1 -Â Â Â Â Â Â La diffidenza rovina i legami commerciali
fra la Ue e la Russia, afferma il Commissario Mandelson
(Eu-Russia mistrust mars trade
ties, minister says)
Il Commissario Ue Peter Mandelson ha affermato che la
diffidenza che si sta instaurando fra la Russia e la Ue, soprattutto a
proposito della questione energetica, può compromettere i rapporti. E’ la prima
volta dai tempi della conclusione della guerra fredda che le relazioni fra i
due sono contraddistinte da diffidenza e sfiducia. Entrambi credono che l’altro
usi l’energia come uno strumento politico. Il Commissario ha esortato la Russia
a continuare nella strada per la realizzazione di uno stato di diritto in modo
trasparente e consentire ad aprire il suo mercato ai commercianti stranieri.
Ha anche invocato norme che regolarizzino il commercio
dell’energia a livello globale, la Russia e la Ue ne beneficerebbero rimuovendo
la questione politica. L’Europa smetterebbe di preoccuparsi delle sue forniture
e stimolerebbe gli investitori a mettere i soldi nelle infrastrutture russe che
ne hanno notevole bisogno. Anche l’Europa deve fare la sua parte, deve essere
aperta a investimenti russi, ha sostenuto riferendosi all’interesse di Gazprom
di rifornire direttamente i clienti europei. Norme che consentano agli
investimenti di fluire in entrambe le direzioni renderebbero i mercati
interdipendenti e aumenterebbero la stabilità .
La Russia dovrebbe venir integrata nel sistema commerciale
internazionale affinché diversifichi la sua economia non puntando solo sulle
lucrative e entrate del gas e del petrolio, suggerendo l’ingresso della Russia
nel WTO che ne rafforzerebbe l’economia, promuoverebbe gli investimenti e
depoliticizzerebbe le dispute commerciali con la Ue.
Il negoziato commerciale per un nuovo patto fra la Russia
e la Ue è bloccato dallo scorso anno per via di un veto polacco, la Polonia
infatti chiede alla Russia di togliere la messa al bando della carne polacca,
una questione ancora non risolta.
Wall Street Journal
23.04.07, pag. 10
(Erdogan’s presidential gamble)
Nessun paese, neppure la Francia, vigila più della Turchia
a proteggere i propri valori secolari. E in questo riflette l’eredità di
Ataturk, il padre fondatore della repubblica, per il quale il secolarismo
equivaleva alla modernità . L’esercito e la maggior parte della élite politica
crede ancora in questo.
Questo è lo sfondo delle manifestazioni contro l’idea che
Erdogan, attuale Primo Ministro, diventi il Presidente della Turchia a metÃ
maggio. Il suo partito islamista ha una forte maggioranza in parlamento e
quindi sarebbe per lui più che possibile diventare Presidente, il punto è
capire se lo vuole. Ma vorrebbe dire mettere a rischio il secolarismo turco.
Nemmeno il più accanito dei secolaristi però può negare
che il governo di Erdogan è stato un grande successo rispetto al precedente:
l’economia è cresciuta, il PIL raddoppiato, la costituzione, la polizia,
l’esercito e il sistema giudiziario sono stati riformati e grazie a queste
riforme Erdogan ha potuto cominciare le trattative per l’ingresso nella Ue.
Nonostante le radici religiose del suo partito, non ha interferito con il
secolarismo turco.
I secolaristi sostengono che è andata così perché il
presidente Sezer, un secolarista radicale, aveva diritto di veto ed ha
garantito che non ci fosse una deriva islamica.
Qui la questione è se Erdogan dovrebbe essere escluso
dalla gara presidenziale per il fatto che costituirebbe la più grande minaccia
al secolarismo turco.
La Turchia moderna ha pienamente mostrato le sue
credenziali democratiche e Erdogan ha sempre detto di non voler minare i
principi della costituzione, secolarismo compreso. Potrebbe decidere di non
partecipare alla gara presidenziale e rimanere Primo Ministro concentrandosi
sulle elezioni parlamentari di novembre. Ma l’opposizione dell’esercito e della
élite secolare non è positiva. Una Turchia forte e sicura di sé può ben
accettare un Presidente come Erdogan.
The Economist 21.04.07,
pag. 12