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Roma, 28.06.2006
Necessarie misure urgenti del
Governo per contenere le spinte inflazionistiche
La corsa
senza tregua dei prezzi alla produzione dei prodotti energetici, che fa segnare
al comparto una crescita del 23,1% in termini tendenziali e di quasi il 19%
nella media relativa ai dodici mesi, è un segnale allarmante: è il commento del
Centro Studi Confcommercio sui dati Istat sui prezzi alla produzione.
La
variazione congiunturale di maggio per prodotti petroliferi raffinati e per
energia elettrica, gas e acqua supera infatti l’1%, portando così il dato
tendenziale dell’indice generale al +6,6% rispetto al 2005.
Preoccupante
–continua la nota- anche il rialzo che sta interessando i beni intermedi (+4,5%
tendenziale), a causa dell’incremento dei prezzi delle materie prime sui
mercati internazionali, che rischiano di aggravare la crisi produttiva della
nostra economia. Restano, di conseguenza, le incognite sulla ripresa della
domanda interna per consumi, a causa dell’impatto sui redditi delle famiglie
derivante da alcune voci rigide di spesa, come quelle per energia, gas e acqua,
in crescita tendenziale del 23,7% e dei prodotti petroliferi raffinati
(carburanti e combustibili), cresciuti del 21,7% rispetto a maggio 2005.
E’
necessario - conclude il Centro Studi - che il Governo intervenga urgentemente
con misure efficaci per contenere l’impatto inflazionistico della variabile
energetica, sia con provvedimenti di natura congiunturale, collegati ad esempio
alla sterilizzazione dell’IVA su carburanti e combustibili, sia con azioni di
tipo strutturale collegate alla diversificazione delle fonti energetiche e alla
riduzione della dipendenza dalle importazioni di greggio.