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Il Manifesto per l’Innovazione
Intervento di Giorgio Rapari
Parte prima:
benvenuto, cornice e reason why
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Saluto di
benvenuto
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Per
Confcommercio e per Assintel è un momento molto importante: possiamo
concentrare l’attenzione su uno fra i temi più decisivi per il futuro del
nostro Paese: l’Innovazione. E possiamo farlo avendo tra noi uno fra gli
interlocutori più autorevoli, il Ministro per l’Innovazione e la Pubblica
Amministrazione.
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Al Ministro,
alle Istituzioni, al Sistema imprenditoriale e a tutti voi presenti oggi
presenteremo il Manifesto per l’Innovazione, che la Commissione Innovazione
tecnologica e Sviluppo d’Impresa che presiedo ha elaborato. E firmeremo un
protocollo d’intesa per aprire un Tavolo strategico di sostegno all’Innovazione,
soprattutto rivolto alle micro e piccole imprese.
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Mi preme, ora,
darvi una breve cornice che contestualizzi questo lavoro, presentandovi le
ragioni e gli obiettivi che ci hanno guidato. Ho sintetizzato tutto ciò nella
premessa al Manifesto: non saprei trovare qui parole migliori, quindi vorrei
che la leggessimo insieme.
-------------------- Perché un
manifesto per l’Innovazione? --------------------
La sensazione che sia indispensabile ripartire, per chiudere al
più presto fuori dalla portai brutti ricordi di un lungo periodo di crisi
economica, è forte e ormai generalizzata.
Ma c’è anche un’altra sensazione, che segue la prima
sottotraccia e non sempre è chiaramente distinguibile: è la consapevolezza che non basta chiudere la porta a doppia
mandata e riprendere la strada dove la si era lasciata. Perchè questa crisi
ha scoperchiato quello che tutti sapevamo ma che preferivamo non vedere: la
vecchia e lustra parabola della dolce vita made in
Italy ha raggiunto il punto di flesso, di non ritorno. Quella stessa parabola
che ci ha permesso finora di “vivere di rendita”, di restare ancorati a logiche
superate senza investire nel futuro, di seguire un tenore di vita pari a quello
dei maggiori Paesi sviluppati senza sostenerci con strutture altrettanto
sviluppate, ora ha cominciato a flettere verso il basso.
E su
questa traiettoria in declino non è più possibile contare.
E’, a ben vedere, una criticità che tocca in primis la dimensione culturale, che
parla linguaggi obsoleti e tocca meccanismi profondi, come l’avversione innata
al cambiamento e l’ancoraggio al passato piuttosto che il lancio al futuro.
E’ il linguaggio del digital
divide, per cui l’Innovazione non è percepita come un investimento
strategico per il business ancora da enormi sacche di imprenditori in tutto il
territorio; e per cui quasi il 30% delle
micro imprese non ha nemmeno un PC per la semplice ragione che non ne vedono
l’utilità.
E’ il linguaggio del mercato
del lavoro, che parla ancora di “salari” e di “industria”, come se non si
sapesse che siamo ormai un’economia del Terziario, costituita per la stragrande
maggioranza da micro e piccole imprese che producono servizi.
E’ il linguaggio della burocrazia,
il Grande Elefante che sembra esistere unicamente per ostacolare l’attività
delle nostre aziende. (Ma su questo punto
sappiamo che il Ministro Brunetta è allineato, e ne apprezziamo gli sforzi...)
Ed infine, è il linguaggio della Politica, che non ha ancora
un vero piano strategico nazionale di sviluppo dell’Innovazione, che
preveda finanziamenti strutturali per le imprese, azioni capillari di
formazione e sensibilizzazione, ampliamento delle infrastrutture tecnologiche,
politiche di sviluppo delle filiere attraverso l’ICT, in definitiva governance
del cambiamento.
Questa crisi ha messo al centro della riflessione globale il
tema della Global Networked Society, cioè dell’interconnessione
a matrice dei sistemi socio-economici, di cui il web – e le tecnologie che
su quella piattaforma si sviluppano – sono l’elemento comune.
