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45/2011
Roma, 3 marzo 2011
COMUNICATO STAMPA
ENERGIE RINNOVABILI
Giorgio
Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia:
“Peggiorative le modifiche approvate dal Governo.
Incertezza
per le imprese”
Rete
Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e
Confesercenti) giudica peggiorative, rispetto al testo discusso in sede
tecnica, le modifiche apportate al decreto legislativo di recepimento della
direttiva 2009/28 sulle fonti rinnovabili approvate oggi in Consiglio dei
Ministri.
“L’eliminazione
del tetto degli 8.000 MW – dichiara il Presidente Guerrini - non risolve il
problema. Si sostituisce semplicemente il limite della potenza incentivabile
con la scadenza del Conto energia prevista il 30 maggio”.
Secondo
Guerrini “è inammissibile che si preveda la revisione del terzo Conto Energia,
approvato con un decreto in vigore da appena due mesi, determinando il
blocco degli incentivi a partire dal 1° giugno 2011. Gli impianti che
saranno collegati in rete dopo tale data saranno incentivati da una nuova
formulazione del Conto Energia che il Ministero emanerà entro il 30 aprile”.
“In tal
modo – osserva Guerrini – si crea una situazione di grave incertezza e
confusione per le imprese che hanno investito nel settore delle rinnovabili in
base alle tariffe incentivanti del terzo Conto Energia”.
Secondo
Guerrini, il decreto approvato oggi contiene un’ulteriore criticità: il
Ministero dovrà determinare un limite annuale di potenza elettrica cumulativa
degli impianti fotovoltaici che possono ottenere le tariffe incentivanti. “Le
imprese quindi – sostiene Guerrini - non potranno effettuare investimenti di
lunga durata, non conoscendo i parametri economici incentivanti”.
Il
Presidente di Rete Imprese Italia esprime perplessità anche sulle norme riguardanti
la qualificazione degli operatori che operano nel settore delle rinnovabili.
A
giudizio di Guerrini “il fatto che l'attuale normativa non sia stata in grado
di evitare speculazioni non giustifica il blocco improvviso di un sistema che
ha creato benefici economici e occupazionali per il Paese. E’
indispensabile che l’attuale sistema di incentivi resti in vigore per i 14 mesi
previsti dall'attuale decreto e che la nuova riformulazione non sia
penalizzante per gli investimenti in corso. Bisogna ridefinire i meccanismi
incentivanti in favore dei piccoli impianti, intervenendo in modo deciso contro
la speculazione che si è realizzata in questi ultimi anni in tale settore”.