SERGIO BILLE’ AL CONVEGNO
SMAU/PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
MILANO, 4 OTTOBRE 1999 (sintesi)
Per
illustrare l’importanza crescente del settore commercio nel contesto
dell’economia italiana prendiamo come esempio il cosiddetto “terziario di
mercato”. Il commercio e il turismo rappresentano già da soli oltre 1,5 milioni
di imprese pari a circa 1/3 del totale. Il loro peso in termini di valore
aggiunto a occupazione è di circa il 20%. A queste due componenti del terziario
si affianca la crescita registrata in questi ultimi anni dal settore dei
servizi all’impresa e alla persona che sono destinati a occupare un posto
sempre più rilevante nella nostra economia.
Tutti
questi settori di attività presentano un elemento comune, rappresentato dalla
preponderante presenza di imprese di piccole dimensioni, a volte con
caratteristiche di micro-imprenditorialità e quindi, in genere, concentrate
attorno alla figura dell’imprenditore che fa del proprio “savoir faire” il
punto centrale di erogazione del servizio.
Anche
l’innovazione dei servizi della Pubblica Amministrazione deve enuclearsi in una
modificazione sostanziale dell’atteggiamento nei confronti delle imprese e dei
cittadini che diventano, nei fatti, non più “sudditi” di un sistema burocratico
ma “clienti” di un servizio offerto da moderne pubbliche organizzazioni.
Ben
vengano, quindi, strumenti, normative e prassi atti a innalzare e omogeneizzare
il livello dei servizi della P.A. riducendo gli squilibri tuttora esistenti e
rendendo, in tal modo, più competitive tutte le imprese nelle diverse aree,
particolarmente nel Mezzogiorno.
Innovazioni
normative, come quella relativa allo sportello unico delle attività
imprenditoriali, o quelle di carattere tecnologico, come la Rete Unitaria della
P.A., nelle sue articolazioni nazionali e regionali, si pongono proprio lo
stesso fine, che è quello di migliorare il servizio offerto dalla Pubblica
Amministrazione.
In questa
prospettiva, sembrerebbe utile trasporre anche in campo pubblico modelli e
strumenti organizzativo-gestionali tipici del privato. Oltretutto, le
potenzialità offerte dalla tecnologia consentono di disarticolare il legame
intercorrente tra tipologia di procedura amministrativa, soggetto delegato al
suo processo e luogo fisico nel quale esso avviene.
Trattandosi
comunque di processi soggetti a normativa, è necessario che anch’essa sia
sufficientemente elastica. I provvedimenti di semplificazione da tempo avviati
(si pensi all’autocertificazione) sembrano dare buoni frutti con una drastica
riduzione delle incombenze a carico di cittadini e imprese.
Al
contempo, nell’ambito della riforma del commercio, si prevede l’attuazione di
un ulteriore strumento, il CAT, Centro di Assistenza Tecnica, che contempla,
tra i propri compiti anche quello della funzione di “snodo” tra imprese e P.A.
Il nostro
auspicio è che si giunga rapidamente alla formazione di un network completo di
CAT onde dotare tutte le aree del paese di questa importante funzione di
servizio.
Intanto,
il sistema Confcommercio ha avviato da tempo collaborazioni con la P.A. e con
gli enti locali, finalizzate all’attivazione di sportelli presso uffici
associativi e di patronato, specie per quanto riguarda le problematiche
previdenziali e fiscali.
Anche con
il sistema delle Camere di commercio da tempo è in atto una collaborazione per
l’espletamento delle pratiche camerali e l’ottenimento di visure e certificati.
Analogamente
alle altre organizzazioni imprenditoriali e sindacali, il servizio che
Confcommercio offre ai propri associati è articolato territorialmente su base
provinciale e comunale o di area. Nel complesso si tratta di circa 3.000 punti
per un totale di 600.000 aziende associate.
La
collaborazione sviluppata da Confcommercio con la P.A. centrale e locale e con
gli enti locali ha dato buoni frutti, con reciproci vantaggi di snellimento del
carico burocratico per gli uffici pubblici e di “vicinanza” del servizio
percepita dal cliente-impresa.