Vincere o perdere, nella nuova arena competitiva, dipende
allora dalla capacità delle singole realtà – individui, aziende, Stati – di
essere “update” in un contesto di estremo e continuo cambiamento: la variabile che acquisisce un’importanza
senza precedenti è la velocità. Che è,
in definitiva, stare al passo con la continua Innovazione, diventata paradigma
della nuova società. Attenzione però a non farsi fuorviare dal termine: più che
di prodotti, stiamo parlando di processi. La competitività si gioca sulla
razionalizzazione e l’ottimizzazione di organizzazioni, procedure, sistemi; e
l’ICT è lo strumento per raggiungere questi obiettivi.
Per queste ragioni è stato deciso di presentare un Manifesto: per stendere una road map
che
ci consenta di riguadagnare terreno e riorganizzarci strutturalmente alla luce
del paradigma dell’Innovazione.
Già
un’edizione fu presentata nel 2007, non sull’onda di una crisi
economica ma di una ricerca, peraltro allarmante, da noi condotta sul divario
digitale nella micro e piccola impresa. Il problema culturale fu rilevato
allora e permane oggi, tuttavia aggravato dal fattore velocità e dal progredire
delle interconnessioni dei sistemi. Gli interventi che allora auspicammo sono
stati solo in parte presi in considerazione, in modo incompleto e non tempestivo.
Oggi la crisi ha messo sul piatto non solo i nodi ancora irrisolti, ma anche i
nuovi fattori che nel frattempo sono emersi.
E’ allora risultato ineludibile
ripartire là dove ci eravamo fermati e fare un nuovo punto della situazione,
per sollecitare i responsabili ad agire.
Questo Manifesto si rivolge in primo luogo al Governo e al
Legislatore. Ma anche a tutti gli altri Stakeholder, Isitituzioni, Enti locali,
Associazioni, Imprenditori, Società civile.
Confcommercio-Imprese per l’Italia e la sua Commissione per
l’Innovazione e lo Sviluppo d’Impresa sono pronte a collaborare per non
lasciare cadere nel vuoto delle parole questa occasione, e contribuire ad avviare un vero e stabile Rinascimento nel
nostro Sistema-Paese.
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Introduzione
intervento di Cristoforo Morandini – Between

Parte seconda:
Anticipazioni
Assintel Report 2010 &
presentazione
ITEM del Manifesto
Il mercato IT nel
primo trimestre 2010
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Ad integrazione
dello scenario dipinto dal collega di Between, vorrei condividere con tutti voi
uno sguardo sull’andamento attuale del
mercato IT, come è appena emerso dalle Anticipazioni
dell’Assintel Report 2010. Capire lo stato di salute del settore è
importante, per due ragioni.
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Innanzitutto,
se il mercato IT cresce, significa che le aziende e il Paese stanno investendo
in innovazione.
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In secondo
luogo, investire in innovazione è segnale dell’esistenza di quel circolo
virtuoso che rende l’IT anticiclica rispetto all’andamento economico generale.
Investire in IT, infatti, significa rendere più efficienti i processi, e questi
a loro volta contribuiscono a migliorare la competitività delle imprese.
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Se leggiamo i
dati a chiusura del primo trimestre 2010,
lo stato di salute del mercato IT è tale da spingermi a chiamare il 118, se ne esistesse uno che facesse al caso nostro. –7,7% rispetto all’ultimo trimestre
2009 e –25,8% se confrontato con il
primo trimestre di un anno fa: queste sono le cifre.
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Lievi spiragli di ripresa se ne vedranno a
partire dal terzo trimestre, mentre solo negli ultimi tre mesi dell’anno si creeranno i presupposti per una
stabeile inversione di tendenza.
Il punto però è un altro: questa crisi sta
portando ad una radicale ridefinizione sia dell’Offerta, sia della Domanda di
Information Technology, tanto che, quando lo tzunami sarà definitivamente
passato, il sistema si riposizionerà verso quella che abbiamo definito una “nuova normalità”, a cui tutti dovremo
adattarci.
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A livello di segmenti di mercato, restano
pesantemente negativi l’Industria (-12%) e il Commercio (-8%), mentre
recuperano il segno positivo le Banche e le Telecomunicazioni. La PA, gli Enti
locali e la Sanità restano su valori modesti ma sempre positivi, dato che sono
tradizionalmente anticiclici. Manca, però, quella spinta propulsiva
all’Innovazione che tanto gioverebbe al mercato in generale.
