Sono
lieto di poter ospitare presso la sede Confederale questo convegno per
riconfermare, ove ce ne fosse bisogno, il solido rapporto che ci lega al
sistema FNAARC.
E’
un’occasione importante anche perché mi permetterà di ripercorre le fasi
salienti del confronto tecnico e politico che si è sviluppato nel corso degli
ultimi anni.
La
sottoscrizione dell’accordo economico collettivo effettuata il 26 febbraio
scorso non rappresenta solo, come potrebbe apparire a priva vista, la
conclusione di quella lunga e complessa trattativa, che interviene dopo più di
10 anni dal precedente rinnovo, che ha visto riunite innanzi allo stesso tavolo
e per quasi 2 anni tutte le organizzazioni sindacali e datoriali di categoria,
ma è anche la chiave di volta che permetterà agli agenti e rappresentanti di
commercio ed alle case mandanti di uscire vincenti nella sfida della
competitività europea e mondiale.
Gli sviluppi dell'economia moderna
e la crescente globalizzazione dei sistemi di informazione stanno trasformando
progressivamente la figura dell’agente e
rappresentante di commercio da mero anello di congiunzione fra
produttore e consumatore ad insostituibile elemento della catena produttiva,
conferendogli un ruolo primario.
Per poter adempiere alla funzione
che oggi l’agente è chiamato a
svolgere ha bisogno di risposte chiare e di certezze che gli permettano di
partecipare a pieno titolo a questa nuova sfida.
Tuttavia la chiarezza e le
certezze hanno lasciato il posto, nel corso degli ultimi anni, per effetto
degli interventi legislativi e delle interpretazioni che si sono susseguite ad
un contesto nebuloso e incerto, privo, pertanto, di quella solida base che
l’ordinamento dovrebbe fornire agli operatori.
L’esigenza di adeguare il nostro
diritto interno alle previsioni dell’Unione Europea ha dato luogo ad un
processo costante e continuo di revisione della normativa interna, producendo,
quale risultato tangibile ed immediato, l’introduzione di nuovi istituti,
l’eliminazione di altri, e più in generale la modifica, non sempre coerente con
le esigenze del mercato interno, degli aspetti più delicati del contratto di
agenzia.
A ciò si deve aggiungere l’opera
della giurisprudenza, che, dovendo interpretare accordi collettivi (di tutti i
settori) alla luce di modifiche normative successivamente introdotte, ha
evidenziato sempre più l’esigenza di un riordino contrattuale della materia,
soprattutto a fronte di orientamenti giurisprudenziali oscillanti e proprio per
questo dannosi per gli operatori del settore.
In quest’ottica il nuovo accordo
economico collettivo rappresenta la risposta a tutte quelle importanti esigenze
di cui sono parimenti portatori gli agenti, i rappresentanti e le case di
distribuzione, permettendo finalmente un corretto svolgimento dei rapporti fra
le parti.
Lo scopo primario dell’accordo è
stato, quindi, la regolamentazione di tutti quegli istituti recentemente
introdotti.
Mi riferisco, innanzitutto, alla
nuova disciplina dell’indennità di fine rapporto, con cui le Parti hanno inteso
porre fine al noto dibattito giurisprudenziale, mediante l’inserimento di
un’indennità meritocratica che permetterà di eliminare in maniera definitiva
ogni ulteriore eventuale dubbio sulla totale rispondenza della normativa
contrattuale alle previsioni del legislatore italiano e comunitario.
Sempre in tale ottica, è stata
data attuazione ad un’altra norma del codice civile, in cui da un lato viene
offerta la possibilità di stipulare al termine del rapporto di agenzia o
rappresentanza un patto di non concorrenza di durata non superiore a 2 anni,
mentre dall’altro il legislatore alle Parti sociali chiedeva di quantificare
l’indennità spettante all’agente o rappresentante.
Si tratta chiaramente di due degli
aspetti di maggiore rilievo che sono contenuti nell’accordo, ma molti altri
sono i temi di grande interesse trattati al suo interno.
Nel complesso non posso che dare
un giudizio positivo sul testo siglato, che credo rappresenterà un valido
ausilio per tutti coloro che sono chiamati ad operare in questo ambito,
permettendo loro in tal modo di poter affrontare con maggiori certezze e
solidità la sfida della competitività.
Resta, tuttavia un rammarico:
quello di non aver potuto concludere la pur lunga trattativa con un accordo
trasversale valido per tutti i settori.
Ciononostante si è trattato di
un’esperienza qualificante che mi auguro possa tornare a ripetersi, laddove
sussistano le condizioni, affinché il dialogo che si è sviluppato nel corso di
questi ultimi anni possa riprendere, permettendoci di realizzare quel traguardo
parzialmente raggiunto in questa tornata contrattuale.