
-0,5 |
0,7 |
0,1 |
|
  Durevoli |
-1,7 |
2,2 |
2,8 |
-0,8 |
0,5 |
0,8 |
|
  Non durevoli |
0,2 |
1,0 |
-0,5 |
-0,9 |
0,3 |
-0,7 |
|
  Semidurevoli |
-2,6 |
-0,1 |
0,9 |
0,7 |
2,1 |
1,3 |
|
SERVIZI |
-0,4 |
0,0 |
0,6 |
0,7 |
1,0 |
0,7 |
Variazioni
tendenziali (in %)
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
2005 |
2006 |
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
I Sem. |
I Sem. |
|
CONSUMI INTERNI |
-0,9 |
-0,4 |
0,6 |
0,5 |
2,0 |
1,8 |
-0,6 |
1,9 |
|
BENI |
-1,4 |
-0,4 |
0,9 |
0,1 |
1,6 |
0,7 |
-0,9 |
1,2 |
|
  Durevoli |
-1,0 |
-0,8 |
2,7 |
2,5 |
4,8 |
3,4 |
-0,9 |
4,1 |
|
  Non durevoli |
-0,1 |
1,8 |
1,6 |
-0,3 |
-0,2 |
-1,8 |
0,8 |
-1,0 |
|
  Semidurevoli |
-5,3 |
-5,8 |
-2,9 |
-1,2 |
3,6 |
5,0 |
-5,5 |
4,3 |
|
SERVIZI |
-0,3 |
-0,4 |
0,3 |
0,9 |
2,4 |
3,1 |
-0,4 |
2,7 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISTAT
Il
realizzarsi di un dato lievemente più positivo rispetto a quanto registrato dai
consumi delle famiglie residenti è derivato da una ripresa, soprattutto nel
secondo trimestre, della spesa degli stranieri in Italia a cui si è associata
una minor dinamicità della spesa sostenuta dagli italiani all’estero.
Analizzando l’andamento delle singole componenti della spesa sul territorio nazionale si riscontra come la componente più dinamica in entrambi i trimestri sia risultata quella relativa alla domanda per beni semidurevoli, che ha registrato in termini congiunturali una variazione del +2,1% nel primo trimestre e del +1,3% nel secondo.
Tale andamento ha determinato, per questa componente della spesa delle famiglie, una variazione nel primo semestre dell’anno del +4,3% nei confronti dell’analogo periodo del 2005. Evoluzione che ha permesso di recuperare quanto perso rispetto ai livelli di inizio 2004, ma segnala il permanere di un differenziale ancora sensibile rispetto ai valori registrati alla fine del 2000.
Meno
favorevole è risultata la dinamica relativa ai beni durevoli che hanno
segnalato nei primi due trimestri una crescita in termini congiunturali pari al
+0,5% ed al +0,8%. Evoluzione che ha comportato, comunque, nella media del
semestre un incremento per questo segmento di spesa del +4,1% rispetto
all’analogo periodo dello scorso anno. In ridimensionamento è risultata la
domanda relativa ai beni non durevoli, che segnala una crescita molto moderata
nel primo trimestre ed una flessione del –0,7% in termini congiunturali nel
secondo. Dati che hanno portato ad una riduzione del –1,0% per questa tipologia
di consumi nel primo semestre del 2006 rispetto al periodo gennaio-giugno 2005.
All’interno
di questo comparto si segnala, peraltro, il permanere di elementi di difficoltÃ
per il segmento relativo agli alimentari ed alle bevande i cui livelli di
consumo risultano ormai stagnanti da anni.
Nel corso
del primo semestre del 2006 è proseguita la fase di moderata espansione della
domanda per consumi di servizi effettuati sul territorio da parte delle
famiglie, con variazioni congiunturali pari al +1,0% ed al +0,7%.
Questa
evoluzione ha comportato nella media del periodo gennaio-giugno 2006 una
variazione del +2,7% rispetto a quanto segnalato nell’analogo periodo dello
scorso anno.
La
situazione di generalizzata incertezza che caratterizza ormai da tempo le
dinamiche relative alla spesa per consumi da parte delle famiglie non sembra
destinata a subire nei prossimi mesi sensibili variazioni, è presumibile
pertanto che si continuino ad alternare periodi lievemente più favorevoli a
fasi di marcato contenimento della domanda.
