(The moment of truth)
Memorandum di Pascal Lamy, direttore generale dell’OMC, ai
Ministri del commercio di tutto il mondo sul Doha Round
Tutti voi sostenete che le attuali regole al commercio
estero definite nel 1994 non si adattano più ai paesi in via di sviluppo e non
coprono importanti ambiti del commercio del 21° secolo. Vi siete anche detti
preoccupati delle conseguenze che un fallimento dei negoziati potrebbe avere a
livello globale e temete il risorgere del protezionismo.
Le settimane a venire sono cruciali per il Doha Round,
dobbiamo raggiungere un accordo entro luglio sui prodotti agricoli e
industriali
I paesi ricchi hanno accettato tagli del 70% sui sussidi
agricoli che distorcono il mercato e tagli del 50% delle tariffe agricole. Si
sono impegnati a ridurre le tariffe dei prodotti industriali.
In cambio i paesi emergenti si sono impegnati ad aprirsi
al libero commercio.
Cosa guadagneremo da un accordo? Prima di tutto, un
commercio più aperto genererà più ricchezza. Quando il costo di tutto si fa più
caro è essenziale una maggiore crescita economica.
Secondo, il Doha Round sarà una forte assicurazione contro
il protezionismo. In un momento in cui i mercati finanziari sono instabili e la
disoccupazione aumenta, molti politici trovano più semplice accusare gli
stranieri e suggeriscono il protezionismo come cura.
Terzo, se vogliamo promuovere la crescita in Africa, Asia
e America latina, dobbiamo cambiare le nostre regole.
Quarto, la crisi alimentare ha chiaramente dimostrato
quanto i sussidi e le tariffe alte sono dannosi per i paesi in via di sviluppo.
Infine, non raggiungere un accordo equivarrebbe a un danno
in termini geo-politici. Un fallimento frustrerebbe molte nazioni e sarebbe più
difficile trovare accordo su altri dossier.
Il 21 luglio sarà dunque un momento cruciale, dobbiamo
ottenere un risultato e dimostrare il massimo della flessibilità . Le
possibilità di successo sono al 50%.
(International Herald Tribune 4 luglio 2008, pag. 6)