(Restauration: deux mois après la baisse de la TVA, les
embauches se font attendre)
Due mesi dopo l’entrata in vigore della riduzione dell’IVA
nel settore della ristorazione e in quello alberghiero, passata dal 19,6% al
5,5%, solo una minoranza degli esercizi ha mantenuto la parola di abbassare i
prezzi e aumentare i salari. La misura priva lo Stato di 2,5 miliardi di euro
di entrata.
Secondo stime presentate dal Segretario di Stato al
Commercio, Hervé Novelli, circa il 40% dei ristoratori hanno abbassato almeno
sette prezzi sul loro menu. Questi risultati sono stati giudicati incoraggianti
visto che la riduzione è recente. Il settore, inoltre, passa una fase
difficile, visto il fallimento di molte imprese. Quanto ai posti di lavoro si
prevede che con il rientro dalle ferie dai 5 mila ai 6 mila giovani firmeranno
un contratto di apprendista e di professionista.
Secondo i sindacati gli imprenditori non hanno fretta di
creare degli impieghi visto che non sono soggetti a nessun obbligo in tal
senso, l’accordo è un semplice contratto morale.
(Le Monde 2.9.2009, versione
online)
Secondo quanto dichiarato dal ministro del commercio australiano,
Simon Crean, gli USA e l’India sarebbero intenzionati a concludere i negoziati
di Doha così a lungo rimandati. I negoziati sono nella loro fase finale e
bisognerebbe intensificare gli incontri. Il cambiamento di rotta dell’India è
importante, il suo settore agricolo era infatti una delle grandi preoccupazioni
e si trova oggi in difficoltà per via di un devastante tifone; e anche gli USA
soffrono della crisi globale. I leader del mondo si sono convinti che un
accordo commerciale sarà di stimolo per l’economia mondiale e eviterà un
eccessivo scivolamento verso il protezionismo.
Secondo un recente studio, una riduzione del 10% delle
barriere nei servizi da parte delle grandi economie aumenterà le esportazioni
almeno di 56 miliardi di dollari all’anno e 100 miliardi di PIL.
(Financial Times 3
settembre 2009, pag. 4)