Stante
questa situazione nel complesso del 2006 i consumi delle famiglie sono stimati
aumentare dell’1,1% e del +0,8% nel 2007.
A
mantenere contenuta la domanda di consumo da parte delle famiglie dovrebbero
contribuire i numerosi elementi quali:
Ø
incertezza
sulle prospettive di sviluppo del Paese;
Ø
scarsa
efficacia sul reddito disponibile degli interventi di rimodulazione delle
aliquote più che controbilanciati da una pressione fiscale in generalizzato
aumento;
Ø
il
possibile contenuto aumento del costo del denaro che attraverso un maggior
onere sui mutui contratti e su parte degli acquisti rateizzati potrebbe
comprimere ulteriormente la quota a disposizione delle famiglie per i consumi
non «necessari»;
Ø
l’evoluzione
del costo dei servizi di pubblica utilità , soprattutto quelli locali;
Ø
il
permanere su livelli elevati delle tariffe energetiche.
Gli
investimenti
Nel corso
della prima parte del 2006 la dinamica degli investimenti ha segnalato una
positiva inversione di tendenza evidenziando un recupero dei livelli di domanda
da parte delle imprese. Dinamica che sembra, peraltro, aver assunto toni più
accentuati nei primi tre mesi dell’anno ed appare correlata al recupero in atto
nel settore dei mezzi di trasporto.
INVESTIMENTI PER TIPOLOGIA
Variazioni
congiunturali (in %)
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim |
|
INVESTIMENTI |
-1,4 |
1,9 |
1,1 |
-1,5 |
2,1 |
1,2 |
|
-
Macch. attr. e prod. Vari |
-2,1 |
2,5 |
1,6 |
-2,9 |
2,1 |
0,7 |
|
-
Mezzi di trasporto |
0,3 |
-2,0 |
2,3 |
-1,8 |
5,3 |
9,2 |
|
-
Costruzioni |
-1,2 |
2,1 |
0,4 |
0,0 |
1,4 |
0,1 |
Variazioni
tendenziali (in %)
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
2005 |
2006 |
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
I Sem. |
I Sem. |
|
INVESTIMENTI |
-1,7 |
-0,9 |
1,0 |
0,1 |
3,7 |
2,9 |
-1,3 |
3,3 |
|
-
Macch. attr. e prod. vari |
-1,8 |
-1,6 |
1,4 |
-0,9 |
3,3 |
1,5 |
-1,7 |
2,4 |
|
-
Mezzi di trasporto |
-6,1 |
-8,9 |
-0,9 |
-1,3 |
3,7 |
15,5 |
-7,5 |
9,6 |
|
-
Costruzioni |
-0,7 |
1,5 |
0,9 |
1,4 |
4,0 |
1,9 |
0,4 |
3,0 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi Confcommercio
su dati Istat
Per
questa componente si è riscontrata in termini congiunturali una variazione
particolarmente sostenuta sia nei primi tre mesi (+5,3%) che nel periodo
aprile-giugno (+9,2%), evoluzione che ha comportato nel primo semestre
dell’anno una crescita, rispetto all’analogo periodo del 2005, del +9,6%.
Più contenuta
è risultata la tendenza al recupero nel settore degli investimenti in macchine
ed attrezzature, riflettendo le incertezze che ancora dominano tra gli
operatori economici circa le prospettive di sviluppo del Paese. Le dinamiche
registrate nei primi due trimestri e che segnalano una crescita in termini
congiunturali pari rispettivamente al +2,1% ed al +0,7% hanno, infatti,
determinato una variazione nel primo semestre dell’anno, del +2,4%.
Meno
sostenuta, rispetto a quanto registrato dalle altre voci di investimento, è
risultata la dinamica degli investimenti in costruzioni che, nel periodo
aprile-giugno 2006, hanno registrato una variazione del +0,1% in termini
congiunturali ed un deciso ridimensionamento della crescita su base annua (dal
+4,0% del primo trimestre al +1,9% del secondo.
