
34/2011
Roma, 23 febbraio 2011
Small Business Act
Giorgio Guerrini, presidente di
Rete Imprese Italia: “Trasformare i principi dello SBA in direttive per rapida
attuazione nei paesi Ue”
“Lo Small Business Act è una grande opportunità per le piccole e medie
imprese italiane e per questo ne sollecitiamo la rapida attuazione”.
Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia (Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio,
Confesercenti) considera particolarmente significativa la scelta del Vice Presidente
della Commissione Europea On. Antonio Tajani di presentare la revisione dello
Small business Act proprio in Italia.
“Il nostro – fa rilevare Guerrini - è il Paese che, nell’Ocse, vanta il più alto
numero di piccole e medie imprese, 4.231.900, pari al 94,7% del totale delle
aziende italiane, che impiegano il 58,5% della forza lavoro e contribuiscono al
60% della ricchezza prodotta nel Paese”.
“Ci aspettiamo – sottolinea il
Presidente Guerrini - che la linea-guida dello Small Business Act, ‘Pensare innanzitutto
al piccolo’, si traduca presto in realtà. Per questo chiediamo alle istituzioni
europee di attribuire ai contenuti dello Small Business Act il valore cogente
di Direttive affinché gli Stati membri siano obbligati ad attuarli. Un esempio
di questa prassi è la Direttiva Ue sulla lotta contro i ritardi di pagamento,
pubblicata proprio oggi sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue e che ci auguriamo sia
presto attuata in Italia. Bisogna passare rapidamente dagli impegni ai
fatti, soprattutto per quanto riguarda l’applicazione del principio della
proporzionalità al fine di costruire norme a misura di piccole imprese”.
Il Presidente Guerrini sottolinea che “l’Italia è stata
tra i primi Paesi in Europa a recepire i principi dello Small Business Act. Ora
– aggiunge Guerrini - attendiamo segnali concreti della volontà del Governo e
del Parlamento di porre le piccole e medie imprese al centro dell’iniziativa
politica e delle strategie di sviluppo del Paese. Per
questo si deve anche accelerare l’approvazione in Parlamento dello Statuto
delle imprese che contiene misure per valorizzare la libera iniziativa,
l’assunzione del rischio, l’innovazione e per liberare le imprese da costi e
vincoli che ne comprimono le potenzialità”.