220/11
Roma,
4.11.2011
A settembre negativi quasi tutti i segmenti di spesa
Indicatore Consumi Confcommercio: esaurita la fase di
recupero delle famiglie
A settembre 2011, nonostante
l’aumento dell’1,1% in termini tendenziali, l’Indicatore dei Consumi Confcommercio
(ICC) registra rispetto ad agosto una contrazione dello 0,1% (tab. 3),
evidenziando il probabile esaurimento della fase di recupero dei consumi delle
famiglie che aveva raggiunto il picco nei mesi estivi del 2011. Pertanto, anche
alla luce del generale peggioramento di tutti i principali indicatori economici
quantitativi e qualitativi, la buona tenuta dei consumi delle famiglie appare
destinata a modificarsi in senso peggiorativo, visto che i consumi reagiscono
con inerzia agli impulsi che si generano tanto sul versante occupazionale
quanto su quello del sentiment.
Stando alle stime di Confindustria
la produzione industriale, dopo la forte crescita di agosto, dovrebbe aver
registrato a settembre un ridimensionamento associato ad una contrazione degli
ordini. Questi dati sono in linea con l’ulteriore deterioramento del clima di
fiducia delle imprese nel mese registrato ad ottobre.
Elementi di difficoltà sembrano
emergere anche sul versante del mercato del lavoro. Dopo alcuni mesi
caratterizzati dal graduale recupero dei livelli occupazionali e dal
ridimensionamento del tasso di disoccupazione, a settembre si è registrato un
peggioramento. Rispetto ad agosto, gli occupati sono diminuiti di 86 mila unita
a fronte di un aumento di 76 mila unità dei disoccupati. Queste dinamiche hanno
portato il tasso di disoccupazione all’8,3% (8,0% ad agosto) con un deciso
peggioramento per la componente giovanile: il tasso di disoccupazione per i
giovani tra i 15 ed i 24 anni è salito dal 28% di agosto al 29,3% di settembre.
Le difficoltà al momento sembrano
interessare principalmente quei segmenti della forza lavoro che si affacciano
per la prima volta sul mercato mentre chi è già inserito nel processo
produttivo ne risente in misura più contenuta, come segnala l’ulteriore
riduzione a settembre delle ore autorizzate di CIG, in tutte le sue componenti.
Va comunque sottolineato come le ore complessivamente autorizzate tra gennaio e
settembre 2011 siano ancora superiori a quelle dell’analogo periodo del 2009.
Fig.
1
Fonte:
elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
La dinamica tendenziale dell’ICC
di settembre (tab. 2) riflette un aumento sia della domanda relativa ai servizi
(+2,7%) sia della spesa per i beni (+0,5%).
Fig 2
Fonte:
elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
In un
contesto che ha mostrato, in termini tendenziali, una diminuzione per quasi
tutti i segmenti di spesa, un’evoluzione particolarmente favorevole continua ad
interessare il comparto relativo ai beni e servizi per le comunicazioni (+11,7%
rispetto a settembre del 2010). Tale andamento è determinato quasi
esclusivamente dalla componente relativa ai beni per l’ICT domestico, la cui
domanda è favorita, oltre che dall’introduzione di nuovi prodotti, dalla
sostenuta tendenza alla riduzione dei prezzi.
In
significativo ridimensionamento è risultato l’andamento dei volumi acquistati
dalle famiglie per i prodotti di abbigliamento e le calzature (-3,9%), beni per
i quali, sulla base delle correzioni introdotte dal lato dei prezzi per
attenuare le distorsioni derivanti dalla diversa modalità di rilevazione
rispetto al 2010, il 2011 si profila come un anno particolarmente negativo.
Relativamente
alla mobilità, dopo il miglioramento registrato ad agosto, a settembre è
ripresa la fase di contrazione della domanda. Sul dato ha influito l’andamento
negativo degli acquisti di autovetture e motocicli da parte dei privati
confermando i timori espressi il mese precedente sulla effettiva ripresa di
questo importante segmento dei consumi.
La
domanda per beni e servizi ricreativi ha mostrato a settembre, dopo sette mesi
di progressiva crescita, una diminuzione in termini tendenziali dell’1,3%. Sul
dato ha pesato la netta diminuzione della domanda di beni considerati
nell’aggregato, attenuata solo in parte dal permanere di una dinamica
particolarmente sostenuta della spesa per i giochi e le lotterie.
Situazioni
di diffusa criticità continuano ad interessare anche i consumi alimentari.
TAB.
1 - DINAMICA DELL’ICC IN VALORE - VARIAZIONI TENDENZIALI
Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
TAB. 2
- DINAMICA DELL’ICC IN QUANTITA’ - VARIAZIONI TENDENZIALI
Fonte:
elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
I dati
destagionalizzati e corretti per i valori erratici mostrano a settembre una diminuzione
dell’ICC dello 0,1%, evidenziando una tendenza al progressivo indebolimento
della domanda (tab. 3). Questa tendenza, se confermata nei prossimi mesi,
potrebbe ad individuare nei mesi estivi del 2011 il picco della fase di
recupero dei consumi delle famiglie. Tale evoluzione non ha comunque permesso
di tornare sui livelli raggiunti nei mesi finali del 2007 (fig. 2).