Tale
evoluzione riflette essenzialmente l’indebolimento della domanda per
abitazioni, conseguenza di prospettive di contenuto ridimensionamento, nel
medio periodo, del mercato immobiliare data anche la presenza di condizioni
meno favorevoli sul versante dei mutui.
Relativamente
alle prospettive nel breve medio periodo si evidenzia come la tendenza al
recupero dei livelli della domanda di investimento nel complesso, potrebbe
mostrare nei prossimi mesi una lieve decelerazione, con una crescita stimata
nella media del 2006 nell’ordine del +2,5% e nel 2007 del +2,1%
Tali
andamenti dovrebbero riflettere il permanere di incertezze sul versante delle
prospettive di sviluppo del paese, gli effetti di una politica monetaria più
restrittiva e le possibili conseguenze sulla attività di investimento delle
imprese di alcune misure contenute nella Legge Finanziaria, quali il
trasferimento del 50% del TFR.
I
prezzi
Nonostante
le forti pressioni registrate negli ultimi mesi sul versante delle materie
prime energetiche l’inflazione italiana ha continuato a registrare nei primi
nove mesi del 2006 una sostanziale stabilità , attestandosi nel periodo su
valori prossimi al 2,2%.
Il
recente attenuarsi delle tensioni sui prezzi del petrolio ha peraltro prodotto
nel mese di settembre del 2006, per la prima volta dal luglio del ’96, un
decremento dell’inflazione su base mensile portando la variazione dell’indice
generale su base annua al +2,1%.
Va, comunque, sottolineato come la componente energetica continui a
svolgere, nel nostro Paese ,un ruolo inflazionistico in considerazione di un
sistema di determinazione del prezzo dei beni amministrati che tende a
registrare con un certo ritardo le dinamiche a monte.

In linea generale le tendenze più recenti registrate sul versante dei
prezzi al consumo segnalano un quadro caratterizzato da una relativa
tranquillità .
La tendenziale ripresa dei prezzi dei prodotti alimentari risulta,
infatti, determinata oltre che da condizioni settoriali peculiari, come nel
caso degli olii e delle patate, dagli effetti del confronto con un periodo in
cui si erano registrate diminuzioni. Situazione che porta ad ipotizzare come
l’evoluzione degli ultimi mesi sia da ricondursi essenzialmente ad un contenuto
riposizionamento dei prezzi a tutte le fasi di commercializzazione.
INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO
PER L'INTERA COLLETTIVITA' PER TIPOLOGIA
Variazioni percentuali sul
periodo corrispondente
|
|
2006 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Gen. |
Feb |
Mar |
Apr |
Mag |
Giu |
Lug |
Ago |
Set |
Gen- Set |
|
Indice generale |
2,2 |
2,1 |
2,1 |
2,2 |
2,2 |
2,3 |
2,2 |
2,2 |
2,1 |
2,2 |
|
Beni alimentari |
1,1 |
0,9 |
1,1 |
0,9 |
1,1 |
1,3 |
1,8 |
2,2 |
2,3 |
1,4 |
|
Alimentari lavorati |
1,1 |
1,3 |
1,5 |
1,8 |
1,9 |
2,0 |
2,2 |
2,3 |
2,3 |
1,8 |
|
Alimentari non lavorati |
0,9 |
0,5 |
0,1 |
-0,2 |
-0,1 |
0,5 |
1,3 |
2,0 |
2,6 |
0,8 |
|
Beni energetici |
10,8 |
10,8 |
9,7 |
9,4 |
10,7 |
10,6 |
10,5 |
10,5 |
5,9 |
9,9 |
|
Energetici regolam. |
9,1 |
9,5 |
10,0 |
11,4 |
10,5 |
10,4 |
12,5 |
12,8 |
12,7 |
11,0 |
|
