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Roma, 6.10.2011
INDICATORE
CONSUMI CONFCOMMERCIO
L’indicatore dei Consumi
Confcommercio (ICC) segnala ad agosto 2011 un aumento dell’1,7% in termini
tendenziali (tab. 2). Il dato relativo al confronto con l’analogo mese del 2010
va letto con estrema cautela in quanto condizionato da una serie di fattori che
hanno contribuito ad amplificare la crescita su base tendenziale. In termini
congiunturali, l’indicatore mostra, invece, una netta contrazione con una
flessione dell’1,5% rispetto a luglio (tab. 3), interrompendo la tendenza al
graduale recupero dei livelli di consumo in atto da alcuni mesi. La riduzione
dei consumi di agosto rispetto a luglio influenza negativamente la media mobile
destagionalizzata a tre mesi (fig. 2).
Il dato congiunturale si inserisce
in un contesto nel quale i principali indicatori, qualitativi e quantitativi,
mostrano, a partire dalla fine del secondo trimestre, un indebolimento del
quadro economico.
In particolare, in linea con il
ridimensionamento della produzione industriale, in atto da maggio, soprattutto
per la componente relativa ai beni di consumo, si è riscontata nel secondo
trimestre una riduzione del grado di utilizzo degli impianti, la prima negli
ultimi due anni. Stando alle stime di Confindustria la tendenza alla
decelerazione dell’attività produttiva è proseguita anche nei mesi estivi
durante i quali anche gli ordini a breve hanno mostrato un regresso.
Il deterioramento del quadro
congiunturale si evidenzia anche nel peggioramento registrato dal clima di fiducia
delle famiglie e delle imprese nel mese di settembre.
In questo contesto l’unica nota
positiva è rappresentata dal mercato del lavoro che segnala, anche ad agosto,
un lento è graduale miglioramento, a cui si associa un ridimensionamento delle
ore autorizzate di CIG. Va, comunque, segnalato che questa variabile reagisce
con ritardo ai mutamenti intervenuti sul versante produttivo.
Allo stato attuale è difficile
stabilire se l’economia italiana, dopo la battuta d’arresto che si profila nel
terzo trimestre del 2011, riprenderà il lento processo di superamento della
crisi del 2008-09 oppure se stiamo entrando in una nuova fase recessiva. Le
probabilità che si realizzino questi eventi alternativi sono ormai uguali.
Fig.
1

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
La
dinamica tendenziale dell’ICC di agosto riflette un aumento sia della domanda
relativa ai servizi (+3,2%) sia della spesa per i beni (+1,0%).
Fig. 2

Fonte:
elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
In un
contesto che ha mostrato, in termini tendenziali, un miglioramento per quasi
tutti i segmenti di spesa l’andamento più positivo si è registrato, in linea
con quanto accaduto nei mesi precedenti, per i beni e servizi per le
comunicazioni (+6,4%), dinamica determinata in larga parte dalla componente
relativa ai beni la cui domanda continua ad essere favorita dalla sostenuta
tendenza alla riduzione dei prezzi. Positivo è risultato anche l’andamento dei
volumi acquistati dalle famiglie per i prodotti di abbigliamento e le
calzature, dinamica favorita da una riduzione particolarmente elevata dei
prezzi nel confronto su base annua. Questo fenomeno testimonia come le imprese,
per movimentare un mercato che da tempo segnala elementi di forte difficoltà
abbiano adottato politiche di contenimento dei margini difficilmente
sostenibili nel medio-lungo periodo.
In
modesto recupero è risultata anche la domanda per i bei e servizi per la
mobilità. A tale andamento ha contribuito il contenuto recupero registrato ad
agosto dalla componente relativa agli acquisti si autovetture da parte dei
privati. Non va dimenticato che per questa tipologia di consumo agosto è
tradizionalmente il mese in cui si registrano i livelli più bassi di vendite
nell’anno, motivo che porta a leggere con estrema cautela il dato, anche perché
a settembre si è osservata un’ulteriore caduta del mercato. Relativamente alla
domanda per beni e servizi ricreativi, al cui interno si sconta il permanere di
una dinamica particolarmente sostenuta per i giochi e le lotterie va segnalato
come sull’andamento di quest’ultimo aggregato abbia pesato anche l’ampliamento
dell’offerta, elemento che ha condizionato in parte il risultato di agosto.
Situazioni
di diffusa criticità investono anche i consumi alimentari.
TAB.
1 - DINAMICA DELL’ICC IN VALORE - VARIAZIONI TENDENZIALI
Fonte: elaborazioni Ufficio
Studi Confcommercio
TAB. 2
- DINAMICA DELL’ICC IN QUANTITA’ - VARIAZIONI TENDENZIALI

