
Il “Manifesto per l’Innovazione di Confcommercio –
Imprese per l’Italia” analizza la situazione attuale e avanza proposte concrete
di rilancio. Un rilancio che trova il suo cardine nella utilizzazione delle
nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione da parte delle
imprese, di tutte le imprese del sistema economico del Paese, e non solo di
quelle che superano la dimensione dei nove addetti, che costituiscono l’usuale
universo delle indagini e dei report sulla digitalizzazione.
L’obiettivo a cui si punta è il
superamento dell’arretratezza italiana e la creazione di un “ambiente” che
incoraggi il rinnovamento imprenditoriale, che porti una vera spinta alla crescita e ad una maggiore competitività
del Paese.
Nella più recente graduatoria europea
dell’innovazione, l’European Innovation Scoreboard, pubblicata nel
gennaio 2010, Italia si colloca addirittura dopo Cechia, Portogallo, Norvegia,
Spagna, Grecia, e prima di Malta, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Lituania.
Buona parte dei Paesi europei dell’ex blocco sovietico, partiti in ritardo e
con una struttura economica svantaggiata, sono naturalmente in una posizione
meno favorevole, ma rispetto all’Italia hanno un tasso di crescita annua
superiore nelle performance innovative.
Partendo dunque dalla
constatazione che l’Italia si trova, nelle graduatorie europee e internazionali
della capacità innovativa e dell’uso delle ICT (Information and Communication
Technologies), in posizioni molto lontane da quelle dei Paesi più sviluppati,
il Manifesto per l’Innovazione analizza i trend del mercato italiano delle
nuove tecnologie, concludendo che
la crisi economica ha danneggiato notevolmente le prospettive di ammodernamento
e crescita delle imprese italiane in questo settore.
I nuovi progetti relativi all’aggiornamento delle
reti informatiche e in generale dei software in azienda hanno subito un rinvio
o sono stati del tutto cancellati, e nel primo trimestre del 2010 la tendenza
si è aggravata, con un –25,8% della spesa IT in Hardware, Software e Servizi
rispetto a un anno fa (dati Anticipazioni Assintel Report 2010).
I dati che descrivono il
posizionamento dell’Italia nel contesto internazionale sottolineano la bassa
capacità del Paese di saper utilizzare le tecnologie dell’informazione e della
comunicazione come elemento di incremento della produttività e miglioramento
della qualità e dell’efficienza dei servizi. Ciò mentre nei grandi Paesi della
UE esse sono responsabili di più del 40% della crescita di produttività. Tali
fattori sono interconnessi tra loro, per cui il rallentamento di uno può
ripercuotersi anche sugli altri. Viceversa, l’avvio di processi accelerativi di
alcuni di questi elementi può divenire un volano di crescita generale.
Se prendiamo il caso della
banda larga, ad esempio, è evidente che la sua diffusione attraverso la
realizzazione delle opportune infrastrutture di rete, parallelamente con un
incremento nella capacità di utilizzo dell’IT nelle famiglie, può essere un
elemento di forte spinta verso la fruizione di servizi on demand, tra i quali
anche quelli proponibili dalla P.A. e dagli Enti locali. Parimenti, se le
Istituzioni non si mettono nelle condizioni di avviare progetti coinvolgenti il
contesto socio - economico del Paese, in particolare attraverso la piena
realizzazione del piano e-Government, non si potrà effettuare quel salto di
qualità indispensabile per innescare in modo diffuso e strutturale
l’Innovazione.
Di seguito le aree che il
Manifesto indica come fondamentali per puntare su una vera e sistematica
diffusione dell’innovazione tecnologica nell’intero tessuto imprenditoriale del
Paese, la sola in grado di rilanciare l’economia e la competitività.
