Intervento
del Presidente
Seminario
Infotransport
(Associazione
per L'informatica nei Trasporti)
Nuove
Tecnologie
al
Servizio della Logistica
e della
Mobilità di Persone e Merci
Il tema delle nuove tecnologie applicate al settore dei
trasporti e della logistica è estremamente vasto, con implicazioni che vanno
dalla progettazione ed esercizio delle reti (dal livello locale a quello
globale), alle applicazioni da parte degli operatori del trasporto, agli
impatti sulle organizzazioni sia di impresa che di altro tipo, al commercio
elettronico ed altro ancora.
L'Unione Europea, ad esempio,
ha costantemente inserito Programmi destinati ad approfondire
l'applicabilità delle nuove tecnologie al mondo del trasporto, e questo fin dagli anni '80(DRIVE,
EURET, TRANSPORT, ecc.).
Certamente l'approccio riguardante l'impiego
delle tecnologie informatiche al mondo del trasporto è mutato nel corso del
tempo. Inizialmente i temi dominanti erano incentrati sulla gestione delle
infrastrutture, sull'efficienza degli operatori nella gestione del
parco mezzi, sulle problematiche legate alla circolazione a livello
transeuropeo, sulla sicurezza e l'inquinamento.
Oggi, almeno a livello dei Programmi europei, si assiste
ad una progressiva estensione del campo di applicazione ICT-trasporto in
direzione di una più stretta relazione con gli stessi processi produttivi e
distributivi.
Non si tratta di una "perdita di contatto" con
temi quali la riduzione dell'inquinamento o la safety: si è semplicemente
capito che il problema dei trasporti, almeno per quanto riguarda le attività
economiche, non può essere affrontato in modo esogeno rispetto ai processi di
produzione e consumo.
Quando si parla di logistica, in fondo, si parla di
questo. In una realtà economica che sposa concetti quali l'azienda virtuale, il
business re-engineering, la minimizzazione degli stock, il commercio
elettronico tra aziende e quello con i consumatori finali, è assurdo
scindere il problema della gestione delle reti fisiche, della gestione dei
mezzi di trasporto e della gestione aziendale di produttori e distributori.
Il problema è come "mettere d'accordo" attori
ed esigenze tanto diversi che viaggiano a velocità, a volte, completamente
diverse. Oltretutto i vincoli ai quali è sottoposto un gestore di
infrastrutture fisiche sono ben diversi rispetto a quelli di un'azienda che
riorganizza i propri processi di produzione e distribuzione.
Peraltro è anche vero che affinché il sistema economico
stia in piedi (non solo il settore dei trasporti), è necessario che tutte le
diverse componenti, anche se con velocità strutturalmente diverse, procedano di
pari passo sulla via dell'innovazione.
Prendiamo il caso del commercio elettronico. Come
noto il problema numero 1 dell'ecommerce, almeno per quanto riguarda il
business-to-consumer, è rappresentato dalla logistica e non, come
sostengono in molti, dall'insicurezza nei mezzi di pagamento.
In altri termini, un'azienda che intenda aprire una
propria attività di vendita su Internet può abbastanza facilmente dotarsi di
tutta la strumentazione tecnologica necessaria. Ovviamente non potrà trascurare
il fatto di doversi riorganizzare per il nuovo modo di fare business.
A questo punto essa si trova ad affrontare il problema
dell'approvvigionamento a monte, della consegna delle merci e del ritorno di
quelle per le quali il cliente intende esercitare il diritto di recesso.
Se opera in un settore nel quale l'incidenza del costo
di trasporto è troppo elevata rispetto al valore della merce l'azienda
troverà serie difficoltà nello sviluppare e mantenere un'attività di ecommerce.
Non a caso i fallimenti di aziende cosiddette "dot com" si
sviluppano in massima parte attorno a problemi di logistica (c.d. Dot Bomb).
Ma l'incidenza del costo di trasporto non è l'unico
aspetto. L'azienda che vende via Internet i propri prodotti dovrà anche poter
evidenziare all'acquirente il costo della consegna ed offrire un servizio
informativo sullo stato della consegna stessa.
L'insieme degli aspetti citati porta a concludere che solo
operatori logistici informatizzati (che hanno la possibilità di
"tracciare" le merci) hanno le potenzialità per offrire servizi agli
operatori di ecommerce.
Il problema si sposta allora sulla capillarità di
servizio che questi operatori logistici sono in grado di offrire. E' chiaro
che in un paese come l'Italia dove il 50% della popolazione vive in piccoli e
medi comuni non appare agevole da risolvere. Un'ampia diffusione di strumenti
ICT tra aziende di trasporto anche di piccola e media dimensione potrebbe
migliorare costi e livello di qualità dei servizi logistici offerti agli
operatori dell'ecommerce.
Sul versante dell'ecommerce business-to-business
le tecnologie ICT applicate alla logistica hanno un impatto ancora più
importante. I meccanismi di just-in-time trovano fondamento economico nella
riduzione del livello delle scorte ma anche nei risparmi conseguibili in termini
di costi di trasporto. Esistono casi nei quali il recupero di efficienza è
stato di notevole entità con riduzioni del costo di trasporto superiori al 50%.
Da tener presente, per la comprensione del fenomeno, che l'applicazione di
concetti di logistica "totale" nell'ambito dell'azienda conducono ad
una riorganizzazione complessiva della stessa, lungo tutta la catena del
valore, dal fornitore al cliente.
