27/2011
Roma, 9 febbraio 2011
Giorgio Guerrini,
Presidente di Rete Imprese Italia, su misure anti-crisi: «'Scossa' non basta. L'impegno
del Governo per le Pmi sia a corrente costante. Per riagganciare la ripresa
servono subito misure concrete»
“Apprezziamo la volontà del Governo di imprimere una scossa
all’economia Chiediamo sia un impegno a più alto voltaggio e a corrente
costante. La crisi non è passata e il fattore tempo è decisivo per consentire
agli imprenditori di cogliere i primi segnali della ripresa. Per questo servono
misure immediatamente e concretamente spendibili dalle imprese”. Così Giorgio
Guerrini, presidente di Rete Imprese Italia (Confartigianato, CNA,
Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti), commenta i provvedimenti approvati
oggi dal Consiglio dei Ministri.
“Ci auguriamo – sottolinea Guerrini - che i provvedimenti varati
oggi siano il preludio di un impegno assiduo per offrire risposte adeguate alle
aspettative delle imprese”. A questo proposito, il Presidente di Rete Imprese
Italia dà giudizio positivo sulla razionalizzazione e semplificazione che
caratterizzano la riforma degli incentivi. “Ma – aggiunge Guerrini - per
evitare che la riforma rimanga una bella cornice vuota va riempita delle
risorse indispensabili a rimettere in moto l’attività delle imprese”.
Alte le aspettative di Rete Imprese Italia anche sul rilancio del
Piano casa e del Piano per il Sud. “Sull’attuazione concreta di questi impegni
si gioca il futuro di migliaia di piccole imprese italiane”.
Analoga sollecitazione da Guerrini per quanto riguarda le riforme
per la libertà d’iniziativa economica, l’efficienza e l’efficacia dell’azione
della Pa, la sussidiarietà. “Principi sacrosanti. Ma in attesa delle modifiche
costituzionali, perché non rendere concretamente utilizzabili novità che già
esistono, come ad esempio la Scia, e che semplificano l’avvio dell’attività
d’impresa secondo il principio dei controlli ex post? E bisognerebbe anche
evitare di introdurre nuove norme inutilmente costose e farraginose che non
fanno altro che complicare la vita degli imprenditori. Altrimenti non
riusciremo mai a svuotare il mare della burocrazia in cui gli imprenditori
rischiano di annegare”.