Le micro imprese in Italia sono oltre 4 milioni, di
cui circa l’80% costituite da 1 o 2 addetti. Un terzo di queste non possiede
ancora un PC; solo il 57% ha un accesso a banda larga.
u
Azioni
di carattere fiscale e finanziario
per incentivare gli investimenti in ICT:
§
Applicazione
del credito d’imposta per progetti e attrezzature ICT
§
Detassazione/defiscalizzazione
degli investimenti delle aziende in PC, Hardware, Software e Servizi ICT
§
Applicazione
di IVA agevolata per gli acquisti di PC, Software e assistenza tecnica da parte
delle imprese e delle famiglie
u
Incentivi
alle aziende per la rottamazione del Software e dell’Hardware desueto
u
“Fare
cultura” attraverso un basket di best practices ICT a livello territoriale
u
Programma
nazionale di formazione e alfabetizzazione informatica dei dipendenti e del
management delle micro, piccole e medie aziende
Nella classifica europea della banda larga l’Italia è al quart’ultimo posto, con un tasso di
penetrazione del 42% rispetto alla media europea del 60%.
u Avvio di
un piano di infrastrutture in fibra ottica caratterizzato da un'elevata
modularità
u
Definizione
di una normativa che preveda per tutte le nuove costruzioni la predisposizione
del cablaggio verticale della fibra ottica a patire dal 2011
u
Sviluppo
di una strategia a livello territoriale per il sostegno della domanda aggregata
di accesso alla banda larga nei centri commerciali naturali e nei distretti
produttivi
u
Sostegno
economico e fluidificazione del mercato dei servizi di connessione alternativa
(Wireless, Wi-fi. WiMAX)
Dare compiutezza al processo di digitalizzazione della
P.A. può generare una vera e propria rivoluzione sia nella sua organizzazione
interna, sia nei rapporti con
imprese e cittadini.
u Completa
realizzazione della Carta Nazionale dei Servizi per l’identificazione e
l’autenticazione sicura
u Completamento
dei processi di Dematerializzazione, che comprendono la diffusione della PEC,
la fatturazione elettronica rispetto alla PA, la Trasparenza delle pratiche on line.
u Utilizzo
dei servizi on–line come dialogo di base tra P.A., impresa e cittadino
u Giustizia:
realizzazione della digitalizzazione e riorganizzazione degli uffici
giudiziari; processo civile telematico in funzione a partire dal 2012
u Sanità:
realizzazione entro il 2011 a livello nazionale del Fascicolo Sanitario
elettronico, messa in rete dei medici, tracciabilità dei farmaci attraverso la
connessione di medici di base – farmacie - case farmaceutiche, reale avvio di
progetti di telemedicina
u Ambiente
& energia: definizione standard per Green IT da applicare in capitolati
pubblici.
E’ essenziale puntare
all’innalzamento della produttività e della competitività del Paese attraverso
un programma capillare di formazione sull’Innovazione.
u Utilizzo
di voucher formativi per le micro e piccole imprese
u Creazione
di un tavolo di concertazione per la formazione tra Confcommercio, il Ministero
dello Sviluppo economico e Ministero per la Pubblica Amministrazione e
l’Innovazione, per identificare percorsi formativi ad hoc per le micro, piccole
e medie imprese del Terziario basati sull’accrescimento di competenze
u Avvio di
programmi di formazione a distanza a livello territoriale, con il
coinvolgimento degli Enti locali
u Realizzazione
di corsi organizzati dalle Associazioni a livello territoriale, con accordi con
gli Enti locali, in base alle specifiche esigenze del territorio
u Certificazione
dei corsi ICT, affinché costituiscano punteggio utile per i concorsi pubblici e
privati
u Utilizzo
massivo delle strutture scolastiche ed altre esistenti per corsi di
alfabetizzazione e formazione ICT rivolti a categorie specifiche (persone che
hanno perso il lavoro, anziani, ecc.)
