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Roma, 11.02.2011
Aumenta la
domanda di credito ma resta il nodo del costo dei finanziamenti.
OSSERVATORIO SUL CREDITO NEL IV TRIMESTRE 2010:
ANCORA IN DIFFICOLTA’ UN’IMPRESA SU DUE
Analogamente al terzo
trimestre, anche nell’ultimo trimestre dell’anno appena concluso quasi
un’impresa su due (il 48,9%) segnala difficoltà o non riesce a far fronte al
proprio fabbisogno finanziario. E se dalla domanda di credito è possibile
cogliere qualche segnale di vitalità con quasi il 26% delle imprese che si sono
rivolte al sistema bancario per ottenere un finanziamento (il 3% in più
rispetto al trimestre precedente), quasi un quarto di imprese - il dato più
alto da due anni a questa parte - ha ottenuto un importo inferiore a quello
richiesto o addirittura si è vista rifiutare del tutto la richiesta del
finanziamento. In deciso peggioramento, infine, la percezione da parte delle
imprese circa i costi dell’offerta di credito da parte delle banche: aumentano,
infatti, il costo dei finanziamenti, quello delle altre condizioni e quello dei
servizi bancari.
Questi, in sintesi, i
principali risultati che emergono dall’Osservatorio sul credito per le imprese
del commercio, del turismo e dei servizi nel quarto trimestre del 2010
realizzato da Confcommercio-Imprese per l’Italia in collaborazione con Format
Ricerche di Mercato.
L’analisi del fabbisogno finanziario delle imprese
del commercio, del turismo e dei servizi è stata effettuata verificando nel
quarto trimestre 2010 la percentuale delle imprese che hanno dichiarato di
essere riuscite a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario (che sono
risultate il 51,1%), le imprese che hanno dichiarato di esservi riuscite, ma
con qualche difficoltà (39,7%), e le imprese che hanno dichiarato di non essere
riuscite a farvi fronte (9,2%). L’indicatore congiunturale del quarto trimestre
2010 è risultato pari a +2,2, facendo segnare una lieve diminuzione rispetto al
trimestre precedente, quando era risultato pari al +3,1.
La previsione delle imprese per i primi tre mesi
del 2011 è leggermente migliorativa. L’indicatore è risultato, infatti, pari a
+2,3, contro il precedente -1,4.
A rivelarsi meno in grado di fare fronte al proprio
fabbisogno finanziario nel trimestre, ossia le imprese più in difficoltà, sono
risultate le microimprese (1-9 addetti), operative nel settore del commercio,
residenti nel Sud Italia.
Le imprese che più delle altre sono riuscite al
contrario a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario, senza manifestare
alcun genere di difficoltà, sono state le medie e le grandi imprese, operative
nel settore dei servizi, residenti nelle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est
del nostro paese.
Il quarto trimestre del 2010 segnala, rispetto ai
trimestri precedenti, un’inversione di tendenza riguardo la percentuale delle
imprese che si sono rivolte al sistema bancario per ottenere un finanziamento.
Il 25,7% delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi ha dichiarato
di essersi rivolto alla propria banca per chiedere un fido o per rinegoziare un
fido esistente, il trimestre precedente tale percentuale era risultata pari al
22,5%, e quello ancora prima era risultata pari al 22,3%. Bisogna risalire al
quarto trimestre del 2009 per riscontrare una percentuale di richieste di
finanziamento simile a quella riscontrata al termine del 2010.
Le imprese che hanno chiesto un finanziamento,
segnalando un rinnovato dinamismo rispetto al passato, prevalgono nelle regioni
del Nord-Ovest e del Nord-Est, mentre al contrario al di sotto della media sono
risultate quelle residenti nelle regioni del Meridione.
Nell’ambito della percentuale delle imprese che
hanno chiesto un finanziamento (Fig. 1), il 58,5% ha visto accogliere la
propria domanda di credito con un ammontare pari o superiore rispetto a quello
richiesto, il 20,6% delle imprese ha visto accogliere la propria domanda, ma
con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto, il 4,0% ha visto
respingere la propria domanda di credito. Le imprese che al momento dell’intervista
risultavano ancora in attesa di una risposta da parte della propria banca erano
il 6,4% mentre quelle che hanno affermato di essere intenzionate a fare
richiesta di credito il prossimo trimestre sono risultate il 10,5%.
