Intervento del Presidente Carlo Sangalli
"Inaugurazione 27° Borsa Internazionale del Turismo"
Rho, 22 febbraio 2007
Come hanno ricordato coloro che mi hanno preceduto, oggi è
il momento d’incontro più importante per il mercato turistico italiano ed uno dei
più importanti a livello mondiale.
Voglio fare solo poche riflessioni, e poi lasciarvi agli
altri relatori, ma soprattutto alla visita degli stand.
Il turismo è certamente un settore economico oggi decisivo
per il nostro paese, ma soprattutto rappresenta un laboratorio del fare
sistema. Insieme all’impegno e alla capacità imprenditoriale di tante aziende,
mette insieme i fattori caratterizzanti dell’italian style: dalla cultura alla
qualità della vita.
E questo vale per tutto il nostro Paese, in particolare
per il nostro meridione, ma vale anche per Milano.
Milano è una città globale che svolge una funzione
particolare, di attrazione e di casello di entrata per il sistema-Italia.
Si tratta di un fattore importante per la competitività
“ai tempi della globalizzazione”, che vogliamo valorizzare e monitorare, anche
alla luce di quelle che sono le prospettive di crescita e di attrazione di
eventi “globali” come l’Expo 2015.
L’esposizione universale rappresenta una preziosa
opportunità di rilancio della vocazione storica della città, della metropoli
dell’Italia del futuro.
La sfida dell’Expo 2015 - che vede nel sindaco Moratti
determinato e coraggioso capo cordata - solo per il settore turistico, secondo
le nostre previsioni, creerà un indotto da quasi 7 miliardi di euro,
provenienti per il 62,2% da turisti stranieri.
Ma l’impatto dell’Expo 2015 è infatti un’opportunità che
coinvolge tutto il territorio, e che si pone quindi anche come responsabilità.
Perché l’Expo è prima di tutto simbolo di quel forte
impegno interno, per fare sistema e per mettere insieme le risorse e le
eccellenze su un obiettivo comune, che è imprescindibile per il settore
turistico.
Un obiettivo che gioca insieme identità, tradizione ed
innovazione.
Ed oggi, qui alla Bit, è ben evidente questa “massa
critica”, necessaria per una nuova idea di “turismo globale”, cioè non solo
come accoglienza ma anche e soprattutto come promozione.
Stare dentro i flussi internazionali, economici e sociali,
nei quali il turismo è anche scelta d’identità, consente lo sviluppo e la
crescita del settore, a partire dalle imprese. Anche quelle più recenti legate
al turismo.
In Italia sono 11.600 le imprese attive nei servizi al
turismo, un settore in crescita che nel 2006 ha fatto registrare un aumento del
numero delle imprese di più del 6% in un anno e che dal 2000 è cresciuto di più
del 47%.
Un’economia diffusa, che sceglie la Bit come luogo
d’incontro e di affari, che diventa quindi strategica per l’intera economia
nazionale.
Perché potenziare il turismo significa potenziare
l’economia diffusa.
Il turismo riassume i caratteri distintivi del nostro
sistema economico.
E’ infatti un settore trasversale che in un colpo d’occhio
offre la sintesi delle eccellenze di un Paese e di un territorio.
Direi che il turismo non ha al centro il territorio come
un contenitore fisico con dentro tante cose, ma propone un’idea, un concetto
del territorio “senza confini” fatto da un mix di risorse culturali ed
artistiche, di bellezze naturali, di prodotti e di servizi.
Il turismo, insomma, è come un treno. Magari il nostro
patrimonio artistico può essere la vettura di testa, ma subito dopo ci sono le
carrozze della moda e dell’ambiente, dei prodotti agroalimentari e del design,
dell’artigianato tipico e delle risorse culturali.
Un’ultima osservazione. La politica sul turismo deve
essere forte, integrata e coordinata tra tutti i livelli istituzionali.
Oggi è più che mai necessario riuscire a formulare un
programma condiviso, con la partecipazione dei protagonisti pubblici e privati
del settore, interventi concreti nella programmazione economica a livello
centrale e locale.
Insomma è necessario lavorare insieme e, come si ripete
spesso, “fare sistema” perché il turismo è un banco di prova della
sussidiarietà, sia verticale tra le istituzioni, che orizzontale tra pubblico e
privato.
E il turismo in Italia – come voi sapete bene - sta
vivendo un momento di difficoltà nei confronti degli altri Paesi mediterranei e
anche rispetto a destinazioni più lontane; tale crisi è testimoniata da una
crescita lenta rispetto a nostri concorrenti.
Tutti insieme dobbiamo intensificare gli sforzi, e
dobbiamo farlo in fretta.
Chiudo con un’ultima nota.
E’ la necessità che la “questione-turismo” venga messa al
centro dell’agenda di lavoro della politica con caratteristiche di priorità ed
urgenza. E questo significa anche pensare ad una strategia nazionale per il
settore, che si integri con il lavoro delle regioni e degli enti locali, delle
associazioni e del mondo della cultura, ma che preveda un coordinamento e una
responsabilità istituzionale a livello nazionale, in particolare per la
promozione del nostro Paese all’estero.
Vi ringrazio.