(US companies suffer repercussions from Buy American
iniziative)
Gli esportatori vengono boicottati mentre i progetti
faticano a soddisfare i criteri per i fondi di stimolo
Il pacchetto di misure governative per contrastare la
recessione sta provocando conseguenze negative. La risposta al Buy American ha
avuto ad esempio come conseguenza il boicottaggio delle merci americane da
parte del Canada mettendo in difficoltà imprese che contano per sopravvivere
sulle esportazioni in quel paese. La conseguente minaccia per il mantenimento
di posti di lavoro crea malcontento fra coloro che il pacchetto intendeva
proteggere.
La Camera di Commercio americana, la lobby più grande del
paese, è preoccupata al punto di aver scritto al Presidente Obama perché
prendesse provvedimenti.
La portavoce della Casa Bianca ha affermato che il
pacchetto ha già salvato 150.000 posti di lavoro. Ma problemi sorgono anche a
livello interno, dove alcune imprese per attingere ai fondi forzano i loro
fornitori a usare prodotti americani che è la condizione per ottenerli. Alcuni
progetti si ritrovano a non essere eleggibili perché implicano l’utilizzo di
parti che gli USA non producono
Financial Times 26 maggio 2009, pag. 2
(L’hégémonie du dollar est attaquée de toutes parts)
Reso più fragile per via delle incertezze che riguardano
la sostenibilità del debito pubblico americano, il dollaro continua a cadere
mentre monta la fronda politica internazionale che vorrebbe trovargli
un’alternativa.
Gli squilibri dell’economia americana accentuati dalle
misure di rilancio per uscire dalla crisi
e l’instabilità del dollaro preoccupano i partner economici degli USA. I
cinesi avevano lanciato in aprile l’idea di una moneta di riserva
sopranazionale staccata dalle singole nazioni. La stessa idea è riproposta
dalla Russia in occasione di un prossimo incontro dei Brics.
Le Monde 6 giugno 2009, edizione online