1 - Intervista
al Presidente Brasiliano Lula. “L’economia ha bisogno di forum multilaterali
più rappresentativi”
Intervistato dal quotidiano Le Monde, il
Presidente Brasiliano Lula si è detto soddisfatto delle misure messe in campo
in Brasile per affrontare la crisi, dove una parte delle riserve finanziarie è
stata destinata al sostegno delle esportazioni. La ripresa dei paesi più
sviluppati aiuterà quella degli emergenti. Il Brasile però non dipende
esclusivamente dalle esportazioni che rappresentano il 13% del PIL. Come la
Cina e l’India abbiamo un notevole mercato interno.
Le misure approvate al G20 di aprile
vanno nel senso giusto: rendere più flessibile il FMI, aumentare le sue risorse
e quelle della Banca mondiale, aiutare i paesi poveri senza imporre le
condizioni dei periodi precedenti.
Il G20 è più importante del G8 perché
più rappresentativo, oggi non si possono più dibattere questioni mondiali
tendendo fuori paesi come la Cina, l’India, il Brasile, la Russia, l’Indonesia,
l’Africa del sud, il Messico, i paesi arabi. Ad aprile siamo riusciti a
metterci d’accordo sui paradisi fiscali, la democratizzazione del FMI e
l’aumento delle risorse alle istituzioni multilaterali. Il G8 non ha più ragion
d’essere.
Sull’avvenire del dollaro, Lula ha detto
che con il crollo della Lehmann Brothers il mondo si è accorto che la
dipendenza da una sola moneta negli scambi commerciali internazionali non era
un buon affare. La sostituzione del dollaro non è certo immediata, ma il
problema è stato posto, bisogna trovare delle alternative.
(Le Monde 7 luglio 2009, edizione on
line)
2 - La
Cina avvia un programma pilota per consentire alle imprese di utilizzare il
renminbi nelle transazioni commerciali
La Cina ha ufficialmente dato il via ad un programma
pilota per l’utilizzo del renminbi nelle transazioni commerciali. La prima
transazione è avvenuta fra imprese di Shanghai e dell’Indonesia, la mossa
consentirà di risparmiare sui costi e sui rischi di cambio.
L’utilizzo del renminbi nelle transazioni commerciali
renderà più conveniente operare per le imprese sia cinesi sia straniere.
Annunciando il programma in aprile, il governo cinese ha detto che sarà
limitato solo ad alcune aree: Hong Kong, Macao, Shanghai e la provincia del
Guangdong. Immediatamente dopo sarà esteso all’Associazione delle Nazioni del
Sud Est, alle province dello Yunnan e del Guangxi.
(The New
York Times, edizione online 7
luglio 2009)