Altri energetici |
12,2 |
11,8 |
9,3 |
8,1 |
10,6 |
10,7 |
8,9 |
8,7 |
1,3 |
9,0 |
|
Tabacchi |
3,7 |
6,4 |
6,7 |
6,6 |
6,6 |
6,6 |
6,5 |
6,4 |
6,4 |
6,2 |
|
Altri beni |
1,1 |
1,2 |
1,1 |
1,1 |
0,8 |
1,0 |
0,8 |
0,8 |
0,8 |
1,0 |
|
Beni durevoli |
0,8 |
1,0 |
0,9 |
1,1 |
1,2 |
1,2 |
1,1 |
0,9 |
1,1 |
1,0 |
|
Beni non durevoli |
0,9 |
1,0 |
0,8 |
0,5 |
0,3 |
0,2 |
-0,3 |
-0,5 |
0,0 |
0,3 |
|
Beni semidurevoli |
1,3 |
1,2 |
1,3 |
1,2 |
1,0 |
1,1 |
1,1 |
1,3 |
1,3 |
1,2 |
|
Beni |
2,1 |
2,2 |
2,1 |
2,0 |
2,2 |
2,3 |
2,1 |
2,3 |
2,1 |
2,2 |
|
Beni di largo consumo |
0,9 |
0,9 |
0,9 |
1,0 |
1,1 |
1,3 |
1,7 |
2,1 |
2,3 |
1,4 |
|
Beni non di largo consumo |
2,7 |
3,0 |
2,6 |
2,5 |
2,8 |
2,7 |
2,6 |
2,5 |
2,0 |
2,6 |
|
Servizi |
2,3 |
2,2 |
2,1 |
2,4 |
2,3 |
2,1 |
2,0 |
2,0 |
2,2 |
2,2 |
|
Servizi non regolam. |
2,2 |
2,3 |
2,2 |
2,5 |
2,3 |
2,2 |
2,1 |
2,1 |
2,2 |
2,2 |
|
Servizi regolam. |
1,3 |
1,4 |
1,4 |
1,4 |
1,3 |
1,2 |
1,3 |
1,3 |
1,6 |
1,4 |
|
Servizi a regolam. locale |
4,0 |
4,2 |
4,1 |
4,1 |
3,4 |
2,8 |
2,8 |
2,7 |
2,8 |
3,4 |
|
Servizi a regolam. nazionale |
0,1 |
0,2 |
0,1 |
0,1 |
0,4 |
0,4 |
0,5 |
0,6 |
0,9 |
0,4 |
|
Inflazione netto energetici |
1,6 |
1,7 |
1,7 |
1,7 |
1,7 |
1,7 |
1,6 |
1,6 |
1,8 |
1,7 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi Confcommercio
su dati Istat
Queste tendenze hanno peraltro determinato una ripresa delle dinamiche inflazionistiche per l’intero complesso dei beni di largo consumo tornati a registrare dopo un biennio tassi di crescita superiori al 2%.
Per quanto concerne gli altri beni e servizi si segnala il permanere su livelli abbastanza contenuti delle dinamiche dei prezzi nel segmento dell’abbigliamento (+1,3% tendenziale a settembre), dei mobili ed articoli per la casa (+1,5%) ed il permanere di una tendenza riflessiva nel settore delle comunicazioni (-3,4%).
Il quadro
di insieme lascia presupporre come l’inflazione italiana dovrebbe continuare a
risultare attestata anche nei prossimi mesi su valori prossimi al 2%, per
scendere al di sotto di questa soglia nei primi mesi del prossimo anno.
Su questi
andamenti pesano peraltro le incognite relative ai reali andamenti dei prezzi
delle materie prime petrolifere sui mercati internazionali, che potrebbero,
nonostante le minori pressioni sulla domanda conseguenti al ridimensionamento
atteso nelle dinamiche produttive di alcuni Paesi, evidenziare ancora una certa
volatilità al rialzo e gli andamenti dei tassi di cambio.
La
finanza pubblica
La tendenza al miglioramento del quadro macroeconomico registrata nel primo semestre del 2006 ha interessato anche la finanza pubblica come segnala il netto ridimensionamento del fabbisogno del settore statale nei primi nove mesi dell’anno rispetto a quanto registrato nell’analogo periodo del 2005 (44,4 miliardi di euro a fronte dei 69 registrati lo scorso anno). Su questo versante permangono comunque molti elementi di preoccupazione legati essenzialmente al carattere strutturale o meno di alcune dinamiche recenti ed agli effetti sul sistema delle misure contenute nella legge finanziaria recentemente presentata dal Governo.

