1 – I consumatori ricchi comprano volentieri i falsi
(Wealthy consumers content to buy fakes)
Secondo una nuova ricerca, in un mercato sofisticato come
quello britannico, i beni di lusso contraffatti vengono regolarmente acquistati
da consumatori abbienti, contraddicendo così la credenza da parte
dell’industria che i falsi siano destinati a acquirenti con basse entrate.
Molti dei proprietari di marchi di lusso sono stati restii
a iniziare azioni legali contro i commercianti di beni contraffatti nel Regno
Unito, ritenendo che gli acquirenti di falsi non avrebbero comunque mai
comprato i loro prodotti.
Ma la ricerca ha verificato che coloro che comprano
vestiti, orologi, scarpe e gioielli sono spesso persone che spendono molto e
che acquisterebbero i beni di lusso genuini.
I falsi producono dunque un danno maggiore di quello che
si poteva pensare.
La ricerca ha anche provato che non è vero che la gente è
quasi sempre consapevole di comprare prodotti contraffatti. Lo scorso anno un
consumatore su otto ha comprato merci contraffatte e metà di questi – si parla
dunque di 3 milioni di persone – pensavano di star comprando il prodotto
autentico.
Alcuni marchi di lusso stanno iniziando una dura battaglia
legale in alcuni mercati. Vuitton ha citato Carrefour in Cina per aver venduto
falsi di sue borse nei supermercati di Shanghai. I contraffattori in Europa
potrebbero rischiare la prigione fino a quattro anni secondo una nuova proposta
fatta ieri dalla Commissione UE.
FT, 27.4.2006, pag.6
(Brand experts
study EU identità crisis)
La Commissione Europea ha assunto Simon Anholt, un
consulente inglese che ha lavorato per marchi come Miscosoft, Coca Cola e
Unilever, per guidare un gruppo di esperti di marchi sull’identità europea. Lo
scopo era quello di realizzare un recupero dell’immagine comunitaria andata
persa quando la costituzione è stata rigettata in Francia e nei Paesi Bassi.
L’esperto ha fatto un parallelo fra l’organizzazione dei 25 paesi e il gruppo
terroristico di al-Qaeda, sostenendo che la UE cerca un modello di quel tipo,
fatto di cellule separate che si influenzano l’un l’altra senza un controllo
complessivo, piuttosto che un approccio centralizzatore tipo quello di Stalin.
Alcuni politici europei, come ad esempio Sarkozy, il
Ministro dell’interno francese, hanno proposto di riproporre la costituzione
con una nuova etichetta, definendola un “trattato istituzionale”, meno
grandioso e preoccupante. Contemporaneamente, il gruppo di esperti, che lavora
a titolo gratuito per il Presidente Barroso, comincerà a incontrarsi dal mese
prossimo per consigliare la regione su come superare la crisi di identità.
Molti all’interno della Commissione riconoscono che comunicare l’identità
comunitaria attraverso i governi nazionali è negativo. “La UE ha un suo marchio
ma deve competere con 25 marchi nazionali” sostiene Rolf Annemberg, capo di
gabinetto del Commissario Wallstrom responsabile della comunicazione. “La UE è
stata sempre presentata come un organismo che ha portato pace a un continente
distrutto dalla guerra, ma questo significa molto poco per i giovani d’oggi”.
Il Commissario Wallstrom ha lanciato recentemente un programma per collegare
fra loro i 450 milioni di cittadini dell’Unione attraverso internet. Ma alcuni
dubitano della sua efficacia. Non si possono raggiungere i cittadini da
Brussel, si dipende dalle politiche nazionali.
FT, 2.5.06, pag.2
I prezzi al dettaglio nel Regno Unito sono diminuiti
dell’1,28% dall’inizio dell’anno fino a Aprile, il più alto tasso di deflazione
degli ultimi 15 mesi, secondo i dati dell’associazione inglese del commercio al
dettaglio (British Retail Consortium). Sia i prezzi del food che del non-food
sono slittati dello 0,1% ad Aprile.
FT, 4.5.06, pag. 4