In
particolare, nel mese di settembre si registra una diminuzione della domanda
per i beni (-0,3%) e un miglioramento dei consumi di servizi.
Tra i
diversi aggregati si segnala l’ulteriore regresso, in termini congiunturali,
della domanda per i beni e servizi per la mobilità, elemento che porta a
ritenere come il dato di agosto abbia rappresentato un episodio e non
un’inversione della tendenza al contenimento della domanda che ormai da tempo
caratterizza questo segmento.
Sulla
base delle stime provvisorie, la diminuzione più significativa, in termini
congiunturali, ha interessato i beni ed i servizi ricreativi.
TAB. 3
- ICC IN QUANTITA’ - VARIAZIONI CONGIUNTURALI (DATI DESTAGIONALIZZATI)
Fonte:
elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse
variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di
novembre si stima una variazione congiunturale dello 0,1% dell’indice dei
prezzi al consumo, dato che porterebbe ad una stabilizzazione del tasso
d’inflazione tendenziale sul valore del 3,4% raggiunto in ottobre. Gli aumenti
dei prezzi registrati ad ottobre, derivanti anche dall’esplicarsi degli effetti
derivanti dall’aumento dell’IVA, hanno determinato una contenuta revisione
della stima per il 2011 dal 2,7% al 2,8%.
TAB. 4
- STIMA DELL'INFLAZIONE
(*) Tra parentesi le forecast del mese
precedente
(**) Previsioni
Fonte: Istat e previsioni ufficio studi
Confcommercio
PRODOTTI E SERVIZI CONSIDERATI
Beni e servizi ricreativi
|
Servizi postali |
|
Cinema, sport e altri spettacoli |
Servizi per le comunicazioni |
|
Concorsi e pronostici |
Beni e servizi per la cura
della persona
|
|
Cartoleria, libri, giornali e riviste |
Sanità |
|
Compact disk, supporti magnetici audio, video e |
Prodotti farmaceutici e terapeutici |
|
strumenti musicali |
Prodotti di profumeria e cura della persona |
|
Giochi, giocattoli, articoli per lo sport ed il
campeggio |
Abbigliamento e calzature
|
|
Altri prodotti |
Abbigliamento, pellicce e pelli per pellicceria |
Alberghi, pasti e consumazioni
fuori casa
|
Calzature, articoli in pelle e da viaggio |
|
Alberghi |
Beni e servizi per la casa
|
|
Pubblici esercizi |
Affitti |
Beni e servizi per la mobilità
|
Energia elettrica |
|
Motocicli |
Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa |
|
Automobili |
Elettrodomestici, radio, tv, registratori |
|
Carburanti |
Generi casalinghi durevoli e non durevoli |
|
Pedaggi |
Utensileria per la casa e ferramenta |
|
Trasporti aerei |
Alimentari, bevande e tabacchi
|
Beni e servizi per la
comunicazione
|
Alimentari e bevande |
|
Telecomunicazioni, telefonia e dotazioni per
l’informatica |
Tabacchi |
|
Foto-ottica e pellicole |
|
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|
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FONTI: AISCAT,
AAMS, ANCMA, ASSAEROPORTI, FEDERALBERGHI, FIPE, FIT, ISTAT, MINISTERO DELLO
SVILUPPO ECONOMICO, SIAE, SITA, TERNA, UNRAE. |
|
CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che
Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che
sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle
famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.
Per
raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da
istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse
indagini congiunturali condotte dall’ISTAT.
I
gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 30 pari, nell’anno
2010, al 58,2% del valore dei consumi effettuati sul territorio. Escludendo le
spese relative ai fitti imputati la rappresentatività sale, sempre nel 2010 al
67,1%. Per i servizi l’incidenza è del 34,0%, dato che sale al 46,0% escludendo
i fitti figurativi dal totale dei servizi di Contabilità Nazionale. Per i beni
l’incidenza è dell’83,5%.
Tra il
2000 e il 2010 la variazione in quantità registrata dal paniere di beni e
servizi utilizzati in CONSUMI & PREZZI è del
6,5% a fronte del 3,2% rilevato sulla base dei consumi sul territorio di
Contabilità nazionale. Nell’ultimo biennio le variazioni sono risultate pari
rispettivamente a –0,6% ed a –1,0%.
La
banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei
livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di
prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all’interpolazione
dei dati mancanti.
La
base per i livelli in volume è rappresentata dall’anno 2000. Come indici di
prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC riportato a base
2000. Per l’abbigliamento e le calzature le serie elementari sono deflazionate
con l’IPCA riportato a base 2000.
Le
serie sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS.
Per
ulteriori informazioni sulla metodologia di costruzione dell’ICC si rimanda
alla nota pubblicata il 28 marzo 2011. Per la metodologia di stima dell’indice
dei prezzi si rimanda alla nota pubblicata il 6 settembre 2011 (www.confcommercio.it/home/Centro-stu/index.htm)
PROSSIMA USCITA: 2 dicembre 2011