In particolare, come è già emerso nel corso del 2006, il riequilibrio dei conti pubblici italiani continua a passare prevalentemente per incrementi delle entrate più che per contenimenti delle spese, soprattutto quelle di parte corrente.
Nel complesso dei primi otto mesi dell’anno il fabbisogno del settore statale ha, infatti, registrato un incremento di oltre 32,4 miliardi di euro sul versante delle entrate (+12,8%) a fronte di una crescita delle spese pari ad oltre 14,4 miliardi (+4,7%) al cui interno si registra peraltro un aumento delle spese per interessi.
Questi
andamenti sono confermati anche dalle dinamiche registrate dal complesso dei
conti economici delle Amministrazioni Pubbliche nel primo semestre del 2006.
Il generalizzato miglioramento della situazione finanziaria
sintetizzato dalla decisa riduzione, rispetto a quanto registrato nel primo
semestre del 2005, del rapporto indebitamento/PIL (2,5% in luogo del 5,1%) e
dal ritorno su valori positivi dell’avanzo primario, +1,7% a fronte del –0,2%
del primo semestre dello scorso anno, è stato determinato essenzialmente dal
positivo andamento delle entrate. Nel complesso del primo semestre queste
ultime sono cresciute del +8,4% e sono arrivate a rappresentare il 43,2% del
PIL. A tale andamento si è contrapposta una evoluzione della spesa che, seppure
nel complesso non risulta particolarmente dinamica (+2,9% rispetto al primo
semestre del 2005), evidenzia al suo interno forti elementi di criticità .
In
particolare si segnala il sensibile aumento registrato dalle spese per redditi
da lavoro dipendente (+7,9% nel complesso del periodo gennaio-giugno 2006) ed
il permanere su livelli elevati della crescita delle spese per prestazioni
sociali in denaro (+4,4%).
Evoluzione che ha determinato il permanere del rapporto tra uscite e PIL su livelli superiori al 46%, a segnalare le difficoltà strutturali di controllo delle amministrazioni pubbliche sul versante delle spese.
ENTRATE ED USCITE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
Variazioni
sul periodo corrispondente in percentuale
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
2005 |
2006 |
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim |
I Sem. |
I Sem. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Uscite correnti |
3,9 |
1,5 |
1,6 |
4,3 |
1,8 |
4,9 |
2,7 |
3,3 |
|
Interessi |
4,4 |
5,4 |
-6,1 |
-3,9 |
-6,1 |
-1,2 |
4,9 |
-3,5 |
|
Uscite in conto capitale |
-1,0 |
-0,2 |
11,8 |
7,4 |
-6,9 |
1,1 |
-0,6 |
-2,4 |
|
USCITE TOTALI |
3,5 |
1,4 |
2,4 |
4,5 |
1,1 |
4,6 |
2,4 |
2,9 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Entrate correnti |
3,1 |
0,8 |
3,7 |
2,2 |
6,4 |
10,1 |
1,9 |
8,4 |
|
Entrate in conto capitale |
52,3 |
-86,4 |
240,8 |
-54,5 |
21,2 |
-25,9 |
-70,5 |
1,9 |
|
ENTRATE TOTALI |
3,4 |
-2,6 |
4,7 |
0,9 |
6,5 |
9,9 |
0,1 |
8,3 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISTAT
INDICATORI DI FINANZA PUBBLICA
Valori percentuali
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
2005 |
2006 |
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim |
I Sem. |
I Sem. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
USCITE TOTALI/PIL |
46,9 |
45,9 |
44,5 |
55,1 |
45,8 |
46,3 |
46,4 |
46,1 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
ENTRATE TOTALI/PIL |
39,2 |
43,4 |
41,7 |
51,0 |
40,3 |
46,0 |
41,3 |
43,2 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
INDEBITAMENTO/PIL |
-7,7 |
-2,5 |
-2,8 |
-4,2 |
-5,5 |
-0,3 |
-5,1 |
-2,9 |
|
SALDO PRIMARIO/PIL |
-3,0 |
2,4 |
1,7 |
0,5 |
-1,2 |
4,4 |
-0,2 |
1,7 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO
su dati ISTAT
A questi dati che, seppure meno negativi rispetto a quanto registrato nei periodi più recenti, continuano ad evidenziare una situazione fortemente critica, si associa una evoluzione del debito pubblico in continua e costante crescita con un valore a luglio di poco superiore ai 1.591 miliardi di euro.
