Ho particolarmente gradito l’invito
del Presidente Smeriglio e della Confetra sia per l’importanza di questa
Assemblea sia per il tema, pressante ed attualissimo, che è stato posto al
centro di questo dibattito: l’importanza che la componente della logistica ha
oggi nel processo di sviluppo del nostro sistema economico.
E’ questo, del resto, un tema che è,
come dire, proprio “di casa”, ogni giorno e in ogni tipo di discussione, in una
confederazione come la Confcommercio che, fin dalle sue origini, si è data come
suo principale obiettivo la tutela, la promozione e lo sviluppo dei settori del
commercio, del turismo e dei servizi ai quali più recentemente si sono anche
aggiunte importanti componenti delle imprese che operano nel settore dei
trasporti e della logistica.
Non vorrei qui ripetere cose che, in
questa sede, sono già state autorevolmente sottolineate, ma lasciatemi dire che
le gravi carenze del nostro
sistema logistico - e di tali profonde e variegate carenze potrei fare mille
convincenti esempi - rappresentano oggi il principale impedimento per un
rilancio di competitività del nostro sistema economico.
Perché, detto in soldoni, fino a
quando il settore della logistica,
per carenza di infrastrutture, di piani di sviluppo, di incentivi e di normative
che siano finalmente adeguate alle esigenze del mercato, continuerà a scaricare
sulle imprese e su ogni tipo di utenza costi che sono oggi del 40% superiori a
quelli della media europea, questo Paese rischia di perdere tutti i treni dello
sviluppo e di non andare più da nessuna parte.
Questa e non altre è purtroppo la
fotografia reale e veritiera della nostra situazione.
Combattere il declino, contrastare
quello che mesi fa chiamai il pericolo, per il nostro Paese, di una deriva di
tipo argentino, significa prima di tutto affrontare e risolvere questo
problema.
Ed è appunto questo l’obiettivo che la nostra Confederazione
- allargando i suoi poteri di rappresentanza, intensificando la sua capacità
propositiva ed esercitando ogni tipo di possibile pressione sulle Istituzioni
perché esse finalmente comprendano l’entità e lo spessore di questo problema -
intende perseguire.
Per sfondare il muro dell’inerzia e
del pressappochismo che ancora caratterizzano l’intervento pubblico, occorre -
e il tempo davvero stringe - un vero e proprio ariete, cioè una struttura di
rappresentanza che metta in campo tutto il suo peso e la sua capacità di
pressione.
E siccome tra qualche anno - per come
corre, fuori dei nostri confini, l’economia di mercato - potrebbe essere già troppo
tardi, noi, proprio da questa tribuna, rivolgiamo un pressante appello a tutte
le componenti di impresa che si muovono in quest’area e oggi soffrono degli
stessi problemi a convergere in una piattaforma comune che, per solidità di
impianto e chiarezza di obiettivi, possa vincere questa sfida che è poi anche
la sfida che deve vincere tutto il nostro sistema economico.