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
I dati
destagionalizzati e corretti per i valori erratici mostrano ad agosto un deciso
ridimensionamento dell’ICC (-1,5%), dato che ha riportato l’indicatore sui
livelli di marzo 2011 (tab. 3) interrompendo la fase di graduale recupero dei
livelli di consumo messa in atto dalle famiglie (fig. 2).
In particolare, si segnala la decisa riduzione che si registra per il complesso dei beni (-2,1%) a cui ha contribuito il netto ridimensionamento, in termini congiunturali, della domanda per abbigliamento e calzature e per l’ICT domestico. Segnali positivi si sono registrati solo per il segmento della mobilità.
TAB. 3
- ICC IN QUANTITA’ - VARIAZIONI CONGIUNTURALI (DATI DESTAGIONALIZZATI)

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse
variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di
ottobre si stima una variazione congiunturale dello 0,4% dell’indice dei prezzi
al consumo, dato che porterebbe ad un ulteriore innalzamento del tasso
d’inflazione tendenziale stimato attestarsi al 3,2%. Sul dato del mese oltre ai
consueti aumenti dovuti a fattori stagionali (istruzione, abbigliamento, gas)
dovrebbe influire il pieno esplicarsi degli effetti sui prezzi derivanti dall’innalzamento
dell’IVA dal 20 al 21%.
TAB. 4
- STIMA DELL'INFLAZIONE

(*)
Previsione Ufficio Studi Confcommercio.
PRODOTTI E SERVIZI CONSIDERATI
Beni e servizi ricreativi
|
Servizi postali |
|
Cinema, sport e altri spettacoli |
Servizi per le comunicazioni |
|
Concorsi e pronostici |
Beni e servizi per la cura
della persona
|
|
Cartoleria, libri, giornali e riviste |
Sanità |
|
Compact disk, supporti magnetici audio, video e |
Prodotti farmaceutici e terapeutici |
|
strumenti musicali |
Prodotti di profumeria e cura della persona |
|
Giochi, giocattoli, articoli per lo sport ed il
campeggio |
Abbigliamento e calzature
|
|
Altri prodotti |
Abbigliamento, pellicce e pelli per pellicceria |
Alberghi, pasti e consumazioni
fuori casa
|
Calzature, articoli in pelle e da viaggio |
|
Alberghi |
Beni e servizi per la casa
|
|
Pubblici esercizi |
Affitti |
Beni e servizi per la mobilità
|
Energia elettrica |
|
Motocicli |
Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa |
|
Automobili |
Elettrodomestici, radio, tv, registratori |
|
Carburanti |
Generi casalinghi durevoli e non durevoli |
|
Pedaggi |
Utensileria per la casa e ferramenta |
|
Trasporti aerei |
Alimentari, bevande e tabacchi
|
Beni e servizi per la
comunicazione
|
Alimentari e bevande |
|
Telecomunicazioni, telefonia e dotazioni per
l’informatica |
Tabacchi |
|
Foto-ottica e pellicole |
|
|
|
|
|
FONTI: AISCAT,
AAMS, ANCMA, ASSAEROPORTI, FEDERALBERGHI, FIPE, FIT, ISTAT, MINISTERO DELLO
SVILUPPO ECONOMICO, SIAE, SITA, TERNA, UNRAE. |
|
CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che
Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che
sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle
famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.
Per
raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da
istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse
indagini congiunturali condotte dall’ISTAT.
I
gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 30 pari, nell’anno
2010, al 58,2% del valore dei consumi effettuati sul territorio. Escludendo le
spese relative ai fitti imputati la rappresentatività sale, sempre nel 2010 al
67,1%. Per i servizi l’incidenza è del 34,0%, dato che sale al 46,0% escludendo
i fitti figurativi dal totale dei servizi di Contabilità Nazionale. Per i beni
l’incidenza è dell’83,5%.
Tra il
2000 e il 2010 la variazione in quantità registrata dal paniere di beni e
servizi utilizzati in CONSUMI & PREZZI è del
6,5% a fronte del 3,2% rilevato sulla base dei consumi sul territorio di
Contabilità nazionale. Nell’ultimo biennio le variazioni sono risultate pari
rispettivamente a –0,6% ed a –1,0%.
La
banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei
livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di
prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all’interpolazione
dei dati mancanti.
La
base per i livelli in volume è rappresentata dall’anno 2000. Come indici di
prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC riportato a base
2000. Per l’abbigliamento e le calzature le serie elementari sono deflazionate
con l’IPCA riportato a base 2000.
Le
serie sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS.
Per
ulteriori informazioni sulla metodologia di costruzione dell’ICC si rimanda
alla nota pubblicata il 28 marzo 2011. Per la metodologia di stima dell’indice
dei prezzi si rimanda alla nota pubblicata il 6 settembre 2011 (www.confcommercio.it/home/Centro-stu/index.htm)
PROSSIMA USCITA: 4 novembre 2011