Il quadro che emerge presenta peraltro alcune incertezze correlate al carattere strutturale di alcune dinamiche emerse nei mesi più recenti che hanno favorito il miglioramento dei conti pubblici, soprattutto sul versante delle entrate.
D’altra parte è proprio sul versante della finanza pubblica e sugli effetti delle misure contenute all’interno della Legge Finanziaria che si concentrano le maggiori perplessità sulle dinamiche attese nel 2007.
Al di là della reale efficacia sulle grandezze finanziarie delle misure predisposte, una cui valutazione più puntuale potrà essere data solo dopo l’iter parlamentare, vi sono molte preoccupazioni sui possibili effetti sulla crescita.
Il forte sbilanciamento sul versante delle entrate, con un ulteriore aumento della pressione fiscale, rischia, infatti, di produrre effetti negativi soprattutto sul versante della domanda interna per consumi da parte delle famiglie non adeguatamente controbilanciati da un miglioramento della domanda di investimenti da parte delle imprese con un inevitabile impatto negativo sulla finanza pubblica.
A questo si uniscono le preoccupazioni circa le possibili decisioni sul versante della politica monetaria della BCE che potrebbe, con un atteggiamento ulteriormente restrittivo, aggravare la già complessa situazione italiana con un impatto sia sulla finanza pubblica sia sul costo degli investimenti privati.
La Finanziaria 2007: il vero volto della manovra
Il
recente disegno di legge Finanziaria, presentato dal Governo da qualche
settimana e sottoposto all’esame del Parlamento, si articola su una corposa
manovra di politica fiscale, diretta per una parte alla correzione
dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, e per la rimanente
parte sotto forma di misure di sostegno alla crescita e allo sviluppo.
Sul piano
quantitativo, l’entità della manovra è considerevole, si tratta di quasi 35
miliardi di euro, seconda per dimensione solo a quella del 1992.
Con molta
enfasi, il Governo ha sottolineato che questi provvedimenti consentono di
realizzare simultaneamente tre ambiziosi obiettivi: rigore, equità e sviluppo,
reperendo le risorse attraverso un sensibile recupero di efficienza
nell’attività di riscossione dei tributi e destinando buona parte di queste
risorse allo sviluppo.
In
realtà , gli incrementi del gettito tributario e contributivo sono rilevanti.
Le
Maggiori Entrate Della Manovra Nella Finanziaria 2007
(miliardi di euro correnti salvo diversa indicazione)
|
|
Governo |
Banca d’Italia |
Isae |
Conf-commercio |
|
Revisione IRPEF, successioni,
redditi da capitale, etc. |
3,9 |
3,4 |
3,2 |
3,9 |
|
Aumento efficienza entrate
(evasione/elusione, studi di settore, etc.) (1) |
- |
7,7 |
7,8 |
5,3 |
|
EE.LL. (vincolo sui saldi,
compartecipazione IRPEF, imposta di scopo, etc.) (2) |
- |
- |
- |
2,2 |
|
Sanità (compartecipazioni,
aumenti IRAP/IRPEF, etc.) |
1,8 |
0,1 |
0,1 |
1,8 |
|
Aumento aliquote contributive
(artigiani e commercianti, parasubordinati, etc.) |
5,1 |
4,8 |
4,4 |
5,1 |
|
Conferimento all'Inps del TFR
inoptato |
- |
6,0 |
6,0 |
6,0 |
|
Totale prelievi |
10,8 |
22,0 |
21,5 |
24,3 |
|
 Meno: risorse per riduzione cuneo fiscale e
altre minori entrate |
5,5 |
5,3 |
4,7 |
5,5 |
|
PRELIEVO NETTO |
5,3 |
16,7 |
16,8 |
18,8 |
|
|
|
|
|
|
|
Totale risorse al netto cuneo
fiscale |
29,2 |
29,4 |
30,0 |
29,2 |
|
Prelievo netto in % delle
risorse |
18,2 |
56,8 |
55,9 |
64,4 |
|
PIL a prezzi correnti 2007
(3) |
1.510,2 |
1.510,2 |
1.510,2 |
1.510,2 |
|
Prelievo netto in % del PIL
2007 |
0,4 |
1,1 |
1,1 |
1,2 |
|
Pressione fiscale (in % del
PIL) (4) |
41,4 |
42,1 |
42,1 |
42,2 |
(1)
Il dato CONFCOMMERCIO è la stima di 3,3 mld. per studi di settore e 2,0 mld.
come reale recupero evasione/elusione.
