L’avvento
del digitale terrestre rappresenta certamente per il sistema televisivo una
svolta di carattere epocale che, in alcun modo, oggi può essere sottovalutata.
Esso moltiplicherà, in brevissimo tempo, il numero dei canali offrendo
all’utenza, come può fare un grande e moderno supermercato, un ventaglio di
prodotti, di programmi e di informazioni estremamente vasto. Si tratta,
insomma, di un salto tecnologico di valore esponenziale che favorirà anche –
almeno questo è ciò che noi tutti ci auguriamo - lo sviluppo sociale e culturale del nostro paese.
Ed è della massima importanza che anche l’emittenza locale possa, insieme alle grandi emittenti nazionali, essere protagonista di prima linea di questo fenomeno per almeno due motivi che a chi è in questa sala sono certamente ben noti, ma che vale la pena qui di riassumere.
Il
primo è che la televisione locale, proprio perché opera dietro ogni angolo di
società, dispone di una lente di ingrandimento che le consente di vedere più da
vicino, quasi sotto pelle, i problemi della comunità che ha di fronte. E, per
lo sviluppo della democrazia e del diritto di ogni cittadino di potersi
confrontare, in prima persona, con la società che lo circonda, questo
rappresenta uno strumento indispensabile e oggi insostituibile. Del resto,
l’evoluzione che ha avuto in questi anni il settore della carta stampata si è
accompagnata, come tutti sanno, al moltiplicarsi delle testate locali, quei
giornali che, operando dietro ogni angolo di strada, sono in grado di fornire
un’informazione a misura d’uomo. Le tv locali, avvalendosi delle nuove
tecnologie, possono, anzi devono raggiungere lo stesso obiettivo.
Secondo motivo: la tv
locale, più e meglio di altri, può non solo dar voce ai cittadini ma anche
affrontare direttamente, direi sul campo e nella giusta dimensione, i loro problemi quotidiani. Un tipo di
interazione tra emittenza e cittadino che certo l’emittenza nazionale, i grandi
network non possono mai compiutamente realizzare.
Non
vi è dubbio che la riforma del sistema televisivo oggi all’esame del Parlamento
tiene conto di questa realtà e questo sicuramente offre al settore delle
emittenze locali le giuste potenzialità.
Ma
perché queste potenzialità possano poi realmente esprimersi occorrono alcune
indispensabili condizioni di base.
La
prima è che l’emittenza locale possa disporre di tutti gli incentivi necessari
per attrezzare le sue nuove strutture. E, su questo versante, è indispensabile
che il governo studi forme di sostegno che siano estremamente concrete ed
efficaci per una congrua riduzione non solo dei costi di impianto ma anche di
quelli di gestione.
La
seconda è rappresentata dal livello di professionalità dei suoi gestori. Con il
digitale terrestre e di fronte ad una moltiplicazione enorme dell’offerta il gestore
dell’emittenza locale dovrà, più di quanto non abbia fatto fino ad ora,
realizzare programmi che, per spessore ed
originalità, sappiano differenziarsi da quelli forniti dai grandi
network. E la selezione, a fronte di una concorrenza che sarà sempre di più
agguerrita, sarà certamente assai dura perché una televisione a misura urbana
richiede, da parte di chi la gestisce, capacità maggiori di altre. Solo così,
infatti, l’emittenza locale potrà davvero autoreferenziarsi acquisendo anche
quei proventi necessari che oggi possono essere dati prevalentemente dal
mercato pubblicitario.
Siamo
insomma ormai di fronte ad uno snodo importante per lo sviluppo della nostra
società perché un radicamento anche sul versante del digitale terrestre delle
tv locali consentirà quelle forme di pluralismo che sono l’alimento di base, le
proteine di un paese che vuole crescere nella democrazia e nel rispetto dei diritti di ciascun
cittadino.