L’ICT può essere di grande supporto per affrontare le enormi
sfide ambientali che abbiamo di fronte
u Inserimento
negli appalti pubblici di criteri di “Green procurement” per tutti gli acquisti
della P.A.
u Incremento
significativo degli incentivi della P.A. locale per lo sviluppo di progetti che
prevedono l’uso di energie alternative e il risparmio energetico
u Creazione
presso le Regioni più virtuose, con il supporto del Ministero dell’Ambiente, di
un data-base di applicazioni dell’ICT per l’ambiente e l’energia a disposizione
di tutte le Amministrazioni, con il supporto delle associazioni di categoria
Come per la banda larga, anche per l’E-commerce l’Italia
si trova agli ultimi posti della classifica europea.
u Interventi
del Ministero dello Sviluppo economico con incentivi mirati allo sviluppo
dell’e-business, sia per il mercato interno, sia verso mercati esteri
u Interventi
a livello normativo, volti a semplificare gli iter e gli obblighi di legge per
le aziende
L’intera filiera del turismo può
far risalire la china delle insoddisfacenti performance italiane del comparto
attraverso un utilizzo integrato delle tecnologie di processo, la cui
diffusione è da sostenere e incentivare.
u Realizzazione
di un sistema integrato dell’offerta turistica complessiva, che comprenda un
piano strategico nazionale e articolazioni territoriali, studiato in sinergia
fra il Ministero del Turismo, il Ministero dei Beni Culturali, gli Enti locali,
le rappresentanze associative di settore.
u Implementazione
di sistemi integrati di offerta turistica on-line, territoriali e tematici, con
geo-referenziazione e valorizzazione di tutta la catena del valore
u Avvio di
progetti pilota legati allo sviluppo di piattaforme tecnologiche avanzate, alle
tecnologie mobile & wireless, ai servizi “in mobilità”
Snellire gli oneri a carico delle aziende e
fluidificare il mercato: questi gli interventi trasversali e non legati in modo specifico
all’Innovazione, ma necessari soprattutto per le micro, piccole e medie
imprese.
u Eliminazione
progressiva dell’IRAP
u Raddoppio
del capitale sociale minimo oltre il quale le imprese devono dotarsi di
revisori e sindaci
u
Versamento
dell’IVA a pagamento fattura, con innalzamento della soglia a 2,4 milioni di
euro di fatturato annuo
u
Riduzione
degli oneri contributivi per le aziende che assumono personale specificamente
dedicato ad attività ICT
u
Rispetto
dei termini di pagamento delle fatture da parte della Pubblica Amministrazione
u
Regolamentazione
delle gare d’appalto pubbliche, attraverso una definizione dei limiti al
ribasso delle tariffe ICT, per evitare che le piccole imprese siano
sistematicamente escluse, de facto, dai bandi di gara, ovvero obbligate ad
annullare la loro marginalità.
u
Creazione
di un sistema del credito ad hoc per le micro, piccole e medie imprese
Ruolo del sistema associativo
Confcommercio è consapevole
della necessità, soprattutto in un contesto frammentato come quello italiano,
di diffondere in modo efficace una cultura dell’innovazione tecnologica che in
primo luogo è percezione dell’utilità delle tecnologie intese come investimento
strategico per il proprio business, fatto che ci può sembrare scontato, ma che
in realtà scontato non è, come già aveva evidenziato la ricerca 2007 di
Confcommercio sul digital divide nella micro e piccola impresa del
Terziario.
Come ogni rivoluzione culturale che voglia essere efficace
e permanente, quella digitale deve essere progettata su due fronti: occorre una
regia centrale e sistemica dall’alto, e una fitta rete di iniziative concrete,
operative, utili, capillari dal basso. Il successo di questo approccio è
strettamente legato ad una governance che vede lavorare fianco a fianco
Amministrazioni pubbliche e soggetti rappresentanti delle categorie economiche,
ai quali la stessa legge attribuisce specifici e formali compiti di
collaborazione ed in talune circostanze anche di surrogazione dell’azione
amministrativa. Gli esempi che
Confcommercio-Imprese per l’Italia ha avviato in questi anni sono
significativi. Ne citiamo alcuni.