(2) I
tagli ai trasferimenti vengono in parte compensati con aumenti della capacitÃ
impositiva degli EE.LL.
(3)
Si è assunto il livello del PIL nominale stimato dal Governo nella RPP 2007.
(4)
La pressione fiscale a seguito della manovra è ottenuta sommando al livello
tendenziale del DPEF 2007 il prelievo netto in % del PIL.
FONTE:
elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati MEF, Banca d’Italia e Isae.
Infatti, diversamente
dallo schema proposto dal Governo, il prelievo netto – cioè escludendo le
risorse destinate alla riduzione del cuneo fiscale – in percentuale delle
risorse nette si attesta in realtà oltre il 64%, a fronte del modesto 18%
emergente dalle ottimistiche prospettive del Governo.
Queste
considerevoli differenze discendono dal fatto che la revisione degli studi di
settore, il contrasto all’elusione e all’evasione e il recupero di base
imponibile, l’incremento delle aliquote contributive, il trasferimento all’Inps
del TFR inoptato vanno classificate come entrate.
Di fatto,
questo comporta che il prelievo complessivo derivante dalla manovra ammonti non
già ai poco meno 11 miliardi di euro segnalati dal Governo, bensì ad
esattamente il doppio, cioè circa 22 miliardi, che arrivano addirittura ad
oltre 24 tenendo conto di quella parte dei mancati trasferimenti agli Enti
locali – per effetto del Nuovo patto di stabilità interno – che si tradurrà in
nuova imposizione di tributi o inasprimento delle aliquote (leggasi ICI, ad
esempio) a livello di Comuni e Province.
Le
conseguenze più evidenti e palesi di questa “riclassificazione†delle entrate
della manovra, vanno lette in un forte incremento della pressione fiscale, che
si riporta molto vicina ai livelli più elevati del trascorso quindicennio,
collocandosi al di sopra del 42% del PIL.
La
Pressione Fiscale In Italia
(in % del PIL)
|
|
Imposte indirette (1) |
Imposte dirette (2) |
Imposte in c/capitale (3) |
Pressione tributaria (4)=(1)+(2)+(3) |
Contributi sociali (5) |
PRESSIONE
FISCALE
CONSOLIDATA (6)=(4)+(5) |
|
1980 |
8,2 |
9,3 |
0,1 |
17,6 |
13,8 |
31,4 |
|
1981 |
7,7 |
10,1 |
0,1 |
17,9 |
13,2 |
31,1 |
|
1982 |
8,5 |
11,4 |
0,5 |
20,4 |
13,7 |
34,1 |
|
1983 |
9,0 |
11,9 |
1,1 |
22,0 |
14,3 |
36,3 |
|
1984 |
9,0 |
12,0 |
0,4 |
21,4 |
13,5 |
34,9 |
|
1985 |
8,8 |
12,2 |
0,1 |
21,1 |
13,5 |
34,6 |
|
1986 |
9,0 |
12,3 |
0,1 |
21,4 |
13,6 |
35,0 |
|
1987 |
9,2 |
12,5 |
0,1 |
21,8 |
13,6 |
35,4 |
|
1988 |
10,0 |
12,9 |
0,1 |
23,0 |
13,6 |
36,6 |
|
1989 |
10,1 |
13,5 |
0,2 |
23,8 |
13,5 |
37,3 |
|
1990 |
10,3 |
13,8 |
0,1 |
24,2 |
14,1 |
38,3 |
|
1991 |
10,8 |
14,0 |
0,2 |
25,0 |
14,4 |
39,4 |
|
1992 |
11,0 |
14,3 |
1,9 |
27,2 |
14,7 |
41,9 |
|
1993 |
11,7 |
15,7 |
0,7 |
28,1 |
14,8 |
42,9 |
|
1994 |
11,5 |
14,6 |
0,1 |
26,2 |
14,6 |
40,8 |
|
1995 |
11,7 |
14,5 |
0,6 |
26,8 |
14,4 |
41,2 |
|
1996 |
11,5 |
15,1 |
0,3 |
26,9 |
14,7 |
41,6 |
|
1997 |
12,2 |
15,8 |
0,7 |
28,7 |
15,0 |
43,7 |
|
1998 |
15,0 |
14,3 |
