(Le
Monde, 6 novembre 2010, pag. 5)
(A Bruxelles, la Commission souhaite instituer un impot
européen)
L’idea di una tassa europea
viene prudentemente avanzata in sede comunitaria per differenziare le entrate
della UE. Il dispositivo potrebbe diminuire il contributo diretto degli stati
ma di fronte alla netta opposizione dei grandi stati il profilo della UE viene
mantenuto basso.
Si vagliano altre opzioni, fra
cui, un’IVA europea o una tassa legata ai trasporti aerei, o ancora una tassa
sul gas. Le risorse ammonterebbero a 12 miliardi di euro all’anno per quanto
concerne ad esempio la tassa sull’aviazione e a 104 per quella sul gas.Cifre
importanti per un budget annuale di 140 miliardi di euro.
I paesi più grandi si sono pronunciati
contro l’ipotesi di una tassa europea.
(Le
Monde, 21 ottobre 20210, pag. 10)
(Une hausse des prix menacerait la consommation)
I negoziati annuali fra la
grande distribuzione e i suoi fornitori sono iniziati in un clima teso. Alcuni
industriali reclamano un aumento dei prezzi che va dal 5 al 19%, argomentandolo
in base all’umento delle materie prime. Michel-Edouard Leclerc, padrone della
ditta omonima che detiene il 17,1% del mercato in Francia ritiene che le
richieste siano ingiustificate e si posso ripercuotere negativamente sui
consumi.
Il gruppo ha dato indicazione di
ottenere un rialzo dei prezzi per il 2011 che non superi l’inflazione
nazionale. La grande distribuzione non vuole rendersi responsabile
dell’inflazione. Nel 2011 il dibattito politico verterà sul potere d’acquisto,
che diventerà la preoccupazione numero uno dei francesi. Con l’euro che vale
1,40 dollari, non saranno le esportazioni a tirare la crescita, bisogna che le
imprese abbiano delle prospettive di cifra d’affari. In tale ottica il consumo
è primario e la grande distribuzione vuole essere uno scudo contro
l’inflazione.
La strategia dei prezzi bassi
durante tutto l’anno e non solo in occasione di promozioni effimere si è dimostrata
vincente. L’obiettivo della Leclerc è quello di rendere accessibili un massimo
di prodotti senza tener conto del rendimento a breve termine. Se si dovesse
tener conto del rendimento, non bisognerebbe vendere l’acqua minerale , la
birra o i detersivi, poiché su questi prodotti non si guadagna niente. Un buon
distributore deve saper perdere sui singoli articoli per riuscire a guadagnare
sul complesso dei prodotti.
(Le
Monde, 9 novembre 2010, pag. 14)