Anche se il raggiungimento di situazioni che la
letteratura descrive come "win-win", nelle quali tutti hanno da
guadagnare dall'applicazione di nuove tecnologie e processi, sono un mito,
poiché se c'è risparmio, c'è anche un qualche operatore che ci rimette, è anche
vero che le stesse aziende che offrono servizi di trasporto possono
conseguire notevoli risparmi, al loro interno, connessi ad una
razionalizzazione globale dei rapporti con i clienti. Ad esempio si migliora il
riempimento dei mezzi e si riducono le spese di gestione.
Il problema vero è che aumenta anche la competizione
"globale" tra operatori del trasporto ed ancora una volta il
problema diventa di investimenti in nuove tecnologie a supporto della
propria efficienza.
A questo proposito si intende citare anche quella che
una delle più importanti novità nel mondo dell'ecommerce business-to-business,
costituita dalla creazione dei grandi mercati, o digital marketplaces,
nei quali le grandi aziende (ed anche la stessa P.A.) stanno trasferendo le
proprie procedure di acquisto.
L'esempio eclatante è quello ben conosciuto di
Ford-Daimler-GM ed altri (Covisint), o per venire al settore commerciale, di
WWRE, di Carrefour-Sears ed altri ancora.
Quando si inseriscono centinaia di migliaia di fornitori
in un unico Marketplace globale (parliamo di "oggetti" da 2-300 ad
oltre 1000 miliardi di dollari di acquisti/anno) è evidente che alla scelta del
fornitore del componente si accompagni anche quella dell'operatore logistico
che renderà possibile il suo trasporto presso gli stabilimenti dell'acquirente.
La naturale evoluzione è, quindi, che nei Marketplaces non entreranno solamente
fornitori di componenti ma anche quelli che offrono servizi (informazioni,
assicurazioni, credito, trasporti, ecc.).
La competizione sarà, in questa prospettiva, sempre più
diretta e globale.
Ma se questa è la prospettiva come potranno rispondere
le PMI italiane, manifatturiere, commerciali, di trasporto, ecc.)? L'ecommerce
è uno strumento che permette alle aziende di aprirsi ai mercati internazionali.
E' tra i mercati internazionali c'è anche il nostro. Forse è il caso di
pensarci per tempo, senza isterismi o chiusure preconcette e con lo spirito di
chi vuole affrontare le nuove sfide. Tutti insieme.
Desidero sottolineare un ultimo tema, quello della
distribuzione delle merci nelle aree urbane, in particolare quelle
metropolitane. Abbiamo rilevato più volte che le azioni delle Amministrazioni
locali non tengono generalmente conto delle esigenze di mobilità delle merci.
Circa due terzi dei comuni italiani non hanno un efficace coordinamento fra
governo della mobilità e pianificazione urbanistica.
I Piani Regolatori risalgono agli inizi degli anni '70
quando gli autoveicoli erano almeno la metà (meno di un terzo nelle maggiori
aree urbane) ed il volume degli spostamenti era circa un quarto dell'attuale.
Inoltre la situazione è aggravata dallo scarso coordinamento fra i diversi
Comuni e tra questi e le Amministrazioni centrali.
Non sono solo le imprese, specie quelle del terziario
che pagano le conseguenze, anche economiche, di questa situazione, ma più in
generale l'economia delle città.
Eppure la telematica e la sua interazione con la
logistica offrono possibilità che varrebbe la pena esplorare, soprattutto nei
trasporti su piccole distanze.
Con E-Sud, l'accordo di programma per lo sviluppo del
commercio elettronico che ci vede protagonisti, faremo a questo riguardo un
esperimento interessante. Stiamo infatti organizzando la domanda delle imprese
di distribuzione, creando dei gruppi virtuali di acquisto.
Ciò permetterà anche di organizzare telematicamente in
maniera più adeguata e più efficiente il sistema di approvvigionamento, con
effetti positivi anche per la mobilità e la vivibilità delle città, specie
quelle di medie e grandi dimensioni.
Concludo con un'osservazione. E' chiaro che gli
investimenti sulle reti immateriali sono essenziali. Ma per viaggiare le merci,
come le persone, richiedono anche le reti materiali.
Ricordo solo che nel periodo 1980-1997 la lunghezza
complessiva della rete stradale è cresciuta intorno al 6%, ad un tasso medio
annuo dello 0,5%, incompatibile con lo sviluppo registratosi nel sistema
produttivo e nella circolazione più generale, con la conseguenza che i flussi
di traffico continuano a svilupparsi su alcune direttrici di traffico che
risultano giorno dopo giorno più intasate.
La mancanza di un progetto per perequare gli standard di
accessibilità fra le varie parti del Paese e per consentire alle reti regionali
di interagire con i sistemi urbani è aggravata dalla mancata realizzazione del
piano quinquennale degli interporti del 1991, nel quale venivano presi in
considerazione anche i sistemi di distribuzione delle merci nell'ambito urbano
ed extraurbano.
Il Piano Generale dei Trasporti presentato dai Ministri
Bersani, Nesi e Bordon nello scorso mese di luglio parla finalmente di un
rilancio della mobilità nei prossimi dieci anni.
Ma anche ricordando l'ultra decennale percorso che ha
portato alla sua ultima stesura e i segnali preoccupanti provenienti dai
cantieri per la variante di valico fra Firenze e Bologna o della Salerno - Reggio Calabria, i tempi saranno quelli
giusti?