0,4 |
29,7 |
12,6 |
42,3 |
|
1999 |
14,9 |
14,9 |
0,1 |
29,9 |
12,5 |
42,4 |
|
2000 |
14,7 |
14,4 |
0,1 |
29,2 |
12,4 |
41,6 |
|
2001 |
14,2 |
14,7 |
0,1 |
29,0 |
12,3 |
41,3 |
|
2002 |
14,2 |
13,9 |
0,2 |
28,3 |
12,5 |
40,8 |
|
2003 |
14,0 |
13,4 |
1,3 |
28,7 |
12,7 |
41,4 |
|
2004 |
14,1 |
13,3 |
0,6 |
28,0 |
12,7 |
40,7 |
|
2005 |
14,3 |
13,4 |
0,1 |
27,8 |
12,8 |
40,6 |
|
2006 |
14,3 |
13,9 |
0,4 |
28,6 |
12,8 |
41,4 |
|
2007 |
14,4 |
14,2 |
0,3 |
28,9 |
13,4 |
42,3(*) |
(*) Il dato di pressione fiscale 2007 differisce da quello
della tabella precedente per via degli arrotondamenti.
FONTE: ISTAT, Conto delle A.P. 1980-2005, e Banca d’Italia
e Isae per gli anni successivi al 2005.
La manovra avrà ,
dunque, effetti depressivi sull’economia, stante l’incremento secco in un solo
anno, cioè tra il 2006 ed il 2007, di oltre un punto percentuale di PIL della
pressione fiscale.
Infatti, analizzando la previsione di crescita per il prossimo anno, così come delineata nella Relazione Previsionale e Programmatica 2007, appare evidente che, a fronte di uno sforzo volto al reperimento di oltre 19 miliardi di euro da destinare allo sviluppo, l’incremento del PIL si attesti appena all’1,3%.
È pur sempre una
misura superiore alla media annua dei primi anni duemila, ma comunque meno
della metà della crescita USA e lontana anche dalla media dell’eurozona, al di
sopra del 2%, come pure da quella di importanti partner come Francia e Regno
Unito.
Appare
quanto meno paradossale, che pur in presenza di una robusta manovra di
sostegno, la crescita risulti inferiore a quella dell’1,6-1,7% stimata per
l’anno in corso, legata esclusivamente alla ripresa internazionale e ad un
confronto statistico favorevole con il 2005, anno di incremento nullo del
prodotto.
Altrettanto
fiacca o, comunque, insufficiente risulta per il 2007 la dinamica della domanda
interna, il cui contributo alla crescita è soltanto dell’1,1%, derivando il
rimanente 0,2% dalle esportazioni nette.
I consumi
della famiglie procedono ad un tasso d’incremento dell’1,2% e gli investimenti
fissi lordi, quindi comprensivi degli ammortamenti per la sostituzione del
capitale, si attestano su una dinamica del solo 2,3%, insufficiente a risolvere
il vero e primario problema dell’economia italiana, cioè il basso livello di
produttività .
Né le
cose sembrano migliorare di molto nell’orizzonte previsivo di medio periodo
(2008-2011), con una crescita media annua del Pil di circa l’1,6%, una dinamica
di consumi e investimenti che in termini di tasso medio annuo si accresce di
alcuni decimi di punto ed un contributo della domanda estera netta, cioè del
saldo della bilancia commerciale, che resta pari a zero in tutto il periodo
considerato.
Sul
fronte poi del sostegno alle famiglie e del perseguimento dell’equitÃ
redistributiva, si sottolinea la modestia dell’efficacia dei provvedimenti
previsti in Finanziaria, come rilevato anche da Bankitalia e Isae.