(China’s tainted-food problem)
Il cibo contaminato proveniente dalla Cina sta diventando
un problema man mano che il paese gioca un ruolo sempre maggiore nella catena
globale del cibo. L’uso dei prodotti chimici è molto alto, le norme non sono rigide
ed è molto difficile controllare e ispezionare le spedizioni. Negli Stati Uniti
ad esempio la Food and Drug Administration (FDA) è risalita a un glutine
proveniente dalla provincia cinese del Jiangsu come causa della morte di
animali domestici. Il glutine era contenuto in un cibo per i cani e i gatti.
Nel 2002 degli spinaci congelati spediti in Giappone si sono rivelati contenere
un alto quantitativo di pesticidi. Lo scorso anno le autoritĂ di Hong Kong
hanno vietato le importazioni di rombo gigante dal continente perché vi hanno
riscontrato la presenza di un agente cancerogeno. Negli anni i governi
stranieri hanno respinto un miele che conteneva un antibiotico, peperoni con
pesticidi e frutti di mare contaminati con medicine veterinarie.
Il problema della contaminazione del cibo cinese deriva da
una normativa lasca e dallo spezzettamento della produzione alimentare affidata
a centinaia di milioni di piccoli agricoltori che fanno uso massiccio di
fertilizzanti chimici. La Cina ha uno dei tassi più alti del mondo nell’uso dei
fertilizzanti chimici per ettaro; i contadini cinesi usano una gran quantitĂ di
pesticidi tossici.
In America l’FDA ha il potere di respingere i carichi
contaminati quando ha l’occasione di effettuare dei controlli, lo scorso mese
ha rifiutato 215 spedizioni provenienti dalla Cina. I controlli però non sono
la regola, ma l’eccezione. Troppe sono le importazioni e troppo pochi gli
ispettori dell’FDA per poter garantire i controlli su tutto quello che entra.
In molti casi, l’incombenza di assicurare che il cibo spedito dalla Cina è sano
spetta ai compratori stranieri che negoziano con i produttori cinesi gli
standard di qualitĂ .
La sicurezza del cibo è un problema all’interno del paese
stesso, troppi sono stati i casi segnalati di cibi contraffatti e contaminati.
Secondo l’OMS 300 milioni di persone sarebbero affette da malattie derivate
dall’assunzione di cibo non sano all’anno. Intanto le esportazioni aumentano:
lo scorso anno la Cina ha coperto il 12% del commercio mondiale di frutta e verdura
sfidando i produttori americani in tre settori, succo di mela, mele e verdure
fresche. Le esportazioni agricole cinesi verso gli USA sono passate da 133
milioni di dollari nel 1980 a 2.26 miliardi di dollari nel 2006.
The Wall Street Journal
10.04.07, pag. 19
(My four pillars of American prosperity)
Di Rudy Giuliani
Washington ha bisogno di una buona dose di disciplina
fiscale. Per restaurare una guida efficiente e affidabile dell’America, il
governo deve muoversi come il mondo degli affari. Questo è il modo in cui ho
gestito New York.
I quattro pilastri per garantire una crescita economica
sostenibile sono:
1) Ridurre la spesa pubblica. Il
controllo della spesa rende il governo piĂą efficiente nel realizzare le sue
responsabilitĂ . Ma si deve anche migliorare la sua attivitĂ . Governare meglio
spendendo di meno. L’America deve investire nella difesa per vincere la guerra
contro il terrore; aumentare la sicurezza perché non si ripeta mai più
l’inefficace risposta governativa al disastro Katrina; investire
nell’indipendenza energetica. Bisognerà puntare su un apparato governativo più
piccolo e piĂą efficiente.
2) Ridurre le tasse. I contribuenti devono pagare il
minimo delle tasse, e avere la certezza di quel tasso non un’altalena tipo
quella che impone il Congresso. E mi impegno a cancellare la “tassa sul
decesso”.
3) Riforma dell’eccesso di regolamentazione. Stiamo
assistendo ad un eccesso di produzione normativa, quando le leggi diventano troppo
onerose, pesano su di noi come le tasse e danneggiano la competitivitĂ del
paese.
4) Buona politica monetaria. Una economia forte e una
buona politica monetaria sono interconnesse. Il Federal Riserve Board dovrebbe
funzionare piĂą come un compasso che come una banderuola, dovrebbe fissare la
direzione piĂą che seguire il vento.
Quando le politiche economiche sono costruite su questi
quattro pilastri, portano crescita economica, mobilità verso l’alto, e un
governo più efficiente. E questo è il nostro fine.
Financial Times 11.04.07,
pag. 13