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Roma, 01.03.11
Era atteso l’aumento
dell’inflazione, migliora Pil ma si riducono gli occupati
“L’aumento
del tasso d’inflazione registrato dall’Istat per il mese di febbraio era atteso
per effetto delle acute e diffuse tensioni rialziste sui prezzi delle materie,
che comunque tendono a trasmettersi al consumo in modo smussato e con qualche
mese di ritardo. A conferma di ciò, l’indice di prezzi al consumo mostra incrementi
congiunturali concentrati sulle aree di spesa più impattate dal costo delle
materie prime petrolifere (combustibili e riscaldamento, trasporti). E’ il
commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio al dato Istat di oggi.
Il
fenomeno è comune a tutti i paesi europei dove l’indice armonizzato mostra un
incremento del 2,4%, contro il +2,1% dell’Italia che, dunque, sembra assorbire
relativamente bene gli impulsi provenienti dall’esterno.
Il contesto economico italiano - aggiunge ancora l’Ufficio
Studi - permane debole, nonostante il dato Istat sul Pil del 2010 sia superiore
alle previsioni e pari al +1,3% in termini reali (il dato va interpretato alla
luce della contestuale revisione al ribasso della crescita del Pil per il 2009,
da –5% a –5,2%). Inoltre le difficoltà di questo inizio 2011 sono testimoniate
dall’ulteriore riduzione del numero di occupati registrata a gennaio (-83mila
unità) che segue il calo di dicembre 2010 rispetto a novembre. Continua a
crescere il tasso di disoccupazione giovanile (ancora un record al 29,4%),
nonostante la stabilizzazione del tasso di disoccupazione complessivo (8,6%).