“Formarsi per Competere” è il progetto, cofinanziato del
Dipartimento dell’Innovazione e delle Tecnologie che, che ha portato fra il
2007 e il 2008 iniziative formative on e off line in oltre un centinaio di
Associazioni territoriali sulle tematiche legate all’utilizzazione delle
tecnologie informatiche, all’e-procurement, ma anche alla gestione di temi come
l’Ambiente, la Qualità, il Risparmio energetico, l’Internazionalizzazione.
Sul fronte del business on-line Confcommercio è stata
partner italiano di un progetto di certificazione del commercio elettronico di
dimensione europea, co-finanziato dalla Commissione UE: ha collaborato infatti
alla creazione di un marchio di fiducia per i negozi on-line comune a
Spagna, Francia, Germania, Austria, Polonia e Italia, ed ha organizzato sul
territorio diversi incontri per diffondere la conoscenza dello strumento.
Già da alcuni anni,
procede poi con successo l’esperienza degli “Sportelli in rete”, nata
sulla base di una stretta sinergia tra Consip S.p.a. e Confcommercio,
finalizzata a promuovere e
favorire una partecipazione attiva delle piccole, medie ed anche micro imprese agli strumenti di e-procurement sempre più utilizzati dalla
P.A. per l’acquisto di beni e
servizi di importo inferiore alla soglia comunitaria.
Lo step successivo, sul quale Confcommercio sta già
lavorando è la costituzione delle
“Agenzie per le imprese” chiamate a coadiuvare ed in certi casi anche a
sostituirsi al nuovo Sportello Unico per le Attività produttive (SUAP) nelle
attività di verifica e di attestazione del possesso dei requisiti necessari per
l’avvio, la trasformazione o il trasferimento di attività imprenditoriali.
SUAP ed Agenzie per Imprese lavoreranno e comunicheranno
tra loro, con le imprese, con le Camere di Commercio e con gli altri enti
coinvolti solo in modalità telematica, con la firma digitale e con la Posta
Elettronica Certificata.
Stante tutto quanto sopra
evidenziato, la richiesta di Confcommercio è volta ad aprire un Tavolo di Lavoro per l’Innovazione, che
veda la partecipazione del Ministero per la Pubblica Amministrazione e
l’Innovazione e i rappresentanti dell’ICT, e a seguire coinvolga altri
Ministeri, primo fra tutti quello dello Sviluppo economico, al fine di
confrontarsi in tempi brevi sulle misure strategiche da attuare a sostegno
all’Innovazione in particolare nelle micro e piccole imprese
Oltre alle azioni auspicate nelle schede precedenti, si ritengono
indispensabili altri provvedimenti più generali, che hanno il preciso scopo di
snellire gli oneri a carico delle aziende e fluidificare il mercato. Non solo a
beneficio di chi fa tecnologia e servizi innovativi, ma di tutto il sistema
legato in particolar modo alle micro, piccole e medie imprese. Qui di seguito i
punti principali:
u
Eliminazione progressiva dell’IRAP
u
Raddoppio del capitale sociale minimo
oltre il quale le imprese devono dotarsi di revisori e sindaci
u
Versamento dell’IVA a pagamento fattura,
con innalzamento della soglia a 2,4 milioni di euro di fatturato annuo
u
Riduzione degli oneri contributivi per le aziende che
assumono personale specificamente dedicato
ad attività ICT
u
Rispetto dei termini di pagamento delle fatture da parte
della Pubblica Amministrazione
u
Regolamentazione delle gare d’appalto
pubbliche, attraverso una definizione dei limiti al ribasso delle tariffe ICT, per evitare che le piccole imprese siano
sistematicamente escluse, de facto, dai bandi di gara,
ovvero obbligate ad annullare la loro marginalità.