71/2011
Roma, 19 aprile 2011
comunicato stampa
Documento
di economia e finanza
Rete Imprese Italia: “Realistico ma troppo
debole
nelle azioni per lo sviluppo”
“Se il pregio
principale del Documento di Economia e Finanza è il realismo delle prospettive
tracciate, il suo limite consiste nella mancata progettazione di azioni più
incisive sullo sviluppo del Paese”.
Questo,
in sintesi, il giudizio sul Documento di Economia e Finanza espresso oggi da
Rete Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio,
Confesercenti), in occasione dell’Audizione alle Commissioni congiunte Bilancio
di Senato e Camera.
Il
Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, intervenuto
all’Audizione in rappresentanza di Rete Imprese Italia, pur condividendo e
apprezzando chiarezza e rigore del DEF per garantire il pareggio di bilancio
per il 2014, ha invitato il Governo a mettere in campo gli interventi necessari
per
rilanciare la competitività del Paese e sostenere lo sviluppo delle imprese. Il
primo fronte di interventi sollecitati da Rete Imprese Italia riguarda la
correzione dei conti pubblici da attuare riducendo i costi della politica e la
spesa corrente della PA, valorizzando la sussidiarietà e semplificando il
carico di adempimenti amministrativi sulle imprese con interventi più
coraggiosi e di impatto immediato.
Sul
versante del fisco, Rete Imprese Italia chiede l’attuazione di un federalismo che
responsabilizzi i livelli di governo locale senza aumentare il carico
tributario, un più ampio progetto di riforma fiscale
che porti alla riduzione del prelievo sul lavoro e sulle imprese e potenzi gli
incentivi per ricerca e innovazione, una drastica semplificazione del carico di
burocrazia fiscale.
Per
rilanciare la competitività delle imprese, Rete Imprese Italia considera anche
necessari la modernizzazione delle infrastrutture, interventi di
liberalizzazione dei servizi pubblici e dei settori protetti, azioni in difesa
delle imprese costrette a fronteggiare condizioni di illegalità.
In tema di mercato
del lavoro, Fumagalli ha sottolineato l’importanza di un sistema contrattuale
innovativo che valorizzi la bilateralità e la contrattazione decentrata e ha
sollecitato riforme più incisive e coraggiose per eliminare le rigidità e per
spostare l’asse degli interventi da politiche passive di stampo assistenziale a
politiche attive di sostegno per chi cerca un’occupazione. Rete Imprese Italia
sollecita tagli anche alla tassazione sul lavoro che è arrivata a livelli
intollerabili e rappresenta un freno alla competitività delle imprese. Inoltre,
chiede di affrontare con urgenza la questione del mantenimento del livello di
competenze e conoscenze di imprese e lavoratori. A questo proposito, Fumagalli
ha auspicato che la riforma dell’apprendistato valorizzi l’impresa come luogo
formativo, riconoscendone il valore educativo di trasmissione di saperi
connessi ai processi lavorativi. Per evitare il rischio di un uso marginale
dell’apprendistato, secondo Fumagalli c’è bisogno di rilanciare e reinvestire
sul raccordo scuola-lavoro-impresa.
Apprezzabili, a
giudizio di Rete Imprese Italia, gli interventi sulla riforma pensionistica ma
occorre un sostegno maggiore alla
previdenza complementare.