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Questi dati mi
suggeriscono una riflessione politica,
che mi è utile anche per introdurre il nostro Manifesto per l’Innovazione.
Quanto sia importante l’Information technology per il rilancio competitivo di
tutto il Paese è ormai un fatto noto, e gli slogan da tempo si sprecano. Ma tutto ciò resta drammaticamente uno
slogan, tanto inflazionato quanto privo di azioni concrete. E’ per questa
ragione che abbiamo ritenuto fosse il tempo di chiamare a raccolta tutta la Confederazione,
per affermare a gran voce i nostri timori, e per stringere da subito con il
Governo un link concreto per mettere in campo quelle misure prioritarie per il
sostegno dell’Innovazione nelle imprese.
Il Manifesto per
l’Innovazione: le principali proposte
L’ICT nelle micro, piccole e medie imprese
Le micro imprese - oltre 4
milioni, di cui circa l’80% costituite da 1 o 2 addetti - rappresentano il settore numericamente
maggioritario dell’intero Paese. Un terzo di queste a tutt’oggi non possiede
ancora un PC (e di conseguenza non si connette a Internet); solo il 57% ha un
accesso a banda larga. Sono da considerare varie tipologie di interventi:
Ø Azioni
di carattere fiscale e finanziario
per incentivare gli investimenti in ICT:
· Applicazione
del credito d’imposta per progetti e attrezzature ICT
· Detassazione/defiscalizzazione
degli investimenti delle aziende in PC, Hardware, Software e Servizi ICT (es.
rendendoli assimilabili a quelli fatti in ricerca e sviluppo)
· Applicazione
di IVA agevolata per gli acquisti di PC, Software e assistenza tecnica da parte
delle imprese e delle famiglie
Ø Incentivi
alle aziende per la rottamazione del Software e dell’Hardware desueto
Ø Creazione
di un “contenitore” ad hoc per la diffusione di best practices ICT sviluppate a
livello territoriale, con il coinvolgimento delle Istituzioni centrali e
locali.
Ø Creazione
di un “tavolo permanente della formazione”, per la realizzazione di un progetto
nazionale di formazione e alfabetizzazione informatica dei dipendenti e del management
delle micro, piccole e medie aziende, utilizzando i molteplici canali
disponibili (fondi interprofessionali, finanziamenti regionali, provinciali,
comunali, programmi europei, ecc.)
Ø Applicazione
massiva del lavoro a distanza (telelavoro) come principio di inclusione,
tramite una legislazione che finalmente includa queste attività nel contesto
dei contratti di lavoro
Internet a banda larga
In Italia la UE ha
rilevato che lo sviluppo di Internet a banda larga è in notevole ritardo: il
Paese risulta quart’ultimo nella classifica, con un tasso di penetrazione del
42% rispetto alla media europea del 60%. Questi i primi passi per raggiungere i
valori medi europei:
Ø
Avvio di un
piano di infrastrutture in fibra ottica caratterizzato da un'elevata modularità,
nel periodo 2010-2013, che possa essere efficacemente strutturato negli anni.
Nel 2010 si dovrebbe prevedere un
investimento di 800 Mln. di Euro
Ø Definizione
di una normativa che preveda per tutte le nuove costruzioni la predisposizione
del cablaggio verticale della fibra ottica a patire dal 2011
Ø Sviluppo
di una strategia a livello territoriale, in sinergia con gli Enti locali, che
consenta alle imprese collocate nei c.d. centri commerciali naturali e nei
distretti produttivi di poter sviluppare rapidamente una domanda di accesso
aggregata e facilitata ai servizi innovativi legati alla banda larga
Ø Valutazione,
a livello governativo, della possibilità di un efficiente uso del dividendo
digitale disponibile dal passaggio dalla rete di trasmissione analogica alla tv
digitale terrestre. E’ necessario un coordinamento nazionale per definire
quanto del dividendo digitale sia da utilizzare a tale scopo e un’armonizzazione a livello europeo
sull’utilizzazione delle frequenze liberate, peraltro auspicata anche dalla
Commissione UE
Ø Sostegno
economico alle micro e piccole imprese che forniscono servizi di connessione
alternativa (Wireless, Wi-fi): la loro attività permette infatti di affrontare
il digital divide in zone non redditizie per le grandi aziende di TLC
Ø Sviluppo del WiMAX nelle aree di difficile
accesso, attraverso una fluidificazione del mercato: sburocratizzazione,
calmieramento dei costi delle licenze ovvero sostegno economico ai piccoli
operatori che vi investono sul territorio
E-Government
L’innovazione
digitale nella P.A. può generare una vera e propria rivoluzione sia
nell’organizzazione interna della Pubblica Amministrazione centrale e locale,
sia nella proposizione di nuovi e migliori servizi verso imprese e cittadini.
