(How Asia can drive European global ambition)
Secondo alcuni studi recenti, nella percezione dei
politici cinesi l’Europa è più un edificio del passato che del futuro. L’Europa
è vista sulle difensive, stanca e decadente, troppo prospera per continuare ad
affrontare dei rischi, troppo compiacente per accettare il cambiamento. E’ un
continente che ha perso le sue ambizioni e il suo posto nel mondo. E non va
meglio con gli indiani che la considerano in declino, troppo piccola, divisa e
ancorata al passato per fiorire in futuro.
Per il momento, la storia sembra marciare al passo della
grancassa asiatica, come è stato osservato la storia comincia ad essere fatta
senza l’occidente, forse un giorno sarà fatta contro l’occidente.
Eppure è proprio il risorgere dell’Asia che fornisce la
maggiore pressione per la ristrutturazione economica e l’integrazione politica
dell’Europa. Per 50 anni, l’ Europa ha avuto come unica preoccupazione quella
di abolire le barriere e consolidare la pace. Oggi le forze esterne potrebbero
essere la spinta necessaria ad accelerane la coesione economica e politica. L’
Europa si dovrà concentrare su nuove priorità, come l’energia e l’ambiente, e
pensare a se stessa come a un’unica entità in un contesto globale. Ne risulterà
una politica estera più coerente verso l’Africa, il Medio Oriente e la Russia.
Financial Times 3 gennaio 2008, pag. 7
(India offers cheapest car on earth)
L’impresa indiana Tata lancia l’automobile a 2.500$ con il
motore posteriore, un abitacolo simile a una scatola, plastica e adesivi al
posto di metalli. La macchina è un trionfo, non una grande invenzione ma una
nuova filosofia ingegneristica che sorge dal mondo in via di sviluppo, con il
potenziale di cambiare le nostre macchine ovunque siano fabbricate. Tata
potrebbe esportare nel mondo quella che viene già definita “l’ingegneria alla
Gandhi”, irriverente verso le strade assodate e guidata da una mentalità della
penuria che elimina il superfluo.
Le automobili a basso costo stanno già avendo un impatto
globale. La mossa della Tata, annunciata nel 2004, ha ispirato due rivali:
l’alleanza franco-giapponese Renault-Nissan, e la joint venture
indiano-giapponese Maruti Suzuki. Intanto gli industriali occidentali in
difficoltà stanno prendendo a prestito l’ethos ossessionato dal costo del mondo
in via di sviluppo.
Comunque resta poco chiaro come l’auto della Tata, priva
di limiti di emissioni e tecnologie di sicurezza possa penetrare con successo
il mercato occidentale.
La costruzione della vettura è un segreto, nulla si sa di
come è costruita. Chi l’ha vista la descrive piccolina, graziosa, con quattro
porte e cinque posti a sedere, stretta davanti e larga dietro.
International Herald Tribune
7 gennaio 2008, versione online