Signor
Ministro,
come è noto,
le nostre Associazioni hanno accolto con particolare interesse la sua proposta di costruzione di un
avviso comune in materia di moratoria dei crediti.
E ciò perché
la crisi “picchia” particolarmente sulle PMI che le nostre Associazioni
rappresentano. Parallelamente, è proprio sul versante dei rapporti tra banche e
PMI che la questione “credito” registra oggi le principali criticità.
Dunque, siamo
qui, oggi, per manifestare la volontà di portare tutto il nostro contributo
all’iniziativa dell’avviso comune.
Un avviso
comune richiede, infatti, un lavoro comune: comune tra tutte le principali
Associazioni di rappresentanza delle imprese; comune tra imprese e banche;
comune tra Associazioni e Governo.
Un lavoro
comune e – aggiungo – “lungimirante”.
Noi, infatti,
non chiediamo certamente alle banche di rinunciare al loro ruolo fondamentale
di selezione del merito di credito. Non chiediamo di dare credito a tutti, o di
fare cattivo credito.
Ma
chiediamo - questo sì - che il loro ruolo, il loro compito sia
esercitato, appunto, con quella lungimiranza, significativamente richiamata dal
Governatore Draghi nelle Considerazioni finali di quest’anno.
Pensiamo,
infatti, che, anche su questo terreno, una delle lezioni fondamentali della
crisi sia quella di sottrarsi ad una lettura dei fatti economici tutta
schiacciata sul breve termine.
E che,
dunque, andamenti, esigenze e prospettive dei bilanci delle imprese possano e
debbano essere lette con una prospettiva più ampia, riconoscendo l’impegno di
chi, pur in tempi difficilissimi, non sta tirando i remi in barca, cerca di non
interrompere l’attività, prepara il tempo della ripresa.
Ecco perché – sul piano tecnico –
poniamo quattro questioni fondamentali:
-
evitare, per quanto possibile, repentine
richiesto di rientro degli affidamenti a breve, concordando, invece, processi
di ristrutturazione del debito e piano di rimborso rateale di medio termine;
-
per gli affidamenti a medio e lungo
termine, sospendere temporaneamente il rimborso della quota capitale,
procedendo al solo pagamento degli interessi;
-
rendere concretamente operativa l’ormai
larghissima condivisione circa la revisione dei parametri di Basilea 2, il cui
impatto risulta particolarmente negativo – per le Pmi e per le banche – proprio
in un tempo di crisi;
-
favorire scelte di ricapitalizzazione
delle imprese, premiandole fiscalmente.
Fare presto e bene, è, ancora una
volta, un’esigenza cui rispondere con la responsabilità di tutti.