Questi i punti principali da considerare:
Ø Carta dei servizi:
definitiva realizzazione della CNS per l’identificazione e l’autenticazione
sicura
Ø Dematerializzazione: avvio concreto dei processi documentali totalmente informatizzati entro
il 2010 ed in particolare:
· Casella
elettronica di posta certificata per i cittadini, le amministrazioni pubbliche,
le imprese e i professionisti
· Fatturazione
elettronica vs. la P.A. a partire dal 2010
· Trasparenza:
consentire ai cittadini di poter accedere agli iter di avanzamento delle
pratiche e effettuare pagamenti on-line
Ø Utilizzo dei servizi on–line come dialogo di
base tra P.A. e cittadino
Ø Scuola e
Università: connessione di tutte le scuole in rete entro
il 2012, con dotazione di
strumenti e servizi tecnologici avanzati per la didattica e le relazioni con le
famiglie
Ø Giustizia: realizzazione della digitalizzazione e riorganizzazione degli uffici
giudiziari; processo civile telematico in funzione a partire dal 2012
Ø
Sanità: realizzazione entro il 2011 a livello nazionale di:
· Fascicolo
Sanitario elettronico a livello di
territorio e del paziente
· Messa in
rete dei medici, ad iniziare da quelli di base, per pervenire (prescrizioni,
certificazioni, prenotazioni
on-line)
· Tracciabilità
dei farmaci attraverso la connessione di medici di base – farmacie - case
farmaceutiche
·
Reale avvio di
progetti di telemedicina
Ø
Ambiente & energia: definizione standard per Green IT da applicare in
capitolati pubblici.
E’ essenziale puntare all’innalzamento della produttività e della competitività
del Paese attraverso un programma di formazione capillare. E’ necessaria una
riflessione su:
Ø Utilizzo
dei voucher formativi per le micro e piccole imprese
Ø Creazione
di un tavolo di concertazione per la formazione tra Confcommercio, il Ministero
dello Sviluppo economico e Ministero per la Pubblica Amministrazione e
l’Innovazione, al fine di identificare percorsi formativi ad hoc per le micro,
piccole e medie imprese, in particolare del Terziario, basati
sull’accrescimento di competenze
Ø Avvio di
programmi di formazione a distanza a livello territoriale, con il
coinvolgimento degli Enti locali:
· Creazione
di aule virtuali con lavagne multimediali
· Identificazione
di percorsi formativi specialistici con il coinvolgimento delle Università
· Messa in
rete di testi e libri elettronici, da affiancare a quelli tradizionali
· Formazione
e riqualificazione del personale di aziende pubbliche e private, e di personale
che ha perso il lavoro
Ø Realizzazione
di corsi organizzati dalle Associazioni a livello territoriale, con accordi con
gli Enti locali, in base alle specifiche esigenze del territorio
Ø Certificazione
dei corsi ICT, affinché costituiscano punteggio utile per i concorsi pubblici e
privati
Ø Utilizzo massivo delle strutture scolastiche
ed altre esistenti per corsi di alfabetizzazione e formazione ICT rivolti a
categorie specifiche (persone che hanno perso il lavoro, anziani, ecc.)
L’ICT può essere
di grande supporto per affrontare le enormi sfide ambientali che abbiamo di
fronte. I principali interventi da valutare sono:
Ø Inserimento
negli appalti pubblici di criteri di “Green
procurement” per tutti gli acquisti della P.A.
