(EU and US to begin single market push)
L’Unione Europea e gli Stati
Uniti daranno inizio il mese prossimo a una ambiziosa iniziativa per
armonizzare le regole, le norme e gli standard tecnici in 40 settori economici
e industriali al fine di gettare le basi per un mercato unico fra le due aree.
Il vertice si terrà il 30 aprile
a Washington e segnerà l’avvio dell’iniziativa di Angela Merkel per la
creazione di un partenariato economico transatlantico che mira ad abolire le
barriere non tariffarie al commercio e agli investimenti fra le due regioni più
ricche del mondo. Anche se il vertice segnerà solo l’inizio dell’iniziativa, i
negoziatori sperano di poter firmare un accordo per la creazione di uno spazio
aereo civile aperto. Fra gli altri settori cui verrà data priorità ci sono
l’industria automobilistica, dove le incompatibilità delle norme sono
responsabili del 10% dei costi per la produzione di nuove auto, le energie
rinnovabili e i carburanti biologici. Il vertice cercherà anche di identificare
progetti “faro” per i quali i negoziatori pensano che l’armonizzazione possa
venir realizzata entro i prossimi 12 mesi, o che possano portare rapidi e
tangibili benefici ai consumatori.
Il vertice creerà “dialoghi
settoriali” posti sotto il controllo di quattro o sei eminenti personalità. Uno
dei nomi che sono circolati è quello di Mario Monti, ex Commissario Ue e
attuale presidente dell’Università Bocconi di Milano.
(Financial Times, 20 marzo 2007, pag. 3)
(For Iraq and Iran, ties that bind)
Mentre l’amministrazione Bush
lavora per fermare le intromissioni dell’Iran in Iraq, i condizionatori
iraniani riempiono i negozi iracheni, i pomodori iraniani maturano alle
finestre delle cucine irachene e le Peugeot fatte in Iran circolano nelle
strade irachene.
Alcune città irachene, compresa
l’enclave di Basra dove si estrae il petrolio, comprano l’elettricità
dall’Iran. Il governo iracheno si affida a imprese iraniane per trasportare il
gasolio dal Turkmenistan. I funzionari iracheni stanno vagliando la richiesta
da parte dell’Iran di aprire una filiale della banca nazionale a Bagdad e
l’Iran ha offerto all’Iraq un prestito di 1 miliardo di dollari. Le economie di
Iraq e Iran, i due più grandi paesi sciiti del mondo, stanno diventando sempre
più intrecciate, i beni iraniani invadono i mercati iracheni e le città
irachene guardano all’Iran per avere i servizi di base.
Il commercio è esploso dopo l’invasione americana, ma il flusso dei soldi si muove in un'unica direzione: l’Iraq sta diventando dipendente dalle importazioni dall’Iran e da altri vicini poiché le sue industrie sono state distrutte con l’embargo degli anni 90 e per via della attuale guerra. I dirigenti iracheni del blocco sciita sostengono che i legami con l’Iran, governato da sciiti persiani, non potranno che aumentare, trainati dall’ostilità delle nazioni sannite arabe contro l’Iraq gestito dagli sciiti e l’ambivalenza degli Stati Uniti verso i partiti sciiti. Se gli sciiti non si sentiranno protetti, la dirigenza lavorerà con l’Iran. Gli americani e gli arabi dicono che l’Iran è il male, ma è l’unica risorsa. Secondo una statistica spesso citata, il commercio fra Iraq e Iran è cresciuto del 30% all’anno dall’invasione americana del 2003. L’Iraq ha numerosi accordi con l’Iran sull’energia, sul commercio, il petrolio e il turismo dei pellegrini che vanno in visita ai santuari di Najaf e Karbala. Gli americani hanno impedito la costruzione di un aeroporto a Najf da parte di imprese iraniane.
(International Herald Tribune,
14 marzo 2007, pag. 1)