La cosiddetta “area di stabilità e/o allentamento”,
restituita dalla percentuale delle imprese che hanno visto accordarsi il
finanziamento con un ammontare pari o superiore rispetto a quello richiesto, si
abbassa quindi leggermente passando dal 59,4% del passato trimestre al 58,5%
dell’ultimo trimestre dell’anno. Leggermente più alta di converso la cosiddetta
“area dell’irrigidimento”, restituita dalla somma delle percentuali di imprese
che hanno visto accordarsi il credito ma con un ammontare inferiore rispetto a
quello richiesto o alle quali il credito non è stato concesso proprio, passando
dal 23,9% del terzo trimestre del 2010 al 24,6% del quarto trimestre.
Fig. 1 – Percentuali* di imprese che hanno chiesto un
credito al sistema bancario nel quarto trimestre 2010.
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*Valori calcolati facendo =100 le imprese che nei trimestri
considerati hanno chiesto un fido o hanno chiesto di rinegoziare un fido
esistente. (Irrigidimento = richiesta accolta con ammontare inferiore +
richiesta non accolta).
Fonte:
indagine Confcommercio-Format
Il costo del credito è stato analizzato in funzione
dei seguenti indicatori:
Con il concetto di “costo dei finanziamenti” si
intende il “tasso di interesse” dei finanziamenti resi disponibili dalle banche
alle imprese.
Aumenta nel quarto trimestre del 2010 il costo dei
finanziamenti resi disponibili dalle banche per le imprese del terziario.
L’indicatore congiunturale è risultato pari infatti a -17,1 rispetto al -14,6
del terzo trimestre.
E’ interessante notare come il peggioramento della
situazione relativa al costo dei finanziamenti è stato segnalato in prevalenza
dalle medie e grandi imprese.
Con il concetto di “altre condizioni” si intendono,
a titolo di esempio, la valuta, il costo dei servizi accessori, e così via,
associati ai finanziamenti concessi alle imprese.
Aumenta nel quarto trimestre del 2010 il costo
delle cosiddette “altre condizioni” (oltre il tasso di interesse) applicate
dalle banche ai finanziamenti concessi alle imprese del terziario, passando
l’indicatore congiunturale dal precedente -12,7 a -14,1.
Sostanzialmente stabile, se non in leggera
diminuzione, al termine del 2010, la situazione per quanto concerne le garanzie
chieste dalle banche alle imprese del commercio, del turismo e dei servizi a
copertura dei finanziamenti concessi, avendo fatto registrare un saldo pari a
-11,8, assai simile al precedente -12,8.
I finanziamenti sono stati garantiti dalle imprese
del terziario nei modi indicati di seguito:
Rispetto al periodo precedente crescono le
percentuali delle imprese che a garanzia dei finanziamenti hanno fatto ricorso
a soggetti “terzi” (diversi dai Confidi) ed ai Confidi, mentre diminuiscono le
percentuali delle imprese che hanno fatto ricorso a “garanzie reali” messe a
disposizione da parte delle imprese stesse.
Si mette in evidenza che nei mesi di ottobre,
novembre e dicembre del 2010 è risultata in aumento la percentuale delle
imprese che non ha dovuto fare ricorso ad alcuna forma di garanzia a copertura
dei finanziamenti ricevuti. Tale percentuale è risultata pari al 14,7%, mentre
era risultata pari al 10,6% nel trimestre precedente.
L’analisi dei cosiddetti “costi dei servizi
bancari” (es. tenuta conto, emissione disposizioni, pagamento effetti,
movimenti di titoli, ecc.) mostra un deciso peggioramento al termine del 2010.
L’indicatore congiunturale ha fatto registrare un saldo pari a -21,9, ben
superiore rispetto al precedente -10,4. In percentuale ben il 23,1% delle
imprese del terziario ha affermato che la situazione del costo dei servizi
bancari è peggiorata nel quarto trimestre del 2010 rispetto al trimestre
precedente. Il 75,8% ha affermato che la situazione è rimasta sostanzialmente
invariata, mentre un esiguo 1,1% ha affermato che la situazione del costo dei
servizi bancari è migliorata.
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L’Osservatorio sul Credito Confcommercio
è basato su un’indagine continuativa a cadenza trimestrale, effettuata
dall’Istituto di ricerca Format Srl, tramite interviste telefoniche (sistema
CATI), su un campione nazionale rappresentativo dell’universo delle imprese del
commercio, del turismo e dei servizi, stratificato in funzione delle aree
geografiche di residenza delle imprese: Italia Nord-Ovest, Italia Nord-Est,
Italia Centro, Italia Sud e Isole. Nota
informativa completa www.agcom.it.