1 -Â Â Â Â Â Â La Cina sostiene che il principale
ostacolo all’accordo globale sul commercio sono gli Stati Uniti e l’Europa
(China says US and Europe are the main obstacles to
global trade deal)
Il Ministro del commercio cinese, Bo Xilai, ha affermato
ieri che il principale ostacolo a una felice conclusione del Doha Round è
l’incapacità da parte di Stati Uniti e Europa di fare concessioni sulle tariffe
e i sussidi agricoli. Un commento che non mancherĂ di irritare Stati Uniti e
Europa che privatamente lamentano il fatto che la Cina non si sia impegnata nel
Doha Round. La Cina infatti, la seconda nazione commerciale del mondo, ha
tenuto un basso profilo durante il round che viene faticosamente negoziato in
discussioni private fra una manciata di nazioni con una data limite non
ufficiale che è il 30 giugno.
Il Signor Bo ha insistito che la Cina ha cercato di
giocare un ruolo attivo nei negoziati e ha concluso che il problema risiede
nell’atteggiamento di Stati Uniti e Europa. “Loro non hanno ancora fatto
concessioni sostanziali sulle tariffe all’importazione dei prodotti agricoli,
sui sussidi all’esportazione e l’enorme sostegno interno che ricevono gli
agricoltori”. La Cina, sostiene il Ministro, in quanto paese in via di sviluppo
ha giĂ fatto piĂą del necessario.
Financial Times, 13.03.07,
pag. 6
(US and Iran confer over violence but see little
progress)
Dopo mesi di accuse reciproche, funzionari statunitensi e
iraniani si sono seduti allo stesso tavolo nel corso della tanto attesa
conferenza regionale per trovare soluzioni per uscire dalla violenza in Iraq e
prevenire un conflitto più ampio. L’incontro è stato descritto come un passo
avanti, ma ha fornito poche risposte ai problemi dell’Iraq e ha fatto poco per
colmare il divario tra Stati Uniti e Iran. I due paesi infatti pur dicendosi
interessati a stabilizzare l’Iraq hanno trovato solo punti di disaccordo. Gli
iraniani hanno accusato gli americani di aver rapito sei diplomatici iraniani
in Iraq, mentre gli americani hanno risposto che le forze della coalizione non
trattengono alcun diplomatico. Gli iraniani hanno inoltre affermato che gli
americani soffrono di un fallimento nella loro rete informativa, hanno fatto
tanti errori in Iraq a causa di informazioni iniziali sbagliate. Gli iraniani
hanno chiesto una tabella di marcia per il ritiro di tutte le forze straniere
dall’Iraq, perché la loro presenza non aiuta la sicurezza del paese. La
conferenza ha messo in luce le grandi sfide che si trova di fronte l’Iraq nel
suo sforzo di trovare una pace. Il Primo Ministro Maliki ha chiesto ai paesi
vicini di smettere di finanziare gli attacchi e di spedire armi e soldati oltre
confine. L’Iraq non accetta di essere la terra per scontri inter regionali e
regionali-internazionali, né di diventare terra di influenza di un altro stato.
Fra i paesi presenti molti avevano questioni urgenti per
partecipare. La Siria e la Giordania danno ospitalitĂ a un gran numero di
rifugiati iracheni. La Turchia, per via della sua minoranza curda, si preoccupa
di attacchi da parte dei curdi iracheni ai suoi confini. L’Arabia Saudita è
preoccupata che il conflitto possa rafforzare la sua minoranza sciita.
The Wall Street Journal,
12.03.07, pag. 10