SERGIO BILLE' AL
CONVEGNO AER-ANTI-CORALLO
Non mi sembra -
e non credo certo di dire una cosa nuova - che l'attuale assetto legislativo
consenta oggi, in Italia, un vero, libero mercato televisivo.
E' una
considerazione che noi - ma anche moltissimi altri - ripetiamo da tempo ma tra
il libero mercato e la situazione attuale continua ad esserci un muro
invisibile, una parete di cristallo a prova di proiettile che nessuno è ancora
riuscito ad abbattere.
E' più urgente
arrivare ad una soluzione perché ormai siamo ad un passo dalla seconda, anzi
dalla terza rivoluzione nel mondo della TV, quella digitale.
Gli interessi
di pochi non devono, nel nuovo contesto, prevalere sugli interessi di un
mercato che deve poter agire in condizioni di massima libertà. Senza
prevaricazioni ma con il diritto che deve essere sancito per tutti di poter
utilizzare il nuovo mezzo e di avere normative che tutelino l'esercizio di
questa attività senza, in nessun modo, limitarne lo sviluppo.
E' sul digitale
- il ministro Gasparri lo sa benissimo - che si gioca la partita del futuro.
Ed è proprio il
digitale - con le grandi potenzialità che esso offre - il mezzo, lo strumento
per finalmente liberalizzare un mercato che fino ad oggi - contro ogni regola
democratica - è stato controllato, sfruttato, chiuso da un regime di duopolio.
Regime che non ha più ragione di esistere. Non ha più alibi per continuare ad
esistere.