(EU summits reveal economic-strategy rifts)
Come rispondere alle sfide dell’economia globale, alla
crescita dei prezzi della benzina e dei prodotti alimentari, ai problemi della
politica agricola e alle ulteriori
espansioni della UE ha creato spaccature all’interno dei vertici tenutisi lo
scorso fine settimana a Brussel.
La proposta del Regno Unito, sostenuta dai paesi nordici e
dalla Germania, è di lavorare più da vicino con i paesi produttori di petrolio,
dare una spinta agli accordi commerciali globali e diminuire l’uso di petrolio
attraverso una maggiore efficienza energetica.
Questo approccio si confronta con quello di Sarkozy che
propone di diminuire le tasse sulla benzina e di rimpolpare i sussidi agricoli
collegandoli con il volume del prodotto. Secondo il Presidente francese non è
giusto che gli stati intaschino più tasse con il continuo rialzo del prezzo del
petrolio. Il 60% di quanto si paga oggi un litro di benzina, infatti, è tasse.
Alcuni sostengono che tagliare le tasse manda il messaggio
sbagliato, perché incoraggia la domanda di petrolio
Sarkozy ha dato la colpa del fallimentare referendum
dell’Irlanda sul Trattato di Lisbona al Commissario Mandelson che sta
conducendo i negoziati per il Doha Round promettendo di tagliare alcuni sussidi
europei all’agricoltura pur di ottenere un accordo.
Sarkozy ha anche avvisato che finchè il Trattato di
Lisbona non sarà ratificato e adottato non ci saranno ulteriori allargamenti
dell’Europa. I capi europei hanno dato tempo all’Irlanda fino a ottobre per
spiegare come intende affrontare la sconfitta del referendum.
(Wall Street Journal 23
giugno 2008, pag. 3)