Roma, 10 dicembre 2008
Autorità,
Signore e Signori, sono lieto di partecipare oggi alla presentazione della
Quinta Edizione del Premio intitolato alla memoria di Libero Grassi e rivolto a
tutti i giovani delle scuole italiane. E’ un progetto che ci sta molto a cuore
e in cui Confcommercio crede molto.
Perché
sicurezza e legalità sono prerequisiti di una democrazia compiuta, di una
democrazia moderna, e se mancano non ci può essere né crescita duratura, né
tanto meno sviluppo.
Perché
il futuro e la prosperità del Paese dipendono innanzitutto dal grado di
attenzione per gli Individui e le Istituzioni, dal livello di rispetto per le
regole e le leggi, dal bagaglio di valori morali e civili che riusciremo a
trasmettere alle nuove generazioni.
Ecco,
dunque, che la storia di Libero Grassi è diventata simbolo di questa ritrovata
capacità di credere nel futuro, di far sentire meno sole quelle persone, molto spesso imprenditori e
imprenditrici, che, per lo più nell’anonimato, si trovano a combattere ogni
giorno per l’affermazione della legalità e dello Stato di diritto. Condizioni
queste che ancora non sembrano del tutto radicate nella nostra cultura e nei
nostri territori.
Infatti,
ancora oggi registriamo con sempre più forza dal mondo imprenditoriale le
richieste di una maggiore sicurezza, di certezza della pena, di pene più
severe. Da una nostra recente indagine emerge un peggioramento per oltre un
terzo delle imprese del livello di sicurezza negli ultimi due anni, in
particolare a causa della crescita di furti e rapine; la rilevanza dei fenomeni
legati al racket e all’usura; la perdita di tempo, che in molti casi supera i
dieci giorni per anno, da parte delle imprese in pratiche burocratiche e altre
attività per via di episodi criminosi.
D’altro
canto, però, oggi non si respira certo un clima di sfiducia nelle Istituzioni e
nelle Forze dell’Ordine anche in virtù di azioni di contrasto che, sia a
carattere nazionale che territoriale, appaiono più efficaci.
Ciò
che serve in questo momento è, quindi, un supplemento di responsabilità, e ai
vari livelli, da parte di tutti i soggetti coinvolti. Servono segnali ancora
più chiari e forti di un deciso cambiamento di rotta.
Confcommercio,
così come è nella sua tradizione e nella sua cultura associativa e
organizzativa, sta facendo la
propria parte e sino in fondo contro la criminalità, il racket e l’usura.
In
particolare, in quei territori, come la Sicilia, particolarmente segnati da
questi fenomeni, stiamo incoraggiando gli imprenditori a denunciare i propri
estorsori, a uscire dalla reticenza e dal silenzio offrendo in cambio anche il
nostro sostegno e il nostro supporto legale. Abbiamo, inoltre, deciso di
sospendere quegli associati che, vittime di estorsioni, si rifiutino di
collaborare con la giustizia. E ci stiamo costituendo come parte civile nei
processi di mafia.
Tutto
ciò, però, forse non basta.
Dobbiamo
tutti, Istituzioni, Forze dell’Ordine, Associazioni di categoria, società
civile, avere ancora più coraggio e osare di più.
In
questo senso, ripensare a una nuova e più forte cultura della legalità che
parta dal basso, che faccia leva sui giovani, può forse essere il miglior
viatico per voltare pagina e costruire una nuova stagione per il nostro Paese
che passi anche per una maggiore attenzione sui temi dell’ambiente e della
sicurezza nei luoghi di lavoro.
Quale
miglior terreno della Scuola per seminare e diffondere un forte messaggio di
legalità, di rispetto ambientale, di tutela del mondo del lavoro alle nuove
generazioni e quale miglior arbusto dei giovani per far fiorire e ramificare il
comune sentire di uno Stato di diritto, di uno Stato sociale?
E
alla Scuola, come palestra di vita, come insieme di regole precise con cui
relazionarsi, come modelli di comportamento, nel rispetto della personalità e
delle attitudini di ciascuno, a cui ispirarsi, e agli studenti, come
destinatari e depositari di questi insegnamenti, che occorre volgere lo sguardo
con più attenzione.
E’
la Scuola, infatti, l’Istituzione per antonomasia con cui i giovani cominciano
a confrontarsi ed è la Scuola il luogo in cui più, di ogni altro, si apprendono
e si interiorizzano le regole del vivere civile e si delineano i ruoli.
Ecco,
quindi, l’importanza, oggi più di ieri, di sostenere questo premio come
risposta concreta ai comportamenti devianti e criminali, come veicolo di
promozione di una nuova e più forte cultura della legalità, ma anche di una
vera e propria cultura della sicurezza e dell’ambiente che possano condurci a
costruire una società migliore di quella dei nostri padri e della nostra.
Grazie.