Ø Incremento
significativo degli incentivi della P.A. locale per lo sviluppo di progetti che
prevedono l’uso di energie alternative e il risparmio energetico
Ø Maggiore
focalizzazione a livello di territorio su corsi di formazione su Ambiente e
risparmio energetico
Ø Creazione
presso le Regioni più virtuose, con il supporto del Ministero dell’Ambiente, di
un data-base di applicazioni dell’ICT per l’ambiente e l’energia a disposizione
di tutte le Amministrazioni, con il supporto delle associazioni di categoria
Nella classifica
europea della penetrazione dell’E-commerce, l'Italia soffre con una posizione
di fanalino di coda. Per accelerare il tasso di crescita degli scambi in questo
comparto, si richiedono:
Ø Interventi
del Ministero dello Sviluppo economico per:
· Un
pacchetto di incentivi mirati allo sviluppo dell’e-business, che sostenga le
aziende italiane già penalizzate rispetto ai competitor esteri da un mercato
interno meno sviluppato e da una legislazioni meno snella
· Semplificazione
degli iter e obblighi di legge per le aziende
· Nuova
legge per l’e-commerce che preveda maggiori garanzie di sicurezza per gli utenti
Ø Programmi
di sostegno all’internazionalizzazione on-line delle aziende, soprattutto verso
quei settori interessanti per il Made in Italy come la Moda, l’Alimentare, la
Salute & bellezza.
I beni paesaggistici e culturali rappresentano il più grande patrimonio
di cui l’Italia dispone. Purtroppo negli ultimi anni il posizionamento
dell’Italia ha subito un progressivo e netto depauperamento, a causa di
infrastrutture obsolete, prezzi elevati, mancata organizzazione di sistema. Tra
gli interventi da valutare:
Ø
Realizzazione di un sistema integrato dell’offerta
turistica complessiva, che comprenda un piano strategico nazionale e
articolazioni territoriali, studiato in sinergia fra il Ministero del Turismo,
il Ministero dei Beni Culturali, gli Enti locali, le rappresentanze associative
di settore. Questi i nodi centrali:
· Implementazione
di sistemi integrati di offerta turistica on-line, territoriali e tematici, con
geo-referenziazione e valorizzazione di tutta la catena del valore:
dall’accoglienza alla ristorazione, dalla produzione di prodotti tipici al
commercio, dal sistema museale e dei beni culturali alle attività ricreative e
artistiche
· Stanziamento
di fondi regionali e locali che contribuiscano alla costruzione della filiera e
all’implementazione dei sistemi e delle tecnologie necessarie
· Finanziamento
del Ministero Beni Culturali & Ministero del Turismo di progetti per la
fruizione virtuale del patrimonio di belle arti e ambientale
Ø Creazione
di un tavolo interdisciplinare tra amministrazioni pubbliche e mondo privato
per avviare progetti pilota su servizi “in
mobilità”, che possono essere offerti ai turisti-cittadini che si spostano
nelle principali città italiane
Ø Realizzazione di progetti pilota finanziati
dalle Istituzioni preposte e dal piano Industria 2015, sia legati allo sviluppo
di piattaforme tecnologiche avanzate, sia di tecnologie mobile & wireless
Oltre alle azioni auspicate nelle
schede precedenti, si ritengono indispensabili altri provvedimenti più
generali, che hanno il preciso scopo di snellire
gli oneri a carico delle aziende e fluidificare il mercato. Non solo a
beneficio di chi fa tecnologia e servizi innovativi, ma di tutto il sistema
legato in particolar modo alle micro, piccole e medie imprese. Qui di seguito i
punti principali:
Ø Eliminazione
progressiva dell’IRAP
Ø Raddoppio
del capitale sociale minimo oltre il quale le imprese devono dotarsi di
revisori e sindaci
Ø Versamento
dell’IVA a pagamento fattura, con innalzamento della soglia a 2,4 milioni di
euro di fatturato annuo
Ø Riduzione
degli oneri contributivi per le aziende che assumono personale specificamente
dedicato ad attività ICT
Ø Rispetto
dei termini di pagamento delle fatture da parte della Pubblica Amministrazione
Ø Regolamentazione
delle gare d’appalto pubbliche, attraverso una definizione dei limiti al
ribasso delle tariffe ICT, per evitare che le piccole imprese siano
sistematicamente escluse, de facto, dai bandi di gara, ovvero obbligate ad
annullare la loro marginalità.
Ø Creazione
di un sistema del credito ad hoc per le micro, piccole e medie imprese